UN SELFIE CON CORBIN: “C’E’ BISOGNO DI SINISTRA”
Qui Milano. Vi racconto un incontro. Di quelli che ti ridanno un filo di speranza. E che non capitano tutti giorni. Lo scorso 5 settembre alla Festa di Rifondazione Comunista al parco della Chiesa Rossa (e dove sennò?) è intervenuto Jeremy Corbin. 
Jeremy è un ragazzo inglese di 77 anni, fisico asciutto, camicia da grandi magazzini, la penna nel taschino, un cappellino guevarista e i sandali da pensionato. Uno di noi, insomma, che non veste “grandi firme” e concede poco al look. Ma davanti a centinaia di persone ha fatto un discorso di alto profilo. Spiegando bene cosa dovrebbe fare la sinistra.
Jeremy ex leader del Labour Party ha coniato il motto not the few, for the many. La politica non per i pochi ma per i molti. E lo ha declinato in tutti gli aspetti del vivere umano.
È stato fatto fuori dall’ala moderata del partito con accuse di antisemitismo in quanto schierato a favore della Palestina
E anche sabato a Milano ha ribadito la condanna al genocidio del popolo palestinese: è partito da lontano fin dai dalla dichiarazione di Balfour nel 1917. E poi la Nabka del 1948 e tutti gli episodi fino ad oggi .
Ha giudicato inaccettabile la confusione tra antisemitismo e condanna di Israele .
E poi ha parlato delle politiche di eguaglianza sociale come perno di una vera politica sociale non per pochi ma per tutti .
Clima entusiasta. Applausi a raffica davanti a centinaia di persone attente e partecipi.
Quelli che capivano l’ottimo inglese british di Jeremy applaudivano in diretta ad ogni suo passaggio . Gli altri al momento della traduzione. Doppia razione. C’era anche il segretario di Rifondazione Acerbo che ha sottolineato nelle conclusioni con più forza e determinazione del solito il no alla guerra e soprattutto il no al riarmo europeo.
Alla fine Corbin è stato circondato dall’affetto dei presenti con abbracci, strette di mano e selfie ai quali non si è sottratto, ma si è dato con cortesia sorrisi e simpatia .
Per una volta a Milano si è respirato a pieni polmoni …. citando il poeta “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi d’antico” e il sole non per un po’ non era quello di questa torrida estate che non finisce mai, ma quello che riscalda il cuore di molti. Un tempo lo chiamavano il sol dell’avvenir…
A sentire Corbin alla Chiesa Rossa è venuto anche il giovane candidato di sinistra del PD Lorenzo Pacini. La sua presenza ha suscitato compiacimento a sinistra e qualche mal di pancia tra i turbo moderati . Ha poi pubblicato il suo selfie con Corbin. E ha scritto nel suo post che “C’è bisogno di sinistra”. Speriamo se ne accorgano anche i suoi compagni del Pd. E tutti quelli del Campo Largo.
Alessandro Lanzani









Non voglio esprimere giudizi che possono sapere di disfattismo e che disfattisti possano sembrare.Se fossi stato li avrei anch’io condiviso il pensiero di Corbin per quanto lo possa conoscere dall’informazione sui social perchè anch’io fondamentalmente la penso come lui e chiaramente con quei pensieri che esprime viene portato un raggio di sole in questa cupa Europa.Un raggio di sole che parla che non tutte le speranze siano perdute per vedere avanzare una sinistra più vera.Rimango però dubbioso e mi sento di dare un giudizio anche un po’ fuori della canonico pensiero-quello che recita che a sinistra ci sia bisogno di tutti- e mi chiedo-pur non conoscendolo- cosa ci facesse un iscritto al PD e cosa avesse da spartire con Corbin e con la sua essenza se non per dare una impressione che il PD al centro sia una gran manto onnicomprensivo il quale ritiene che sotto quell’ombrello ci sia bisogno di tutti. Sarò accusato di frazionismo, di cecità politica, oppure di altro non sò, ma il mio ragionamento è tale quello che ho espresso per il quale mi sembra proprio una posizione opportunistica non quella dell’ascolto poichè c’è bisogno da parte di tutti di ascoltare ma i fatti raccontano un altra storia e siccome si tratta di persone che hanno l’età della ragione,io dico che se hanno fatto quella scelta di aderire ad un partito,ben difficilmente condividono le idee di Corbin. E allora a cosa si deve quella presenza che c’entra come il due a briscola sia nella politica interna sia soprattutto in