ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE, ECCO PER CHI VOTA (O VOTEREBBBE) PRIMAPAGINA IL 26 MAGGIO

martedì 21st, maggio 2019 / 10:31
ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE, ECCO PER CHI VOTA (O VOTEREBBBE) PRIMAPAGINA IL 26 MAGGIO
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Questo giornale ha ormai una lunga storia. Quasi 30 anni, 29 per l’esattezza. E non è mai stato un giornale “asettico”, equidistante, super partes. Lo abbiamo già scritto in altre circostanze: la stampa  asettica e super partes non esiste, neanche il Televideo lo è. L’informazione non è buona se è “obiettiva”, ma se è onesta e chiara. Primapagina, in tempo di elezioni ha sempre preso posizione. La sua posizione. Lo ha fatto per le elezioni politiche ed europee e per le comunali. A Chiusi, dove il giornale ha sede, ma anche talvolta, per altri comuni.

Il 26 maggio a Chiusi si voterà solo per le Europee. Le comunali ci saranno nel 2021. E il voto europeo sembra scaldare i cuori e gli animi dei chiusini quanto il sole inesistente di questo maggio umido, piovoso e freddino… Iniziative zero, manifesti zero. Pochi post anche sui social.  Ma votare si deve e il 26 maggio è ad un soffio, manca meno di una settimana. Faremo il nostro dovere civico e sebbene questa Europa, così com’è ci piaccia poco o niente crediamo sia meglio averla l’Europa, mantenerla in piedi, che non frantumarla e lasciarla in balìa delle pulsioni populiste e sovraniste, che la storia ci insegna, non hanno mai portato nulla di buono. Anzi in passato hanno portato spesso alla guerra, proprio in Europa, più che altrove.

Il nostro orientamento come sempre, quello di dare un voto di sinistra. Quindi alla lista “La Sinistra”, se non altro per cercare di far superare il quorum del 4% a Fratoianni & C. Non ci convince molto il modo con cui la lista è stata costruita, sembra la solita operazione fatta a tavolino e quindi senza gambe e senz’anima. Ma meglio che niente è. L’amico Alessandro Lanzani ha scritto: “tra il vuoto della non rappresentanza e il palpito del battiquorum scelgo il secondo, proprio per cercare di riempire questa dichiarazione di vuoto”. Siamo d’accordo.

Però nella Circoscrizione  centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) anche la lista del Pd presenta alcune figure che fanno pensare davvero ad una Europa diversa. Il dottor Pietro Bartolo, per esempio, il medico dei migranti di Lampedusa, il primo che scoperchiò la pentola delle migliaia di morti in mare… Bartolo è quello che ha raccontato la carneficina che ha luogo nel Mediterraneo e in Libia, “il tappeto di cadaveri stratificati nella stiva di una barca, calpestati e asfissiati durante un naufragio”, ha raccontato delle donne violentate, di bambini ridotti a scheletri, di corpi scuoiati vivi nei campi libici. Sono immagini che forano il muro dell’indifferenza, che scuotono le coscienze intorpidite. L’umile e ostinato lavoro del dottor Bartolo, nell’avamposto di Lampedusa è stato un faro per tanti profughi e anche per tanti attivisti che negli anni hanno denunciato e contrastato le politiche italiane ed europee di blocco della migrazione.

Nella lista Pd c’è Beatrice Covassi, fiorentina, cattolica vicina al pensiero di La Pira. “Il mio percorso di vita mi ha permesso di portare davanti alle istituzioni internazionali le istanze di chi aveva perso la casa per un terremoto, delle donne che lottano ogni giorno perché il loro sapere venga riconosciuto, dei giovani che devono inventarsi un lavoro, della cultura che cerca spazio nel marasma dell’ovvio e dell’ignoranza diventata medaglia. Il dialogo, a partire da quello interreligioso, è quello che scelgo anche quando ci sono sordi che non vogliono sentire”. “Ora è il momento di correre, di non far finta di nulla. ‘C’è una primavera che si prepara in questo inverno’, diceva Giorgio La Pira. Prepariamo la primavera”, dice, aggiunge: ” Ho scelto il Pd perché  so, per averlo visto in questi miei quasi 20 anni a Bruxelles, che c’è una sola forza che è stata da sempre per un’Europa dei popoli e non delle burocrazie. Perché c’è chi pensa anche di poter cambiare le stagioni e farci tornare indietro”. Bartolo e Covassi sono figure votabili e di spessore.

