“E NOI ORGANIZZEREMO I DISERTORI!” LA SEGRETARIA DEI GIOVANI DEM CONTRO L’INVIO DI ARMI E IL BELLICISMO. FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE A SINISTRA

martedì 15th, settembre 2026 / 10:41
“E NOI ORGANIZZEREMO I DISERTORI!” LA SEGRETARIA DEI GIOVANI DEM CONTRO L’INVIO DI ARMI E IL BELLICISMO. FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE A SINISTRA
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Allora c’è vita anche nella galassia Pd. E per dirla con Vasco Rossi, c’è chi dice no: no alla guerra, no al riarmo, no alla militarizzazione del pensiero…

“Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”. Lo ha gridato Virginia Libero, segretaria dei Giovani democratici, dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia domenica scorsa, prima del comizio di chiusura di Elly Schlein. Un intervento breve, non concordato, che ha squarciato il velo di ipocrisia che ammanta da sempre il Pd, partito nato male e cresciuto peggio che dice di essere alternativo alle destre, ma sulle cose che contano, quelle fondamentali, fa e vota le stesse politiche delle destre. Vedi il riarmo europeo, vedi l’invio di armi all’Ucraina, i troppi silenzi e i balbettii su Israele.

La segretaria dei giovani Dem ha messo i piedi nel piatto, ha rotto il vaso. E ha fatto capire da che parte deve stare un partito di sinistra o anche di centro sinistra. Sono parole forti quelle che ha pronunciato a Reggio Emilia, parole chiarissime e un monito al partito. Quasi una chiamata alla.. resistenza, contro la deriva bellicista che indica nemici dove non ci sono e impone politiche ed economi di guerra. Parole che richiamano l’articolo 11 della Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra…”) e anche le posizioni di Don Lorenzo Milani e di Aldo Capitini, il profeta della nonviolenza ideatore della prima Marcia della Pace Perugia-Assisi nel 1961, quando il mondo era in una situazione simile a quella attuale, sull’orlo della terza guerra mondiale. Ma quel “noi organizzeremo i disertori” (bellissimo) richiama anche le posizioni degli anarchici e dei primi socialisti di fine ‘800 e inizio ‘900, che si opponevano alle guerre dei padroni, dei re e tiranni in nome dell’uguaglianza e della libertà. “Nè un uomo, né un soldo” gridava Andrea Costa in parlamento opponendosi alle spese militari e alle avventure coloniali dello Stato Italiano…

Ed echeggiano anche – le parole della segretaria dei giovani Dem –  la canzone “Il disertore” di Boris Vian del 1954 e il successivo movimento del ’68, le manifestazioni pacifiste degli studenti americani, francesi e anche italiani contro la guerra in Viet Nam con la colonna sonora di Bob Dylan, Joan Baez e dei Creedence Clearwater Revival.

Bisognerebbe fare un monumento a Virginia Libero. Perché dal palco della festa de l’Unità ci ha detto che non tutto è perduto e ha indicato una strada, l’unica che può portare tanta gente delusa, incazzata, disincantata, amareggiata a votare per il Pd e per il centro sinistra con convinzione. E non perché “se no rivince Giorgia Meloni”, che come motivazione è debole assai e anche poco convincente. Amici e compagni del Pd, candidate lei alle primarie, se proprio le volete fare. Elly sul tema delle armi è stata finora del tutto accondiscendente rispetto ai diktat dell’UE e della Nato, mantenendo posizioni che cozzano con quelle degli stessi alleati M5S e Avs e che dunque rischiano di far naufragare il campo largo prima ancora di giocare la partita. Brava, bravissima, la ragazza che ha preso il microfono a Reggio Emilia e ha gridato al partito che deve andare da un’altra parte, su tutt’altra strada e se non lo farà, loro, i giovani del partito faranno la resistenza e organizzeranno i disertori. Venticinque minuti di applausi!

M.L.

P.S. Il disertore*

In piena facoltà egregio presidente
le scrivo la presente che spero leggerà
la cartolina qui mi dice terra terra
di andare a far la guerra quest’altro Lunedì

Ma io non sono qui egregio presidente
per ammazzar la gente più o meno come me
io non ce l’ho con lei sia detto per inciso
ma sento che ho deciso e che diserterò

Ho avuto solo guai da quando sono nato
e i figli che ho allevato han pianto insieme a me
mia mamma e mio papà ormai son sotto terra
e a loro della guerra non gliene fregherà

Quand’ero in prigionia qualcuno mi ha rubato
mia moglie, il mio passato la mia migliore età
domani mi alzerò e chiuderò la porta
sulla stagione morta e mi incamminerò

Vivrò di carità sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna e a tutti griderò
di non partire più e di non obbedire
per andare a morire per non importa chi

Per cui se servirà del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro se vi divertirà
e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi
che possono spararmi io armi non ne ho.

*Boris Vian, 1954

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