B come BORDERLINE

venerdì 02nd, settembre 2022 / 11:32
B come BORDERLINE
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(Essere borderline: essere in posizione marginale)

Il distretto sanitario del Trasimeno fa parte dell’Azienda USL Umbria 1, confina con l’Azienda USL Umbria 2 (ternano) e con l’Azienda USL Toscana Sud Est.

AZIENDE IN COMPETIZIONE

A partire dal 2018 il Comitato Art.32 ha organizzato una serie di “Incontri sul Territorio” per fare luce sulla situazione sanitaria (se a qualcuno interessasse può contattarci alla nostra mail). Qualche giorno prima di ogni incontro i nostri volontari andavano per paesi e città ad affiggere manifesti per pubblicizzare l’iniziativa.
Non c’è mai stato un negoziante, un’associazione o un cittadino che non ci abbia ha accolto men che bene, tranne una volta in una Casa della salute appartenente all’Azienda USL Umbria 2.
La responsabile della struttura ci vietò l’affissione perché, disse testualmente, “noi non facciamo pubblicità ad un’altra USL”.
Sorprende? Affatto. Le USL sono AZIENDE e si fanno concorrenza, non solo tra regioni diverse, ma anche all’interno di una stessa regione. Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini.

L’ANOMALIA DEL TRASIMENO

In tutta l’Umbria il Distretto Sanitario del Trasimeno è un’anomalia perché nel resto della regione sono stati chiusi gli ospedali “strutturalmente antiquati” dopo averne costruito di moderni ed adeguati (poli unici di Branca, Pantalla e ora, sembrerebbe, di Narni Amelia).
Nel nostro territorio, invece, è stato chiuso un ospedale strutturalmente antiquato e se ne è tenuto aperto uno strutturalmente antiquato.

Non solo: mentre alcuni cittadini sia per le emergenze urgenze che per fatti di sanità ordinaria, hanno la possibilità a strutture loro vicine (vedi gli ospedali di Nottola, Le Fratte o Perugia, evitando per quest’ultimo il pronto soccorso “imballato” come hanno denunciato più volte i giornali), altri no.

UN TERRITORIO BORDERLINE

Gli abitanti del territorio del Trasimeno hanno come struttura di riferimento il residuo ospedaliero di Castiglione del Lago che, oltre ad essere antiquato e sottodimensionato, è anche decentrato rispetto ai territori che afferivano all’ospedale di Città della Pieve sia per le emergenze che per l’offerta sanitaria ordinaria.

Risultano pertanto penalizzati non solo i cittadini del Trasimeno ma anche quelli dell’Alto Orvietano (Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, Parrano, Fabbro; Ficulle:  7690 abitanti) e della Val di Chiana ( Chiusi, Sarteano, Cetona, San Casciano dei Bagni: 17 600 abitanti).

Ecco perchè i cittadini del Trasimeno sono borderline, cioè marginalizzati, e non godono degli stessi diritti del resto degli umbri. È vero anche che non siamo gli unici in questa condizione. Anzi, siamo in buona compagnia.
Ci aspettiamo maggior considerazione dalla politica.

A cura del Comitato Art 32
Immagine copertina: Fausta Molina
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