quella internazinale dei nostri tempi dove nulla ci sia da condividere ? Io credo che occorra far sentire anche a coloro che si ritengono a sinistra che la loro posizione di sinistra non sia e che sia inutile che si affannino a sbraitare contro le destre nazifasciste che stanno invadendo politicamente l’ Europa quando i primi a dare spettacolo della rinuncia a battersi contro tale andazzo sono proprio loro. Bisognerebbe dir loro e non aver timore che la democrazia cristiana e poi il berlusconosmo che le è seguito hanno devastato le coscenze e che oggi sia risibile correre ai ripari come dicono di volerci ricorrere. Forse capirebbero che la loro pretesa di rappresentare la sinistra fin’ora rappresentata da numeri dei votanti sia un quadro di una condizione artefatta che anche loro e soprattutto loro a sinistra sono stati i maggiori artefici a produrla.Ormai il discorso è risaputo che i poveri che votano a destra sono stati disillusi proprio da loro.La stessa cosa è successa in Sassonia l’altro ieri.Perchè non se lo aspettavano tale risultato schiacciante ? Vorrei far rendere conto ai lettori che il centro che ha confluito nell’estrema destra sopporta tutte le condizioni che esistono in ogni paese occidentale: quando le condizioni di vita prendono la piega per non confermare il centro, questo vota a destra.E’ una lezione da molti dmenticata perchè ci hanno imbevuto il capo in queste decadi che esista un centro che rappresenti gli interessi di molti e forse della maggioranza. Quando le cose vano male quegli interessi rientrano da dove sono venuti,come si è visto.Solo che tale lezione non entra nella testa della gente e soprattutto dei poveri che diventano arnesi manipolati e questa è la più grande tragedia.Ma la sinistra-se sinistra sia- di tutto questo ne dovrebe tener conto e non produrre tali situazioni, invece è diventata la maggiore macchina per produrle.Ascoltare il parere degli altri è giusto ed è giusto tenerne conto come ha fatto l’esponente ospite,ma mi chiedo poi da tutto questo cosa ne consegua. Spesso è polvere negli occhi e di tale polvere se ne sono serviti sempre chi ne ha avuto vantaggio, non certamente i poveri. E appunto-come ho già detto in altre occasioni- quando sia i ricchi chè i poveri votano lo stesso partito, c’è qualcosa che non funziona e questo ”qualcosa” che non funziona non è di certo da parte dei ricchi.Molti oggi farebbero di tutto per smontare tale allusione ma la visione del mondo ci dice che è sempre più difficile smontarla.Ma i ricchi lo sanno e sanno anche come comportarsi con le loro politiche. Sono i poveri che non lo sanno perchè non hanno più un partito credibile dietro che li sostenga e che li rappresenti perchè quel partito che esisteva è stato permesso che fosse smontato sia dai dirigenti che hanno fatto si che il popolo spesso bue non fosse supportato con una teoria che fosse vincente e che si potesse via via affermare. Ed ai tanti che oggi dicono che destra e sinistra non esistono più perchè sono degli ” ectoplasmi” io dico che i fatti dimostrano il contrario. Basterebbe non una grande fatica per interpretarli e verificarli, dai bisogni alle strategie per risolverli.Ma vedo che questi sposano la via che sposa la destra e che fa a meno di considerare la storia, eppure i loro padri la storia la consideravano, magari perdevano, ma combattevano con un ideale. Oggi si sono premurati di distruggere anche tali ideali perchè sanno bene che se distruggi le idee non rimane nulla ma rimane il sistema che loro comandano e Corbin secondo me in questo caso è uno che non molla.E di tanti come lui ci sarebbe bisogno.
Carlo, il dirigente Pd citato nell’articolo (Pacini) è sì uno dei possibili candidati alle comunali milanesi della prossima primavera (magari anche il candidato a sindaco), ma è anche un ragazzo di 30 anni, più o meno. A mio avviso il fatto che sia andato ad ascoltare Corbin e abbia commentato con “c’è bisogno di sinistra”, mi sembra un fatto positivo. D’altra parte anche Jeremy Corbin è stato leader del Labour, mentre in quel partito albergavano posizioni molto diverse dalle sue e vicine per esempio a quelle di Tony Blair o Starmer. Che facciamo alziamo le barricate e gli steccati, invece di aprire porte e finestre?
