IL DRAMMA DI ALESSANDRO DI BATTISTA E L’EMBARGO USA CHE AFFAMA E STRANGOLA CUBA
Personalmente Alessandro Di Battista non mi sta molto simpatico, fin dalle prime apparizioni con il M5S, che poi ha abbandonato, ma le posizioni che ha preso recentemente sull’Ucraina, su Gaza, su Cuba e su altre questioni le condivido in pieno. E non mi pare banale neanche la mossa di tirarsi indietro da politica e parlamento, per mettersi a fare il giornalista e il “narratore” fuori dal coro mainstrem. Percorso, dal mio punto di vista, molto apprezzabile. Tutto questo però non c’entra niente con il dramma che sta vivendo a Cuba, dove è ricoverato in condizioni critiche dopo un malore accusato venerdì scorso. E trovo veramente vergognoso, ai limiti della decenza umana, lo sciacallaggio mediatico messo in piedi sui social, ma anche su qualche giornale, sul fatto che possa essere riportato in Italia con un volo di Stato. Come se fosse un privilegio che la casta assicura a chi ne fa parte. Ovviamente non è così. E’ normale che uno Stato faccia il possibile per riportare a casa, in sicurezza, un connazionale che si trova in difficoltà all’estero. E’ successo tante volte nel caso di giornalisti rapiti e poi liberati da terroristi, di alpinisti o turisti rimasti intrappolati. Una 50ina di volte nell’ultimo anno…
D’altra parte fu usato un volo di stato anche per rimpatriare il macellaio libico Al Masri… Per Di Battista sarebbe uno scandalo. Via non scherziamo…
Lo stesso ex deputato 5S ha già fatto sapere che non lo utilizzerà e che le spese di trasferimento con un volo sanitario, che potrebbe avvenire già questa settimana, fra giovedì e venerdì, le pagherà l’assicurazione di cui dispone e, se necessario, interverranno il M5S e il Fatto Quotidiano per cui stava facendo un reportage. Chiusa la questione, sciacalli messi a tacere e sverniciati con carta vetrata a grana grossa.
La vicenda drammatica di Alessandro Di Battista, che al momento è assistito nel migliore ospedale de L’Avana, anche da due specialisti del “Gemelli” di Roma, arrivati dall’Italia, ha acceso i riflettori sulla situazione della sanità cubana e dell’isola caraibica strozzata dall’embargo americano che non fa arrivare neanche uno spillo.
Dibba voleva raccontare proprio questo nel suo reportage “La polvere dei poveri” e ci si è trovato dentro. Fino al collo. Ma una cosa nonostante le notizie sul suo effettivo stato di salute filtrino e arrivino col contagocce, si è capita: la sanità cubana strozzata dal bloqueo resiste e rimane la migliore del centro America. Per certi versi una delle migliori al mondo. Manca quasi tutto, perfino le garze e le corrente elettrica, ma alcuni ospedali rimangono ospedali di eccellenza. Dove si è in buone mani. Quello in cuoi si trova Di Battista è uno di questi.
E vale la pena ricordare che solo pochi anni fa, durante la pandemia Covid, i laboratori di ricerca farmacologica cubani svilupparono una serie di vaccini efficaci, che costavano la metà di quelli usati in Europa, e a cui tutta la popolazione si sottopose con risultati significativi. Sempre durante la pandemia una equipe di medici cubani (la Brigata Henry Reeve) venne a dare una mano agli ospedali del nord Italia in difficoltà e tutt’ora ci sono 500 medici cubani a dare una mano negli ospedali della Calabria, supplendo alle carenze e fughe di personale… Il Governo Italiano però aderisce in sostanza all’embargo deciso dagli Usa, che sta strangolando Cuba. La solidarietà ricevuta da Cuba l’Italia non l’ha restituita.
