L’ITALIA CHE FRANA SEMPRE PIU’ A DESTRA E NON SA PIU’ RICONOSCERE IL BENE DAL MALE

venerdì 13th, febbraio 2026 / 15:41
L’ITALIA CHE FRANA SEMPRE PIU’ A DESTRA E NON SA PIU’ RICONOSCERE IL BENE DAL MALE
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I talk show televisivi e i social media dovrebbero aiutare noi comuni mortali e cittadini comuni a capire ciò che accade e a farci un’idea più compiuta dei fatti, tramite immagini, testimonianze, opinioni. Siamo nell’era dell’informazione istantanea, neanche filtrata dall’interpretazione giornalistica che garantiva un approccio professionale alla notizia. Si sa tutto pressoché in diretta, perché c’è sempre qualcuno che filma e poi riversa il video in rete. Puoi finire in mondovisione anche quando meno te lo aspetti, ma allo stesso tempo puoi trovare sui social immagini di una manifestazione, ma non altre della stessa manifestazione. E può succedere che certe immagini (quelle messe in rete, non quelle omesse) non siano del tutto reali, perché oggi c’è l’intelligenza artificiale che può dare una mano a manipolare, a truccare il contesto per fare più colpo, per rendere le immagini in questione più emotive o per orientarne l’interpretazione. Negli ultimi giorni sono successe delle cose, a livello mediatico, che forse vale la pena valutare. Ne prendiamo tre come paradigma, per capire in che mondo viviamo e che paese siamo diventati:

1- E’ raro che il video di una seduta del consiglio comunale di una cittadina di periferia diventi virale sui social. Non succede quasi mai, salvo che in quel consiglio non avvenga qualcosa di clamoroso: una delibera fantasiosa, una dichiarazione dirompente, una rissa, un battibecco da avanspettacolo… E’ successo qualche giorno fa a Calenzano, comune della periferia o meglio della “cintura produttiva” di Firenze. Che come è noto è la capitale mondiale del Rinascimento. Ora, Calenzano non è Firenze, e non è lì che è nato il Rinascimento, ma è parecchio vicina a Firenze, non è neanche un paesotto irrilevante perché conta quasi 20 mila abitanti, come Colle Val d’Elsa o Follonica per dare un termine di paragone. Fa parte della “Città metropolitana” fiorentina. A diventare virale è stato l’intervento, in consiglio appunto, di una consigliera del centro destra. Si chiama Monica Castro e a Calenzano è anche la coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia. Si discuteva una mozione per avviare un procedimento per stipulare un “Patto di amicizia” (una sorta di gemellaggio) tra il Comune di Calenzano e il Governatorato di Jenin in Palestina. Un modo per tenere accesi i riflettori sulla tragedia palestinese e magari dare una mano ai civili sotto assedio. Prendendo la parola, ed esprimendosi in un idioma più simile al vernacolo del mercato rionale pratese che al fiorentino aulico di Paolo Poli o Zeffirelli o anche solo a quello di Mario Tenerani quando parla della Viola, la consigliera Castro si è lanciata in una giaculatoria contro i gemellaggi coi poveri e gli sfigati… Di seguito la trascrizione fatta da Andrea Scanzi, che però è “letterale”: “Io ‘un so’ nemmeno d’icché si parla. Sarò ignorante io. Non vado nei posti dove soffrono. Preferisco andare dove ci si diverte. É una questione di sensibilità. I gemellaggi… Io non capisco perché a Calenzano siamo sempre andati a trovare tutti ‘uesti disastri. Cioè, un si poteva fare un gemellaggio con la città della speranza, si stava proprio bene… oppure in Austria che son ricchi! Stavam bene, venivan qui ci portavano anche quaRche risorsa… Ma io unn’ho capito perché alle 20 di sera, assessore mi aiuti, perché noi ci andiamo sempre a ffa’ mmale? Cioè noi dobbiamo andare da quelli poeretti… quelli col… storpi, tutti ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti!”

