DOPO IL QUIRINALE I BRONZI DI SAN CASCIANO VANNO A NAPOLI. MA PERCHE’ NON ANCHE A CHIUSI? SAREBBE LA SEDE NATURALE

mercoledì 13th, dicembre 2023 / 16:42
DOPO IL QUIRINALE I BRONZI DI SAN CASCIANO VANNO A NAPOLI. MA PERCHE’ NON ANCHE A CHIUSI? SAREBBE LA SEDE NATURALE
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L’ESPOSIZIONE NEL TERRITORIO AIUTEREBBE LA CANDIDATURA DELLA VALDICHIANA SENESE A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2026.
Come annunciato dal Direttore generale dei Musei del MiC Massimo Osanna, la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, dopo il Quirinale, verrà allestita a fine gennaio negli spazi espositivi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Così il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici. In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere ‘Gli dei ritornano’. I visitatori del MANN avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.
L’esposizione, curata da Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi al “Santuario Ritrovato” di San Casciano dei Bagni e professore di Etruscologia dell’Università per Stranieri di Siena, e da Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei del MiC, resterà al MANN per tre mesi.
Bene, è una buona notizia, perché l’esposizione al Museo di Napoli farà conoscere i reperti di San Casciano ad una città importante e ad un pubblico vasto. Tutta pubblicità, verrebbe da dire.
Ma allora perché invece che a Napoli o meglio, oltre che a Napoli, i bronzi e gli altri tesori rinvenuti nello scavo del Bagno Grande, in attesa del Museo che li ospiterà in via definitiva, non vengono esposti temporanamente anche al Museo Nazionale Archeologico di Chiusi? Tra l’altro sarebbe non solo il “nazionale” più vicino al luogo del ritrovamento, ma anche la sede naturale, essendo il Santuario ritrovato un sito ricandente in quello che era definito dagli etruschi e dai romani l’agro chiusino, cioè il territorio dell’antica città di Chiusi.
Certo, a Chiusi, i reperti del Bagno Grande verrebbero probabilmente visti da un numero di persone inferiore a quello che potrà ammirarli a Napoli, è una questione artitmetica, di bacino di utenza, di dimensioni del contesto. Quindi come abbiamo già scritto, va benissimo Napoli. Ma non sarebbe un’eresia se poi venissero esposti anche a Chiusi.
Al contrario sarebbe un atto di giustizia verso il territorio, verso un museo importante come quello di Chiusi (i cui reperti sono in mostra a Tbilisi, in Georgia fin al 31 marzo), verso la storia di una città che dominava l’area che va da Orvieto a Cortona, dai confini di Perugia fino alla zona di Paganico sulla strada che da Chiusi porta al mare…).
Il sindaco e l’assessore alla cultura del comune di Chiusi, che di mestiere fa l’archeologo ed è uno degli artefici del ritrovamento di San Casciano Bagni e con loro il direttore del Museo, chiedano al Ministro Sangiuliano che dopo Napoli i bronzi di San Casciano facciano tappa anche al Museo Nazionale di Chiusi. E se il ministro dirà di no, dovrà anche spiegare il perché. Non sarà facilissimo… L’Unione dei Comuni della Valdichiana senese risulta tra le 10 finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026 (insieme ad Agnone, Alba, Gaeta, L’Aquila, Latina, Lucera, Maratea, Rimini e Treviso), data l’eco mediatica del ritrovamento di San Casciano, l’esposizione dei tesori del Bagno Grande anche a Chiusi potrebbe dare una mano a spuntarla. Ci vorrebbe che l’Unione dei Comuni sostenesse la richiesta…
m.l.
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