La questione Di Battista ha però riaperto il fronte. E forse adesso scatterà un po’ più di attenzione verso ciò che sta succedendo a Cuba, dove gli Usa hanno imposto anche il blocco dei conti correnti e delle transazioni di denaro on line… Problema serissimo, non meno della mancanza di energia e di cibo, perché se neanche i soldi riescono a circolare, gli aiuti, di nessun tipo, possono arrivare. E’ la stessa cosa che Israele sta facendo a Gaza e che Dibba ha più volte denunciato. Gaza e Cuba sono entrambe sotto assedio, un assedio che somiglia davvero a quelli del ‘500, dove gli assedianti tagliavano i ponti, le vie di comunicazione, i fiumi e i canali, per impedire qualsiasi rifornimento agli assediati, che venivano presi e costretti alla resa non solo con la forza delle armi, ma per sfinimento: per fame e sete e freddo e malattie…
Trump vuole riportare Cuba a prima del 1959, a quando l’isola era il bordello e il casinò degli americani, dove i cubani e le cubane potevano fare solo i camerieri e le puttane e dove il dittatore Batista faceva il cattivo in casa propria, eseguendo gli ordini degli Yankees… La rivoluzione castrista rovesciò la situazione. Non senza problemi, criticità, errori e imposizioni. In alcuni settori, come istruzione, sport, e sanità Cuba in questi 67 anni, nonostante l’embargo iniziato nei primi anni ’60, poco dopo la Baia dei Porci, ha comunque conseguito risultati importanti. La mortalità infantile per esempio, nel 2019 era del 4 per mille circa, meno di quella degli Usa (6 per mille). L’aspettativa di vita a Cuba è simile a quella degli Usa, decisamente più ricchi. La malnutrizione infantile, che adesso con l’inasprimento del bloqueo si riaffaccia, era stata del tutto debellata ed eradicata, come la trasmissione materno-infantile dell’HIV…
Cuba è l’unico Paese al mondo a non aver abiurato, nel corso degli ultimi 30 anni, al principio di universalità delle cure, dentro e fuori dai suoi confini. Una anomalia nel mondo di oggi a trazione liberista. Però oggi anche le cose buone e i buoni risultati stanno saltando in aria, per l’assedio cui l’isola è sottoposta.
Ovvio che anche la rivoluzione castrista e il regime instaurato da Fidel hanno mostrato i propri limiti ed ha compiuto errori. Primo fra tutti quello di aver mantenuto una struttura da partito unico e un’economia chiusa, con scarse libertà individuali compresa la libertà di stampa e di espressione.
Io a Cuba ci andai nell’ormai lontano 1988. C’era ancora l’Urss con Gorbacev al potere che stava allentando progressivamente il sistema di aiuti che aveva consentito all’isola di tirare avanti. I Cubani non amavano Gorbacev. Temevano il tracollo, senza l’aiuto dell’Urss. Amavano Fidel che era ancora vivo e ben saldo al timone e avevano il mito del Che. Ma alcuni mi dissero di essere convinti che Camilo Cienfuegos, uno dei leaders della revoluciòn, il più “popolare”, come origini e per questo molto amato dal popolo, morto in un incidente aereo nell’ottobre del 1959, fosse stato in realtà eliminato per non “fare ombra a Fidel” che forse ne temeva la popolarità.
In sostanza dicevano, nel 1988, che la Revoluciòn era finita da un pezzo e che senza Camilo e senza più El Che, la parte romantica e idealista non c’era più, ed erano rimasti Fidel e i suoi fedelissimi, con Raùl il fratello, più fedele di tutti. E per questo non proprio un idolo, a quell’epoca.
Già allora, 40 anni fa, i cubani si ingegnavano a tenere in piedi quelle splendide auto anni ’50, simbolo di Cuba, che avevano già 30 anni e carburavano male e vecchie moto con il sidecar, costruendo a mano i pezzi di ricambio. Nei piccoli paesi e anche in città, chiunque avesse 4 metri di terra davanti casa, ci teneva a pascolare un maialino tipo quelli di cinta senese che poi sarebbe diventato “congrì”, piatto a base di riso e maiale. Il più diffuso.