A questo punto in consiglio qualcuno ha contestato… E lei “Se non vi piace è un discorso SCHERZOSO, faccio per IRONIZZARE in una situazione dove alle otto di sera mi tocca parlà di Palestina e so a malapena dov’è”.
La consigliera Castro forse pensava davvero di ironizzare sul genicidio e sugli “storpi” di Gaza, che d’altra parte lei non sa nemmeno dove si trovi, come ha tenuto a precisare. O forse lei ha quell’orizzonte lì. Quando pensa ad un gemellaggio, o anche a un viaggio, non può pensare ad un luogo sfigato, quando nel mondo ci sono tanti posti belli, ricchi, pieni di villaggi turistici dove “e si sta bene e ci si diverte”. E dove i poveri, i disperati e gli storpi (a causa dei bombardamenti) “e un si vedano nemmeno”… Monica Castro è responsabile del partito di governo in un comune da quasi 20 mila abitanti, è una consigliera comunale. E questo suo intervento la dice lunga, molto lunga, sulla qualità della classe politica attuale. E su quale sia l’orizzonte culturale, il mondo di riferimento, il pensiero profondo cui questa classe politica si ispira. E Monica Castro non è una scheggia impazzita, una “mosca bianca”. Di mosche così ce ne sono a sciami. E sono tutte nere. Quell’intervento al consiglio di Calenzano è la punta di un iceberg emersa grazie a chi ha pubblicato il video, ma l’iceberg è lì sotto e ogni giorno diventa più grande.
Quanta gente c’è in giro – tra i politici e non solo – che la pensa in questo modo? E’ vero, come dice Scanzi, che non tutti gli esponenti e gli elettori di Fratelli d’Italia sono così, ma tutti quelli che dicono scempiaggini dl genere sono di Fratelli d’Italia o della Lega o di formazioni più a destra di loro. Questo è innegabile. Però, siamo proprio sicuri che nell’area vasta e variegata del centro sinistra non ci sia nessuno che sotto sotto ha la stessa opinione e gli stessi orizzonti di Monica Castro? E proprio nessuno che se Gaza diventa una riviera di lusso ci andrà volentieri a fare le vacanze?

2- Rimaniamo sul tema Gaza e dintorni.  Durante la diretta di Mattina 24 su RaiNews, il professor Gian Franco Veraldi, Direttore di Chirurgia Vascolare dell’Università di Verona, che ha trascorso un mese in un ospedale a Gaza è scoppiato in lacrime. Il collegamento si interrompe. Quando riprende, il professor Velardi, piangendo dice testualmente:

“Bambini, ripeto, sparati in testa. E l’unica loro colpa per cui hanno ricevuto un colpo in testa, di pistola o di non so che cosa, è stata quella di essersi avvicinati troppo alla yellow line. Non è umano tutto ciò. lo tornerò sicuramente a Gaza. È stata un’esperienza terribilissima ed è un dolore indescrivibile vedere certe scene: ti strappa il cuore”.
Due giorni prima, al Corriere della Sera, Velardi aveva dichiarato:
«Qui opero con ferri che trovo e quando esco dall’ospedale i bambini affamati ci rincorrono. Facciamo quello che possiamo, ma serve una mobilitazione globale».
Una mobilitazione globale che non c’è, perché non c’è? Che cosa serve di più per una mobilitazione globale contro il genocidio?
Un’intervista così, peraltro trasmessa da una rete Rai, in altri tempi avrebbe scatenato i giornali di tutto il mondo. Come quando Panagulis denunciava i crimini dei colonnelli greci… O come ai tempi del Viet Nam. Strana la stampa in questo Paese.
3- E’ successo che la relatrice ONU per i territori palestinesi Francesca Albanese è stata accusata dal Ministro per gli Affari Esteri francese Barrot di propugnare posizioni antisemite per un discorso tenuto all’Al Jazeera Forum. E per tale motivo ne ha chiesto le dimissioni dall’incarico Onu. Discorso ripreso in un video diffuso dal direttore di Un Watch, il canadese Hillel Neuer. E’ da tempo che Francesca Albanese è nel mirino delle lobbies sioniste e dell’informazione mainstream. Ma questo episodio va oltre. Il video postato sui social da Neuer è risultato “modificato”, come la fotografia del poliziotto aggredito dai manifestanti antagonisti a Torino.  “Facendo il confronto tra il video originale e quello tagliato, le parole di Albanese assumono tutto un altro significato e la lettura che ha portato anche la Germania ad accodarsi all’accusa francese, che accusava la relatrice Onu di aver definito il popolo israeliano “nemico dell’umanità”, non resta più in piedi”. Così scrive Il Fatto Quotidiano.
In sostanza il video del  discorso di Francesca Albanese sarebbe stato tagliato e rimontato ad hoc estrapolando delle frasi e rimontandole fuori contesto, per avvalorare l’accusa di antisemitismo. Siamo alla manipolazione e mistificazione pura. Roba che faceva Goebbels nella Germania Nazista.
C’è un sacco di gente che passa il suo tempo e lavora alacremente per creare realtà “artefatte”, per avvalorare tesi e azioni conseguenti pubblicando fake news o manipolando le news vere… E questa gente c’è chi la paga. Nessuno fa niente per niente.
La criminalizzazione e demolizione del dissenso, anche tramite la manipolazione dell’informazione, è un classico delle dittature nascenti. Così come è un classico la politica dei “due pesi e due misure” vedi sanzioni alla Russia sì, ad Israele no…
Qualche anno fa, in Italia ridevamo di Orban e dei sovranisti tipo Farage o Marine Le Pen. Oggi in Italia siamo già oltre i Farage e le Marine Le Pen…  Siamo un Paese che scivola, anzi “frana” sempre più a destra. E la sinistra purtroppo non si vede.
m.l. 
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