Quanto alle elezioni amministrative comunali, a Chiusi, nelle ultime due tornate (2011 e 2016) Primapagina ha sostenuto prima la Primavera poi la lista Possiamo, due liste “alternative” al Pd, la prima più trasversale e la seconda più marcatamente di sinistra. Stavolta, se votassimo a Città della Pieve, per esempio, nella sfida uno contro uno tra Simona Fabbrizzi per il centro sinistra e Fausto Risini con una lista civica sostenuta ufficialmente da Lega e Movimento 5 Stelle e ufficiosamente anche dalla destra berlusconiana e post missina e dai socialisti craxiani d’antan, sceglieremmo senza troppi indugi Simona Fabbrizzi. Che è sostenuta dal Pd, ma non è de Pd. E sta portando avanti un tentativo di rinnovamento essenziale e vitale per la sinistra pievese, con una attenzione forte ai rapporti di vicinato, cosa su cui Primapagina è nata e ha combattuto per 30 anni... Non consideriamo Fausto Risini un fascista, o un rinnegato, né tantomeno un venduto al padrone del momento, riteniamo la sua scelta di candidarsi del tutto legittima. Ma è il contorno, il retropalco, della sua lista, che non ci piace e non è per niente nuovo… La Lega e la destra, così come i 5 Stelle prima o poi il conto lo presenteranno e vorranno riscuotere. Magari alle Regionali. Con tutto il rispetto per Risini e per i suoi candidati noi non potremmo votare per una lista sostenuta dai sostenitori di Salvini. Né a Città della Pieve, né altrove. Ci sono confini invalicabili.

Fossimo residenti a Castiglione del Lago voteremmo per Matteo Burico, anche lui candidato del centro sinistra, un centro sinistra meno “ingessato” del passato e finalmente ricomposto. Anche lui guarda alle politiche di area e alla Toscana con molta e dichiarata attenzione. Per noi che come giornale ne abbiamo fatto una ragione si vita  è… musica.

Lo stesso faremmo a Montepulciano o a Chianciano, votando per Angiolini o Piccinelli. La presenza nei due comuni della lista del Partito Comunista (quello di Rizzo) ci fa simpatia, ma di fronte alla possibilità che possano esultare la Lega e candidati apertamente destrorsi se non addirittura fascistoidi, come il giovane Gianfranco Maccarone nella città del Poliziano, ci fa dire che è meglio aver paura che buscarne…

Idem a Cetona dove il clima della sfida si è infuocato e la destra destra con la Lega in testa prova l’assalto, con toni da rogo dei libri…  Insomma per noi, meglio Roberto Cottini che l’avvocato Niccolucci e la sua lista di ricchi arrabbiati in cerca di vendette…

A San Casciano il centro sinistra ha scelto Agnese Carletti, vice sindaco uscente, faccia giovane e pulita. Una che non era renziana neanche ai tempi di Renzi.  Voteremmo per lei, senza problemi. In lista c’è Daniele Cesaretti, un amico, e un… compagno di cui ci si può fidare. Nelle cose che fa un “trattore”, il che spesso aiuta.

Voteremmo Zacchei, centro sinistra, a Sinalunga e per la lista Contemori, invece, a Torrita di Siena. Un centro sinistra che si ripresenta con Grazi, il sindaco della fusione sonoramente bocciato al referendum è da suicidio…

Così come a Fabro voteremmo per Fabro Cambia, la lista civica di Walter Moretti e della “nostra” Laura Margottini. Li conosciamo, sono due figure “tignose”, impegnate da anni su tematiche ambientali e non solo. Lì il centro sinistra sembra un po’ in ambasce e un po’ troppo arroccato e rinchiuso su se stesso.

A Montegabbione, pur avendo stima del sindaco uscente e ricandidato Roncella, ce ne staremmo a casa, perché in quel Comune sulla scheda c’è una lista sola. Quella del centro sinistra è stata esclusa per un vizio formale nella presentazione dei candidati. Dura lex sed lex… Roncella ha offerto sportivamente agli esclusi la possibilità di partecipare in qualche modo all’attività amministrativa futura… ma il quadro è sconfortante (non per colpa di Roncella ovviamente). E dunque eviteremmo di avallare con il voto una situazione incresciosa.

Ecco, noi le nostre preferenze le abbiamo espresse. In modo onesto e chiaro. Senza troppi giri di parole. Non ci nascondiamo, né teniamo i piedi in 4 staffe…

Qualcuno dirà, senza’altro che potevamo anche evitare. Che è una intromissione in affari altrui (e questo non è vero perché le elezioni sono anche affare nostro, dato che le dobbiamo raccontare).  Oppure che è di scarso interesse sapere per chi vota Primapagina. Però qualcuno ce lo chiede. A qualcuno il nostro sostegno (morale, solo morale) piacerà, ad altri forse no. C’è gente nel centrosinistra, per esempio, che non ha mai amato e non ama Primapagina. E ci sono figure del centro sinistra e in particolare del partito di maggioranza che rimangono indigeste anche a noi. Però questa tornata amministrativa sta facendo emergere e mettendo in campo facce nuove, alcune inedite. E c’è nell’aria un venticello di rinnovamento. Non è ancora un tifone, e nemmeno una bella tramontana di quelle che spazzano via nubi e polveri e asciugano le pozzanghere, ma è un vento che può crescere di intensità e può portare aria nuova. Nello stesso tempo tira però anche il vento opposto, più impetuoso. Un vento che puzza di fascismo, di intolleranza, di ignoranza eletta a sistema, di chiusura, di paura. E di voglia di rivincita. Quello è un vento che non ci piace e che, a nostro avviso, va fermato prima che faccia danni seri.

Marco Lorenzoni

 

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