Ad uno di questi amici cubani, che mi fece girare l’Avana e altre due o tre città con itinerari fuori circuito turistico, una volta tornato a casa provai ad inviargli una Vespa che io non usavo più e che a lui invece avrebbe fatto molto comodo, aveva un “cassettone” che – si sentiva al rumore – stava per tirare il calzino… Feci le pratiche, ma causa embargo, non fu possibile. La Vespa rimase nel mio garage. Cuba era già sotto assedio nel 1988. Ha resistito altri 38 anni… E resiste ancora. Ma serve rompere l’embargo. Serve raccontarne la situazione, come stava facendo Alessandro Di Battista. Serve dire le cose come stanno ovvero che il bloqueo imposto dagli Usa è un assedio medievale feroce che affama e strangola una popolazione, non un regime. Così come non si può assistere impotenti e il silenzio al genocidio dei palestinesi per mano dei sionisti israeliani, non si può rimanere in silenzio e ad occhi chiusi di fronte allo strangolamento di Cuba. E non perché a Cuba c’è un governo “comunista”. Trump vorrebbe fare di Cuba ciò che ha fatto in Venezuela. Ma Cuba non ha il petrolio. Non ha risorse se non la canna da zucchero. Che è poca cosa. E una nazione che è un terzo dell’Italia ed ha 11 milioni di abitanti, affamata, senza neanche energia elettrica a sufficienza, non può essere una minaccia per nessuno, tantomeno per la più grande potenza militare del mondo. Quindi l’embargo non ha ragione alcuna e far finta di niente è complicità.
Quello che voleva raccontarci Di Battista nel suo reportage da Cuba, vorrei sentirlo dire ad Elly Schlein, a Bonaccini. A Giuseppe Conte. Ai parlamentari del campo largo dei nostri territori, a Eugenio Giani e a Stefania Proietti. Ho sentito qualche parola in tal senso solo da Bersani. Un po’ poco.
m.l.









Si un po poco davvero
Qualche anno fà ci fù un chiusino del quale non faccio il nome,molto anziano, che fu ricoverato in gravissime condizioni a Cuba in un Ospedale dell’Avana credo per un ictus.Questo chiusino oggi non c’è più ma l’assistenza che ricevette fu proverbiale.Al suo ritorno da Cuba riprese per fortuna la sua vita normale e quell’episodio fu un lontano ricordo. Chi lo asssitette disse letteralmente che per le trasfusioni il materiale medico non esisteva a causa del blocco navale che dura da più di mezzo secolo. Nulla entra e nulla esce.Gli venivano fatte le trasfusioni usando le cannucce delle bibite, questo tanto per dire cose che nessuno s’immagina cosa voglia dire lo strangolamento economico e politico da parte della nazione più forte del mondo.Cuba ha lottato ed ha assunto un internazionalismo militante sia di natura civile, sia militare , sia agricola verso molti paesi soprattutto africani.Una reale politica di aiuto contro le guerriglie degli stati pagati dagli USA e dalla Gran Bretagna soprattutto come la Renamo in Mozambico, l’unita di Savimbi parente stretto di Holden Roberto in Angola foraggiato da USA e dal Sud Africa dell’Apartheid.Molti altri stati africani hanno conosciuto un internazionalismo militante cubano contro lo sfruttamento delle multinazionali che purtroppo dopo essere state detronizzate dallo sfruttamento delle risorse in qualche paese hanno ripreso la loro attività,come recentemente lo è stato in Venezuela.Sono tempi questi che molti paesi rimasti senza aiuti diretti dai paesi socialisti o sedicenti tali, versano oggi in un marasma continuo e disastroso di fame e miseria mentre ”il pillage” di USA,Inghilterra, Francia continua imperterrito.Solo la forza militare li ha scacciati ma sono rientrati in molti di questi paesi con il ricatto economico.Di Battista a differenza di quanto rileva Marco Lorenzoni a me è rimasto simpatico fin dall’inizio soprattutto perchè è stato un politico senza remore ed ha dimostrato – quando è stato in disaccordo con il suo partito- di avere le idee chiare e di uscire a differenza di diversi di quel partito che si sono disegnati una carriera soprattutto economica o trasmigrati in altri partiti con incarichi da salto della quaglia.Spero che possa riprendersi e ritornare presto alla sua attività di giormalismo in totale salute a barba dei gufi che non abitano solo nel centro destra come si possa pensare, perchè questi meschini del vero pensiero libero hanno tutti paura. Tutti ipocritamente ad augurargli ogni bene adesso ma dai social traspare il contrario, sia per la sua situazione sia perchè recatosi Cuba, che è stata una spina nel fianco alla prepotenza ed ancora continua ad esserlo.Verrebe da dire :” che Italia di m….” e non vado oltre.
