CITTA’ DELLA PIEVE, IL CORAGGIO DI PORTARE IL MANICOMIO IN PALCOSCENICO

mercoledì 17th, aprile 2024 / 13:15
CITTA’ DELLA PIEVE, IL CORAGGIO DI PORTARE IL MANICOMIO IN PALCOSCENICO
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DOMENICA 21 APRILE ULTIMO SPETTACOLO DELLA STAGIONE TEATRALE 2023-24
CITTA’ DELLA PIEVE – Il teatro racconta molto spesso la realtà, anche quella quotidiana delle persone normali. E quella di persone altrimenti invisibili, relegate in qualche anfratto della società sempre fuori quadro, sempre fuori dalla luce dei riflettori. E talvolta anche dei lampioni. A volte il teatro sente l’urgenza di raccontare certe storie, certe vite, certe zone d’ombra. Storie a volte dimenticate. Vite dimenticate. Abbandonate da qualche parte. E meno male che in teatro qualcuno le tira fuori, altrimenti rimarrebbero in fondo al cassetto. E’ il caso dello spettacolo che andrà in scena Domenica 21 aprile, alle 21,00 al Teatro Avvaloranti di Città della Pieve, ultimo appuntamento in cartellone per la stagione 20023-2024. Titolo: “L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi” presentato da Accademia Perduta Romagna Teatri/Società per attori. Testo di Francesco Niccolini, Regia di Giuseppe Marini, con Claudio Casadio.
L’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.
È stato abbandonato quando era bambino e, da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così.
Dopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso, ma dai quali non riesce a liberarsi.
Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, parla sempre. Parla con i dottori, con gli infermieri, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista. Insomma la piece è una storia di manicomio. Ed è anche una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Un racconto di struggente poesia e forza, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Una “storia minima”, di una persona fuori quadro. Una persona, appunto, altrimenti “invisibile”, di quelle che nessuno vede o ascolta, se non è obbligato a farlo perché magari è un dottore o un’infermiera, o un poliziotto… Portare in teatro storie del genere, anche se non si tratta di una storia vera, ma scritta per il palcoscenico, è un atto di coraggio e pure di civiltà. Una sorta di risarcimento civico a tutti coloro che sono finiti ai margini della vita e magari sognano e parlano di cose che vedono solo loro.
Il costo del biglietto è di 15 euro; Ridotto € 12 (sotto 26 e sopra 60 anni)
Loggione ingresso unico € 8.
PRENOTAZIONE:
Fontemaggiore tel. 075/5286651 – 075/5289555 dal lunedì al venerdì ore 9.30-13.00, messaggio Whatsapp al numero 353/4275107, mail a info@fontemaggiore.it
Biglietteria Teatro degli Avvaloranti tel. 0578/298939 (solo i giorni di spettacolo dalle ore 19.30). I biglietti prenotati possono essere ritirati presso la biglietteria del teatro, il giorno di spettacolo, dalle ore 19.30 entro le ore 20.45
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