SIAMO TUTTI INTELLIGENTI. LO DICE LA SCIENZA

mercoledì 10th, giugno 2020 / 13:15
SIAMO TUTTI INTELLIGENTI. LO DICE LA SCIENZA
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Avere un gatto è sinonimo di intelligenza ma se avete un cane, non disperate. Magari siete dei tipi disordinati. E allora su con la vita. Essere disordinati porta notevoli benefici. Lo dice una ricerca dell’Università del Minnesota. Chi vive nel caos è più intelligente di chi mette le chiavi della macchina ( o le mutande e i calzini) sempre nello stesso posto. Gli ambienti disordinati stimolano nuove intuizioni grazie al distacco dalla routine, dalla tradizione. Nel Minnesota. In Italia la creatività è una dote necessaria alla sopravvivenza. Il caos è un modus vivendi, uno status quo, una fonte perpetua di ispirazione. Perdere tre ore per trovare le chiavi della macchina prima di uscire la mattina, più che uno stimolo creativo è una gran rottura di palle. Però ci fidiamo. Non voglia mai che sconfessiamo la scienza.

Mettiamo invece che siete un po’ in carne, procaciotte magari, o grassottelle. La scienza vi consiglia di abbandonare le diete e di puntare al cervello. L’esperta Johan Cook ( celebre luminare del firmamento scientifico), ha scoperto che le donne che hanno un maggior distacco fra la misura dei fianchi e quella della vita raggiungono punteggi molto più alti nei test di intelligenza. Secondo gli scienziati le donne procaci non solo sono più brave a crescere i figli, cucinare e fare i lavori domestici ma sono anche dotate di fine intelletto. Se resta tempo dalla cura dei figli, cucinare, lavare, stirare e pulire, potrebbero anche pensare di usarlo. Hai visto mai.

Quindi, le secchettine sarebbero meno intelligenti. Sbagliato. Uno studio francese si è chiesto quanto incide il girovita sulle capacità cognitive. Dubbio esistenziale che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita. Dopo cinque anni di ricerca (il tema meritava), si è concluso che nei test di intelligenza le tizie con una massa corporea inferiore o pari a 20 raggiungevano il 56% di punteggio contro il 44% degli obesi. Conclusione: le donne magre sono dotate di fine intelletto.

Vi hanno sempre rinfacciato di avere un caratteraccio. Ben venga, è ora che si sappia che siete dei geni. Anzi, che proprio perchè siete intolleranti, irascibili, scortesi, una picca aggressivi e, diciamolo, cordialmente antipatici, siete destinati a grandi cose. Lo dice una ricerca dell’Università di Harvard ( mica cotiche).

D’altra parte, gli scienziati hanno individuato un legame tra autocontrollo e intelligenza. Quelli più capaci di dominare gli impulsi sono più bravi a pianificare, individuare obiettivi, strategie efficaci, assumersi la responsabilità delle azioni. Va da sé che sono anche quelli che ottengono punteggi più alti nei quiz di intelligenza. Non solo. Un sondaggio condotto dall’Independent britannico su cui gli scienziati concordano ( e come non potrebbero), ha rilevato che va bene il self control, ma anche il senso dell’umorismo e l’empatia indicano un’intelligenza superiore. In sintesi, se siete moderati, ironici, spiritosi e squisitamente simpatici, siete destinati a grandi cose.

In famiglia il più intelligente è il primogenito. Lo afferma uno studio tedesco dell’università di Leipzig e anche un altro dell’Università dell’Illinois. I secondo-terzo-quarto-geniti però non perdano le speranze. A tutto c’è rimedio. In questo caso è l’alcol. Uno studio norvegese ha dimostrato che con un paio di bicchieri di vino bianco o rosso a settimana le prestazioni cognitive sono più brillanti, diciamo così, e la mente è più reattiva. Si dovrebbe ai polifenoli, antiossidanti naturali presenti nel vino, che rallentano il declino mentale. Lo dice la scienza.

In verità lo studio dell’Illinois dice che anche due bicchieri di birra rendono più svegli. Insomma, secondogeniti di tutto il mondo, attaccatevi alla bottiglia. Esonderete intelligenza da tutti i pori e volerete più alto dei vostri congiunti senior.

Ora. Non siete nè magri nè grassi, non avete un gatto, siete cordiali, ordinati e astemi. La vostra chance è l’ampiezza dei vasi sanguigni degli occhi. Non c’è trucco e non c’è inganno. Lo dice uno studio dell’università di Gerusalemme. I vasi sanguigni della retina sono simili a quelli presenti nel cervello. Più sono larghi, più apportano sangue al cervello. Ergo, se i vasi sanguigni dei vostri occhi sono più larghi della media, e l’oculista non vi ha appena iniettato il dilatatore di pupille, siete arguti come pochi. Scoprirlo è facile. Basta sapere qual è la grandezza media dei vasi sanguigni degli occhi ( o del cervello) e poi misurare la vostra.

Il caso vuole che non siete nè magri nè grassi, non avete un gatto, siete cordiali, ordinati, astemi e avete pure dei vasi sanguigni nella norma. La solita sfiga. Ma anche no, i margini dell’intelligenza sono infiniti. Se andate a dormire alle 00.29 e vi svegliate alle 07.52, siete brillanti, senza tema di smentita. I meno brillanti vanno a letto in media verso le 23:41 e si svegliano alle 7:20. Lo dice la scienza. Dovesse mai succedere che un bel giorno andate a letto alle 00.31e vi svegliate alle 07.55, fate un test del QI per controllare l’anomalia. Con la scienza non si scherza.

A questo punto vi starete certamente chiedendo chi è più intelligente tra settentrionali e meridionali d’Italia. Una domanda legittima che si è posto anche Richard Lynn, docente di psicologia presso l’università dell’Ulster, in Irlanda. Non si conoscono le ragioni della curiosa attrazione di uno psicologo dell’Ulster per il quoziente intellettivo italiano, ma tant’è, la scienza non ha confini. E noi possiamo soltanto essere orgogliosi di tanto interessamento. Certo, i settentrionali un po’ di più, visto che risultano più intelligenti dei meridionali. Un risvolto scientifico che, se non fosse per la secolare armonia che regna tra Padania e Terronia, avrebbe già causato una guerra civile. Ma allo psicologo dell’Ulster cosa vuoi che gliene freghi. Lo scienziato non é colui che sa dare le giuste risposte, ma colui che sa porre le giuste domande.

Piuttosto, nonostante questo trionfo di acumi del web, è bizzarro come l’Italia sia nella top ten europea dei paesi a maggior numero di analfabeti funzionali. Sostiene l’Ocse che un italiano su 4  non capisce quello che legge (stima felice, a noi ne risultano parecchi di più), interpreta la realtà in base alle scarse conoscenze che ha, non è capace di elaborare informazioni, ritiene statisticamente ( e scientificamente) valida l’esperienza dello zio o del cognato in viaggio a Mogadiscio; scarica l’App “Immune System”  (azienda straniera) invece di “Immuni” per il tracciamento del Covid (Bending Spoon per il governo italiano) e la fracassa di insulti perchè non c’e ne anche una parola in italiano. Insomma, per il 47% un popolo di cervelli nel brodo. Lo dice l’Ocse, ma forse anche gli sviluppatori di Immune System.

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