Carocarlo, confermo le tue parole !
Quel chiusino mancato a dicembre scorso, fu curato egregiamente con tanto di apertura cranica.
Si ristabilì in tempi brevissimi ! Mi raccontava che era stato assistito benissimo ! Dopo quell’ intervento è vissuto altri 10/15 anni.
La neurochirurgia è un eccellenza ! Mi raccontava che,i medici che lo curavano,lo pregavano di intervenire per trasferirsi in Italia perché li facevano la fame !
Fame che a Cuba sentono in tantissimi !
A godere di Cuba,vivendo in ricchezza,era solo Fidel,i suoi parenti e il gota politico !
Oggi con il fratello Raul ,la situazione non è cambiata minimamente !
Una conseguenza del comunismo ?
No, una conseguenza della lotta incessante per più di 50 anni degli Stati Uniti contro chi li ha scacciati da quella che era diventata una delle loro greppie.E se la sono legata al dito, foraggiando con soldi ed armi gli esuli cubani coinvolti in quella mangiatoia.Poi c’è stato il blocco e per più di mezzo secolo nulla è entrato e nulla è uscito.Come si deve considerare un paese che tiene alla propria dignità contro coloro che gliela vogliono togliere a forza di emabarghi e fame e provocazioni continue?
Interessante il pezzo, ma l’ embargo ai danni di Cuba non è certo un problema che risale solo al mandato di Trump.
No di certo, esiste dai primi anni 60,
Trump però lo sta esasperando in maniera assassina, per assestare il colpo finale. Pur non rappresentando Cuba nessuna minaccia né per gli Usa né per nessun altro
Come si legge e si vede dall’escursus degli interventi su questo post il problema non sono tanto le persone MA LE POLITICHE SISTEMICHE.Sono quelle che fanno la storia e la storia in questo caso di Cuba parla a tutto il mondo perchè è stata sempre considerata il postribolo degli americani anche dall’800 in poi ed una volta scacciato Fulgencio Batista loro manichino protetto,sono stati scacciati a forza dalla rivolta popolare.Non contenti di questo-la stessa cosa hanno fatto e la stessa politica hanno portato nei confronti di quasi tutti gli Stati dell’America Latina considerata casa loro finalizzata allo sfruttamento delle risorse ed a fare argine alla sinistra che aveva preso piede nella risposta da dare all’imperialismo- hanno prodotto il blocco economico e sanitario.Quindi è modo di agire politico-economico che si rifà ai principi dell’imperialismo più brutale portato in chiave moderna.Come ho detto a Cuba non entra nulla da 60 e più anni e nulla esce.Per non rischiare la vita dei soldati di un proprio esercito d’invasione hanno stretto l’anello sanitario in attesa che la situazione scoppi e adesso lo rinfocolano come hanno fatto col Venezuela,ed in tale paese portando via in galera il loro Presidente con un blitz militare e stringendo accordi con quello nuovo (La Rodrguez )che ha permesso loro di far ritonare in possesso le riserve di petrolio del paese che erano di spettanza del Venezuela e nazionalizzate e quindi di tutti i Venezuelani.Adesso sonodi spettanza delle multinazionali che ristabiliscono il loro ordine.Il bello è che in Occidente la Rodriguez passa per una salvatrice del Venezuela nello stesso modo che se rimettessero a Cuba Fulgencio Batista.Tutto questo viene fatto ed eseguito o con le buone o con le cattive affinchè le opinioni pubbliche di tutto il mondo si chiedano a cosa sia servita la lotta per la propria indipendenza e dignità nazionale,al fine di scoraggiare qualsiasi ribellione al loro status.Il tutto condito ed innaffiato dalla propaganda.E allora a chi mi viene a parlare di dignità dei popoli farebbe meglio a parlare di come i popoli vengano assoggettati,vedi anche l’esempio dell’Ucraina divenuto il bastone degli