Si, e te lo dice uno che in gioventù uno delle prime letture di carattere politico fu quella di Gramsci.Mi sembra che anche tu abbia una notevole età passata a ragionare di cose politiche ed abbia avuto un escursus che è passato davanti a te in tutto questo tempo.E scorgo in tale tua risposta anche -se mi permetti- una posizione di cui non trovo le partole per definirla se ”attenista” o se non tenga conto di quanto ti sia passato vicino in questi anni e dalla quale dovresti trarre esperienza che ti possa portare a giudicare che la condivisione di valori non corrisponda a quella propria.In questo caso parlo evidentemente più per me che per te. Volevo dire con questo che ho sentito decine e decine di volte dalla tua voce il tentativo di apertura a posizioni di quel partito che poi si sono rilevate totalmente beffarde di una realtà che hanno permesso anche ad altre forze di penetrare e fare piazza pulita di tante cose.Il renzismo per esempio ma non solo quello, l’attendismo nel macinare costantemente parole che includono fatti ma che poi rimangono parole e non dfanno adito alla gente non insegnando nulla che la storia di questo partito è stata quella che è stata per arrivare fino ad oggi che come vedi alle porte ci sia qualcuno che scalpiti con molto credito per entrare ed il campanello lo ha già suonato. Io non mi posso permettere giudizi sulla persona ma mi basta sapere che a 30 anni uno sia adulto ed abbia vissuto politicamente un escursus tale per aver assunto dentro di se le prerogative per qualificare la propria appartenenza ad una serie di valori politici e strategici ed anche di fatti precisi e politici. Chiaro questo ? Io sicuramente ho dei limiti molto bassi e stretti nei miei giudizi ma ti confesso che non scambierei nulla nè di valoriale nè di politico con un iscritto a quel partito. Se si tratta di ascoltare Corbin nulla di strano ma rimettere non nella sua persona perchè qui non c’è nulla di personale chiaramente, ma qualcuno in passato diceva che ”il personale è politico” ed anche se è diventato uno slogan questo c5redo che abbia un valore e forse non errando poi tanto, io non mi sento di condividere nulla con tale partito che vediamo stenta le pene dell’inferno di fronte alla società italiana a trovare una identità perchè è composto di persone che hanno scatenato all’interno una lotta non abbandonando mai i valori da dove provenivano ma bensi li hanno mischiati ed il risultato è stato peggiore di quello che ci si potesse attendere ma in negativo per la sinistra. Uno più Uno ha fatto 3 ! E allora i discorsi dei ”30 anni” ,della novità ma cosa vuoi che interessi in questi tempi che più foschi non ci possano essere per rappresentare una alternativa a questo stato di cose ? Ascoltare Corbin va benissimo per tutti ci mancherebbe altro, ma la fiducia come dice qualcuno è una cosa seria ed i voli pindaici è meglio non farli perchè I FATTI te lo hanno dimostrato tutte le volte che la fiducia sia una cosa seria…. es empre parlando appunto di Gramsci come punto di riferimento,anche se nella sua opera e teoria valuta positivamente l’unità delle forze, t faccio mpresente che il panorama che abbiamo intorno dentro la sinistra, anche quella di coloro che ascoltano Corbin e con un certo grado di conoscenza degli argomenti riferiti più che altro alla storia, oggi rappresentano un mondo evanescente che non ha alcun potere per quel partito di cui si parla di modificare la realtà e questo è provato da mille fatti. Ed insistere per dar credito è tempo perso e mi fa venire in mente la battuta che circolava negli anni ’60 su Mao Tse Tung rivista e non detta da lui chiaramente .” Se il nemico te lo mette nel….non muoverti, potresti fare il suoi giuoco.
