MALTEMPO: TORNADO A SINALUNGA, UN MORTO E MOLTI DANNI. IL CAMBIAMENTO CLIMATICO PRESENTA IL CONTO
E poi dicono che il cambiamento climatico è un’invenzione.
Ieri a Sinalunga, nel cuore della Valdichiana, quello che doveva essere un temporale liberatorio dopo settimane di afa è diventato un tornado che ha scoperchiato tetti di abitazioni e capannoni, ha sradicato e fatto crollare alberi.
Una donna è morta in casa propria mentre cercava di chiudere una finestra: il vento ha fatto sbattere l’infisso e una scheggia di vetro l’ha ferita troncandole un’arteria. Sfortuna nera. Danni anche nell’area del Santuario della Madonna del Rifugio.

I temporali devastanti e le alluvioni ci sono sempre stati in Valdichiana. I tornado, le trombe d’aria no. Quella è roba che da queste parti si vedeva solo nei film e nei notiziari televisivi. Roba che succedeva negli Usa, o nel sud est asiatico… Ora anche le trombe d’aria sono la norma pure da noi. Sempre più forti e sempre più frequenti, a tutte le latitudini. In pianura, il collina, sulla costa…
Quello che è successo ieri a Sinalunga era successo il giorno prima a Viareggio. Per fortuna senza morti, ma con le attrezzature dei bagni a mare, sedie, sdraio, ombrelloni, che volavano come cartacce… Alberi sulle case e sulle auto in sosta, in mezzo alle strade.
Ci stiamo insomma “tropicalizzando”. I fenomeni climatici estremi, tipici delle aree tropicali, o delle sponde dell’oceano, si verificano sempre più spesso anche nel Mediterraneo, nell’Europa continentale. Le temperature torride di questa estate infinita sono l’altra faccia della stessa medaglia. Ormai in Italia (tutta l’Italia, non solo in Sicilia) il clima è simile a quello del nord Africa, sulla sponda opposta del Mare Nostrum…
Fateci caso, gli stessi sindaci, le Regioni, ogni volta che il meteo annuncia pioggia di una certa consistenza, emettono allarme giallo o arancione o rosso… Questo lo fanno un po’ per “pararsi le spalle” in caso di danni, ma anche e soprattutto perché l’evento estremo, imprevedibile, devastante è sempre dietro l’angolo e può verificarsi ovunque.
Certo noi, intesi come cittadini e come istituzioni-amministrazioni ci mettiamo del nostro, cementificando a dismisura, facendo una manutenzione approssimativa dei corsi d’acqua e anche dei sistemi di deflusso (spesso intasati), disboscando anche le foreste monumentali (come quelle del Monte Amiata, per esempio), tagliando ed eliminando alberi dai bordi delle strade, dalle scarpate, dai giardini, con una furia che nemmeno gli Unni di Attila… Sembra che gli alberi siano il nemico numero uno e per questo li annientiamo senza pietà. Non solo quelli effettivamente pericolosi, a rischio caduta, o “ingombranti”: tutti, secondo una logica da decimazione…
Invece di aumentare il verde, lo diminuiamo. Poi ci lamentiamo che non si respira. Che ogni volta che piove ci scappa qualche allagamento, e qualche danno collaterale…
Mentre i governi destinano sempre più fondi agli armamenti, ai sistemi di difesa (ma anche di attacco) e alimentano guerre infinite, ci troviamo tutti a combattere la guerra che il clima ha dichiarato al mondo intero. E’ vero che quella climatica è una guerra globale e non si risolve localmente, ma anche localmente qualcosa si può fare: più manutenzione, più verde e non meno, più cura dei corsi d’acqua e dei sistemi fognari, meno inquinamento, meno sprechi, meno consumo di suolo, meno cemento… E naturalmente una sempre maggiore preparazione verso gli eventi estremi.
Nel frattempo contiamo i danni. E piangiamo i morti.
Nelle foto (diffuse dal sindaco di Sinalunga Edo Zacchei), immagini dei danni causati dal tornado che ha colpito la cittadina della Valdichiana il 10 settembre.