Stati Uniti prima sotto Biden poi sotto Trump per far assestare colpi alla Russia. Non sò come finirà nè per l’Ucraina, nè per il suo popolo ma a questo giro mi sembra che abbiano anche trovato un osso duro nel loro cammino e l’ha trovato anche l’Europa, cioè anche noi. Ed io dico questo molto giustamente non lasciandomi prendere dalle parole come libertà che hanno sempre usato per infinocchiare il popolo bue.! Perchè pensano la maggior parte dei dirigenti di tutti i partiti- che gli Italiani votano infarciti di propaganda- che tutti i popoli siano come loro e che il sentimento nazionale lo celebrino solo nei giorni della festa della repubblica od il 4 Novembre e gli altri rimanenti dell’anno sono alla mercè dei prezzolati.Tutti ! A comincaire dalle sedicenti sinistre in primis ed una volta ai tempi della guerra del Vietnam in Europa chi governava veniva identificato come ”Puttana Americana” ma quando cambia lenone od il lenone invecchia, si fano avanti altri lenoni con il concetto di libertà sulle labbra, quelli che dicevano qualche ano fà ”liberi in casa nostra”che hanno stretto fra di loro una alleanza grazie anche alle discrasie MIRATE E VOLUTE E PROGRAMMATE della sinistra.Ed il popolo bue li vota.Questa è l’Italia purtroppo! E per arrvare a concretizzare questo disegno sono pronti tutti i ” cavalli d troia” -ma non solo i cavalli ma anche i figli di tali cavalli- che non perdono mai l’occasione di avvalersi di tale situazione che anche loro stessi hanno prodotto e della quale sono i diretti responsabili come gli altri,perchè non vivono su Marte, di riproporre l’unica alternativa chiamata ”Campo Largo” che possa servire come specchietto per allodole alla gente, invece che farla organizzare all’interno dei partiti e contare solo sulle proprie forze. Cos’è questo se non il riformismo che abbiamo visto a cosa abbia portato? ”Facciamo le riforme, basta che non cambi nulla !” Non lo possono dire tale slogan ma lo attuano ! Ed allora il popolo è proprio un popolo bue, fatto e completato dalla funzione di coloro con il collarino bianco-sempre direttamente ed indirettamente parte in causa per la formazione delle coscenze ! Che si sono sempre incaricati nella storia di far porgere l’altra guancia a chi la malcipiasse e stringendo accordi con ogni regime e sotto ogni regime. -in nome della carità cristiana- ed il popolo è bue perchè i poveri mancanti di tutto ma soprattutto di cultura politica non hanno reagito a tale marcia verso la disgregazione della società prodotta da tutti questi signori ed anche ,dall’assenza di un partito che li rappresentava e che ha avrà avuto tante discrasie al proprio interno certamente ma che anch’esso ha scritto con altri la Costituzione che oggi sono chiamati a difendere contro gli attacchi delle destre e del berlusconismo ancora imperante nella sottocultura degli stessi poveri.Mio zio Solismo Sacco che tutti hanno localmente conosciuto, comunista convinto e sorvegliato speciale sotto il fascismo, dopo botte ,galera e fame fisica, sul letto di morte ebbe a dirmi le fatidiche parole che ogni tanto mi piace riportare nei miei scritti : ”Carlo, contro i fascisti ho vinto, contro i ”compagni ” ho perso”. Tutto questo sono i ”poveri”. I più deboli ed i più manipolabili. E allora che si sveglino perchè ne va della loro esistenza, dell’esistenza dei loro figli,contro le politiche di questa gente che dura al governo della nazione da p9iù di 80 anni. Prima I Savoia, poi il fascismo, poi i 60-70 anni di Democrazia Cristiana, poi Berlusconi ed il belusconismo, poi la Meloni. E allora sono ” poveri” questi italiani o me li sono inventati io od il mio modo di vedere le cose è sbagliato ?