Ho visto troppe cose a sinistra per le quali adesso in questa situazione possa dar credito a persone di 30 anni anche se dicono quello che dicono. Siamo al punto che ci vogliono i fatti, perchè gli altri, tutti gli altri hanno fatti i fatti e quei fatti li abbiamo subiti a sinistra e le parole non bastano più.Non si dovrebbe insistere perchè insistere è inconcludente ed anche controproducente.Ormai dovrebbe essere un fatto accertato ma purtroppo ancora il credito vedo che è aperto.Da li a concederlo e venir bruciati ci corre poco. Altro che Corbin…..Ora mi dirai che sono estremista oltre ogni limite e me lo aspetto, però se permetti ad 80 anni ne ho viste e ne ho sentiti parecchi di tali discorsi sulla condivisione, sull’ascolto, sulle possibilità ed ho avuto il tempo anche di giudicarli, prima di essere stato fregato. Oggi credo non più e forse in maniera da rammaricarsene ma campo un po’ meglio,se non altro con un po’ di chiarezza almeno per certe argomentazioni.Non lo sò se la generazione dei trentenni o dei quarantenni possa dire altrettanto ma credo che si debbano ricordare soprattutto a sinistra che dopo i discorsi ci vogliono i fatti,diversamente non si è credibili,Corbin o non Corbin, che nulla c’entra in questo caso e che ha tutto il mio plauso.
Caro Carlo, viviamo tempi in cui le mucche non sono più bianche, rosse o nere. Se mai vediamo aumentare solo quelle nere. Ma in generale è un mare di grigio dove tutto si confonde e poche sono le differenze, in fondo. I partiti della sinistra storica europea sono più “armigeri, guerrafondai e iperliberisti di quelli di destra e questo contribuisce ad alimentare confusione, disorientamento, disillusione e fuga dalle urne. Ma se nel mare di grigio, qualcuno prova a dare qualche pennellata di rosso o dà segnali che il rosso non gli dispiace, perché alla fine è un bel colore e dovremmo farlo tornare di moda, io penso che quei segnali vadano raccontati e incoraggiati affinché trovino magari più ascolto anche laddove la bussola è stata smarrita. Tradotto (e tornando al tema di questo articolo) significa che io personalmente apprezzo Corbin e le cose che dice, ma colgo un segnale positivo anche nella partecipazione all’incontro di un esponente del Pd, soprattutto perché quell’esponente è un giovane e, come si usa dire nello sport, “ha ampi margini di crescita”.
Si tutto giusto, ma io mi baso sulla storia di detto credito e siccome detta storia viene da lontano ed i risultati dei fatti sono stati tali che ogni volta sono stati spiazzati dalle parole,credo che questo debba essere valutato e debba anche servire a chi legge per spiegargli che veniamo da una ” cassa immensa di tali crediti” e che abbiamo raggiunto lo status odierno anche proprio per tali discorsi mentre è in atto la triturazione della macchina che si appoggia su tali crediti. E allora come la mettiamo in un momento che invece dei discorsi servono i fatti ? Sei proprio sicuro senza proferire giri di parole che investre di responsabilità tali nuove leve che poi saranno destinate ad assumere incarichi non siano proprio questi subalternia quella macchina ? Io mi sarei anche stancato se fossi chi accenda tale macchina di prendere in giro gli elettori per il semplice motivo che non riescono a costruire nulla di credibile che si possa opporre alle politiche di questa destra. I fatti sono questi, le parole sono altro, e così il tempo passa e la macchina che tritura vediamo semprepiù che ne tritura ancora un altro po’ di poveri.E ci credo che vinca la destra se la sinistra non è più sinistra perchè chi c’è dentro è impotente a fronteggiare ciò che succede intorno,ma vediamo che purtroppo tali riflessioni anche se tagliate con l’accetta lasciano il tempo che trovano.E allora, quelle che tu chiami promesse o possibili giovanile speranze al di là delle intenzioni dei singoli sono pedine in mano ad un meccanismo che annulla tutte le possibili risposte e rimane solo i discorsi sulla carta che nulla producono.Ormai è storia e se ci debba essere uno scrollone per il quale la sinistra si possa rimettere in piedi dalla posizione di inginocchiamento dove l’hanno portata questi a forza di parole, questo non verrà senzaltro da quel partito ma da una situazione e condizione esterna che adesso non sò nemmeno immaginare, ma di certo da un tracollo forte dell’economia spostata verso l’economia di guerra che si prospetta anche con il loro consenso,e tu mi dici e mi parli delle nuove speranze e delle pennellate di rosso in presenza di una atmosfera grigia oppure nera ? Ma con il dovuto rispetto le prese di giro di questi e dei loro apparati ma con chi si credono di divulgare certe impressioni ? Bisognerebbe far loro capire- e non è che non lo capiscano ma lo sanno bene che sono alla frutta- che c’era un detto che suonava come segue: ”essendo la velocità della luce maggiore di quella del suono,alcune persone sembrano brillanti prima di sentire le stronzate che dicono”.
