R come RISONANZA MAGNETICA

sabato 05th, novembre 2022 / 09:26
R come RISONANZA MAGNETICA
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Oggi la rubrica del Comitato Art32  racconta la storia di una delle tante promesse mai mantenute: la Risonanza Magnetica.

Uno dei tanti amici del Comitato è stato l’indimenticato Fausto Chionne. In uno degli incontri che avemmo con lui ci parlò di un suo studio sull’attività convenzionata di Risonanza Magnetica.

MOBILITÀ PASSIVA PER RISONANZA MAGNETICA

In particolare focalizzammo l’attenzione sull’istituto Andrea Cesalpino, la mobilità passiva e la “spesa extra-regionale” della Regione Umbria nell’anno 2018. Per capirsi: il Cesalpino è un laboratorio privato convenzionato, che si trova a Terontola di Cortona in Toscana. Questo cosa significa? Significa che gli abitanti del Trasimeno (ma non solo), non avendo una Risonanza Magnetica sul territorio ed essendo perciò soggetti a lunghe liste d’attesa (e non sempre si può aspettare), sono costretti ad usufruire del servizio di questo laboratorio. Per la Regione Umbria questo significa pagare un servizio privato e fuori regione. Se ci fosse una Risonanza Magnetica sul territorio le liste d’attesa sarebbero più brevi e la regione potrebbe reinvestire i soldi dei contribuenti nella sanità umbra.

I dati che Fausto ci mise a disposizione furono questi: nel 2018 gli umbri fecero 12 621 risonanze magnetiche all’istituto Cesalpino, per un costo totale di circa € 1 770 000 (un milione e settecentosettanta mila euro).

Se consideriamo che il costo di un apparecchio di Risonanza Magnetica di nuova generazione “Helium free” è di circa € 700 000 più iva, in un anno di utilizzo si sarebbe ripagato abbondantemente.

 

LE PROMESSE DELLE ISTITUZIONI

Questo ci porta alle promesse delle istituzioni. Quando chiusero l’ospedale di Città della Pieve, per addolcire la pillola, garantirono che la nuova Casa della Salute tra i vari servizi avrebbe avuto un apparecchio di Risonanza Magnetica. Nella delibera n.227 del 22/02/2017 il dott. Andrea Casciari, Direttore Generale dell’AZIENDA USL UMBRIA 1, scrive: “Dare avvio alle procedure per la realizzazione presso la Casa della Salute di Città della Pieve di un polo di diagnostica per immagini con RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) di nuova generazione, volto a garantire le necessità del bacino di riferimento e delle aree limitrofe, anche al fine di ridurre la mobilità passiva in questo settore.” Dopo qualche anno ci giunse voce che “per le necessità” dei cittadini del Trasimeno sarebbe bastato un apparecchio di Risonanza Magnetica non proprio nuovo: ne avrebbero fornito uno dismesso dall’ospedale di Assisi, ma ancora con qualche anno di vita.

A caval donato non si guarda in bocca, ma oggi a Città della Pieve lo stanno ancora aspettando…

Copertina: Fausta Molina
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