H come HOTEL

mercoledì 19th, ottobre 2022 / 14:40
H come HOTEL
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No, non parliamo di vacanze. Oggi con la rubrica del Comitato Art32 parliamo di mobilità sanitaria. 
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce l’assistenza ai cittadini iscritti presso le aziende sanitarie locali della propria Regione di residenza: il cittadino può tuttavia esercitare il diritto di essere assistito anche in strutture sanitarie di altre Regioni, fenomeno descritto come mobilità sanitaria interregionale.
MOBILITÀ PASSIVA
Nel caso dell’Umbria se un cittadino non residente viene a curarsi qui abbiamo una mobilità attiva, al contrario se un residente va a curarsi fuori regione abbiamo una mobilità passiva. La mobilità passiva può avere varie motivazioni:
  • di prossimità, se un cittadino di Castiglione del Lago dovesse scegliere per comodità tra l’ospedale di Nottola e quello di Città di Castello sceglierebbe il primo;
  • di programmazione, per alcune prestazioni di elevata complessità, ad esempio il Meyer di Firenze per le cure pediatriche;
  • di casualità, ad esempio se si studia o si lavora o si è in vacanza in un’altra regione e ci si sente male;
  • di carenza di offerta sul proprio territorio, quantitativa e/o qualitativa. Le persone scelgono un presidio anche distante nella necessità di farsi curare in tempi brevi o per poter accedere a livelli di qualità dell’assistenza più elevati.
Per il cittadino le prime due motivazioni possono essere positive, la terza è inevitabile, il vero problema è l’ultima, che è associata a situazioni di mal funzionamento del sistema sanitario.
LA MOBILITÀ PASSIVA COSTA
Dal sito del Consiglio regionale della regione Umbria apprendiamo che a marzo del 2021, l’assessore Coletto ha fornito i dati della mobilità attiva e passiva: “Il saldo era positivo nel 2014 di oltre 20 milioni (cioè la mobilità di pazienti da altre regioni faceva guadagnare più di quanto si spendeva per gli umbri che si curavano in altre regioni), nel 2018 il primo saldo negativo di oltre un milione di euro, che nel 2019 diventa 3,3 milioni. I ricoveri costituiscono oltre il 70 per cento di questo trend negativo, la specialistica ambulatoriale il 15 per cento…”.
NON SOLO IN ALTRE REGIONI
Ecco, la carenza di offerta per i cittadini del Trasimeno dovrebbe essere un caso di studio, perchè non solo si va in Toscana, contribuendo così alla mobilità passiva, ma si è pure soggetti alla mobilità sanitaria intraregionale: bisogna girare tutta l’Umbria per fare un esame diagnostico, una visita specialistica o una banale operazione chirurgica. Tutto questo comporta disagio sociale per il paziente e per i suoi familiari, oltre che spese pecuniarie.
E ritorniamo all’inizio: a volte bisogna pure prenotare un hotel…
POST SCRIPTUM

Con la trasformazione dell’ospedale di Castiglione del Lago in Ospedale di Comunità non ci sarà più il pronto soccorso, ma un primo soccorso. I Punti di Primo Soccorso nella definizione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest sono: “servizi ai quali ci si può rivolgere per la soluzione di un disturbo improvviso e di lieve entità, come, ad esempio una distorsione, piccole ferite o bruciature, che di norma non necessitano di accertamenti diagnostici particolari”. Si dovrà quindi viaggiare anche per le emergenze.

Immagine copertina: Fausta Molina
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