E questo chiaramente vale per tutti ed in tali tutti ci metto anche il comparto mediatico che riflette inevitabilmente- anche se non sembra- gli interessi dell’establishment. E l’establishment e quanto di questo ne promani in Toscana ma anche in tutta italia è cibo commestibile per tutti. Si vive di establishment emesso da ogni macchina votata a questo. Allora ”le pennellate di rosso” -col mondo che vediamo intorno oggi- sono solo quelle che come ho già detto appaiono viaggiare alla velocità della luce superiore come si sà a quella del suono…..
mettiamola così, allora: le pennellate di rosso sono talmente poche e rare che se ne vedi una, anche minima, ti sembra… Picasso. Però, sempre meglio una piccola e incerta, che niente.
Mettiamola anche cosi e va bene come dici tu al posto di niente, ma mettiamola anche che a forza di scendere le scale ci si ritrovi in cantina.
E quest’ultima cosa in genere non la si sottintende mai ed ogni cosa si misura in una quotidianità che scalino per scalino porti alla cantina. Questa è la cosa che invece è fondamentale e ci si sveglia in cantina e spesso non ci chiede perchè. Guarda la Germania con la AFD per esempio ; sono tutti esterrefatti.Chissà se avessi domandato loro prima cosa immaginavano che succedesse come ti avrebbero risposto ?Ed ora sono in cantina.Allora, da questo si dimostra che sono anni che facciamo gli stessi discorsi ma non ci vogliamo rendere conto del malcontento che monta ed anche se lo sappiamo pensiamo sempre di riuscire ad imbracarlo, guidarlo e vincere. E’ spesso questa anche insipienza politica accoppiata alla sottocultura politica che alla fine porta a dire e pensare che ci meritiamo quello che siamo.E gli italiani, destra e sinistra sono stanchi di tutto questo e per concludere la riflessione fatta da qualcuno su coloro che io ho chiamato ”i poveri”-intendiamoci bene non coloro che pur poveri intesi che non abbiano soldi od un conto in banca- e che sono i fautori principali che portano a governare i governi di destra per assoluta e palese inefficienza della sinistra (quindi i poveri sono anche a sinistra ) e tale riflessione dice che:”…una sola cosa vi voglio dire ed è quella che voi siete la rovina del mondo perchè portate al governo gente senza cuore nè cervello”. Credo che tutto questo si potrebbe scrivere sulla pietra.
In cantina ci siamo già e da un bel pezzo. Anzi, stiamo scavando per andare ancora più giù… Ma proprio per questo anche i piccoli segnali sono fiammelle di speranza. Senza troppe illusioni, naturalmente
Come diceva qualcuno:”…..la fiducia è una cosa seria”e fiammate o pennellate di rosso date o meglio anche promesse, quando siamo scesi in cantina ci fanno solo ricordare che tali promesse sono servite a scendere quegli scalini.I modi per non scenderli quegli scalini dovevano essere altri ed anche il citarli per cercare di risalire secondo me – proprio visti i tempi che la discesa ha procurato- fanno tutti parte di un pacchetto preconfezionato affinchè si rimanga in cantina.Almeno per una cospiqua parte della sinistra che è stata sorda perchè conveniva essere sordi.E allora quando penso al coinvolgimento che fa la politica ed anche quella di sinistra che una volta si distingueva dagli altri partiti, mi ritorna in mente la frase di Upton Sinclair celeberrimo scrittore, saggista e propagandista americano delle idee socialiste, quando disse : ” E’ difficile far capire qualcosa ad una persona il cui stipendio dipende dalla capacità di non capirla”. Ci vorrebbe non tanto a comprendere la capacità di corruttela del sistema indirizzata soprattutto verso i poveri.E qui mi cheto.