CITTA’ DELLA PIEVE: L’ISLAM, SAN FRANCESCO E IL MONDO D’OGGI. CARDINI CONTRO VALDITARA

lunedì 21st, settembre 2026 / 09:50
CITTA’ DELLA PIEVE: L’ISLAM, SAN FRANCESCO E IL MONDO D’OGGI. CARDINI CONTRO VALDITARA
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CITTA’ DELLA PIEVE –  Nel corso della conferenza che Franco Cardini – ospite del Cardinale emerito Gualtiero Bassetti presso il Palazzo Vescovile di Città della Pieve – ha tenuto avantieri sulla figura di San Francesco, il Professore, da profondo conoscitore dei rapporti tra cristianità e Islam, parlando di Francesco “crociato” e della crociata stessa vissuta dal santo come un pellegrinaggio, nell’ambito di un discorso dottissimo e densissimo, ha però più volte trovato il modo di fare incursioni nell’attualità.
In particolare, a un certo punto ha sottolineato con grande enfasi che le due culture sono diverse, sì, ma non distinte perché tra Islam e cultura cristiana c’è stata una grande contiguità: sono due civiltà che si sono specchiate e modellate a vicenda per oltre un millennio e non si sono sviluppate in compartimenti stagni isolati, ma all’interno dell’unico grande bacino mediterraneo caratterizzato da scambi continui: parola di Franco Cardini che non è certo un estremista di sinistra, ma anzi, com’è noto, un intellettuale storicamente lontano dalle posizioni della sinistra.
Evidentemente non si tratta una lettura ideologica o “buonista”, bensì di una constatazione basata sui fatti storici: Islam e Cristianesimo sono religioni monoteiste che condividono le stesse radici spirituali, riconoscono profeti comuni, come Abramo, Mosè e la stessa figura di Gesù, venerato nell’Islam come un grande profeta, e si fondano su una comune concezione lineare del tempo e della storia; condividono l’eredità del mondo classico, visto che durante il Medioevo l’Islam non ha solo conservato ma ha profondamente rielaborato la filosofia greca, in particolare il pensiero di Aristotele e di Platone.
Questa conoscenza è poi rientrata in Europa proprio attraverso la mediazione di studiosi arabi avvenuta in centri di scambio culturale come la Sicilia normanna e la Spagna islamica, influenzando giganti del pensiero cristiano come Tommaso d’Aquino.
La contiguità scientifica, artistica, medica e commerciale è stata costante. Anche nei periodi di aperto conflitto militare, come l’epoca delle Crociate, i confini tra i due mondi sono sempre stati estremamente permeabili, favorendo traduzioni, rotte di mercato e influenze reciproche nell’architettura, nella poesia e nella vita quotidiana.
Persino quelle che sono considerate “l’ossatura” del nostro pensiero occidentale, le “Universitates Studiorum” medievali, nate nell’XI-XII secolo come evoluzione degli “Studia” monastici e diocesani, sono state – sostiene Cardini – profondamente influenzate dall’esempio che proveniva dalle grandi metropoli islamiche dove esistevano già da secoli istituzioni di altissima formazione e le celebri Bayt al-Hikma (Case della Sapienza) al cui interno si imparava e si insegnava a pagamento. L’Occidente copiò l’idea che la scienza potesse essere trasmessa e retribuita come una professione.
Tutto ciò detto, Cardini ha portato un vero e proprio affondo (in verità, anche più di uno) nei confronti degli orientamenti ideologici che vanno affermandosi nel paese: “Non è vero” – ha detto – “quello che il ministro Valditara fa scrivere dai suoi mediocri seguaci: la cultura è patrimonio di tutti ed è frutto di fusione millenaria: non c’è una cultura superiore a un’altra. L’identità altrui va conosciuta e rispettata, non esiste solo la globalizzazione dei beni materiali ma anche la globalizzazione delle culture ed è necessario imparare a convivere, riconoscendo il valore di tutti”.
Cardini dixit: prendete e portate a casa.
Lucia Annunziata
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