IL CASO REPORT SBARCA A CETONA: DOMENICA 13 SIGFRIDO RANUCCI INTERVISTATO IN PIAZZA DA TELESE
“C’è un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Un filo che lega i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d’emergenza dei governi Berlusconi e le timide rese della sinistra. È il filo della restaurazione della casta. (…). La riforma costituzionale della magistratura intesa come un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. È l’approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda Repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre più minacciose in Italia, ma va inscritto anche nell’inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale”. Così viene presentato il libro “Il ritorno della casta” di Sigfrido Ranucci, il noto (ex) conduttore di Report, che domenica 13 settembre verrà presentato a Cetona, piazza Garibaldi ore 21,00. L’autore, Ranucci, sarà intervistato da Luca Telese giornalista de La7 e introdotto da Lucia Annunziata, docente di lettere al Liceo Calvino di Città della Pieve.
L’iniziativa promossa da Comune di Cetona, Libreria Impression, circuito Redos (rete documentaria senese) e associazione ArciNote di Città della Pieve è ghiotta. E probabilmente il libro sulla casta sarà solo il pretesto per parlare in effetti di quello che molti hanno definito il “caso Ranucci”, ovvero l’allontanamento del giornalista dalla conduzione di Report, le intercettazioni sull’amicizia ingombrante dello stesso Ranucci con Valter Lavitola, personaggio più che discutibile transitato per la politica (Psi, Forza Italia) e finito in una miriade di inchieste giudiziarie, dalle escort procurate a Berlusconi alle tangenti dell’affaire “Panama papers”, dalla compravendita di senatori a favore di Berlusconi alla tentata estorsione ai danni di Berlusconi; dall’appropriazione indebita di fondi editoriali per il quotidiano L’Avanti! all’attentato allo stesso Ranucci con una bomba sotto casa…
E’ vero che Lavitola ha dichiarato che l’amicizia con Ranucci gli serviva per riscattarsi, insomma per rifarsi una sorta di verginità (lasciando intendere che anche l’attentato di cui sarebbe il mandante, lo avrebbe ordinato per fargli un piacere), ma non può non lasciare perplessi il fatto che un giornalista serio, capace e in vista come Ranucci, conduttore di una trasmissione di punta della Rai, possa essere o essere stato a lungo amico di un personaggio come Lavitola. Non è sostenibile o è quantomeno deboluccia la tesi che se Ranucci serviva a Lavitola per riscattarsi, Lavitola serviva a Ranucci come fonte per avere informazioni altrimenti difficili da ottenere… Ci sono situazioni e persone da cui bisogna tenersi alla larga, anche quando possono far comodo.
Detto questo è vero anche che l’attuale governo a trazione fascistoide ha fatto di tutto per depotenziare Report, per silenziare le inchieste di Ranucci & c., ritenute scomode o sconvenienti per la maggioranza ed ha preso la palla al balzo per far fuori il conduttore. Quindi è probabile, anzi quasi certo, che domenica a Cetona si parlerà anche di questo, di come si fa servizio pubblico televisivo, di come si fanno i programmi di inchiesta. E della libertà di farle, dell’autonomia dell’informazione dal potere politico e aziendale. Perché il “Caso Ranucci” e in sostanza il “caso Report” sono la cartina di tornasole sullo stato dell’informazione in questo Paese. E non è questione di chi sia il conduttore del programma. Tra l’altro Giulia Presutti, una delle due figure chiamate a sostituire Ranucci a Report dopo la sollevazione della redazione e l’endorsement al contrario di Ranucci nei suoi confronti, ha fatto un passo indietro rinunciando all’incarico.
La serata cetonese si preannuncia dunque interessante e quanto mai “tempestiva”. Si terrà infatti a tempesta ancora in corso e non ancora placata. Cetona poi è notoriamente paese frequentato da noti giornalisti, politici, personaggi della tv. Ci sta che anche il parterre sia nutrito e “qualificato”. Lo stesso Telese, probabilmente conosce bene Cetona. E’ stato per molti anni sposato con Laura Berlinguer, giornalista anche lei, figlia di Enrico e sorella di Bianca, che in gioventù frequentava abitualmente il borgo senese con amici e familiari.
La questione è “calda” e calda assai. La redazione di Report, che si è schierata compatta a difesa dell’autonomia della trasmissione, una prima battaglia l’ha vinta, ottenendo la nomina a co-conduttrice, insieme a Daniele Piervincenzi (indicato insieme a Giulia Presutti) di Claudia Di Pasquale, storica inviata di Report. Soluzione interna dunque che garantisce continuità alla linea editoriale fin qui seguita dalla squadra prima di Milena Gabanelli, poi di Sigfrido Ranucci.
Ovvio che in tutto questo la casta, di cui parla Ranucci nel suo libro, c’entra eccome. Non è solo il contorno o il contesto dentro cui le cose avvengono. E’ la cornice e pure il quadro. E’ il pennello e il colore (sempre più nero) usato per dipingere e molto spesso è anche il soggetto dipinto. La casta che usa la politica per fare affari e malaffari, per incollarsi alle poltrone, che si fa le leggi su misura e non ama, anzi non vuole rompicoglioni fra i piedi che poi magari portano gli altarini in piazza o in tv in prima serata.
m.l.








