BATTESIMO DELLA PIAZZA, PER IL COMITATO PRO-STAZIONE DI CHIUSI

venerdì 25th, agosto 2023 / 12:28
BATTESIMO DELLA PIAZZA, PER IL COMITATO PRO-STAZIONE DI CHIUSI
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CHIUSI – Il Comitato Pro Stazione di Chiusi (e contro la stazione in linea per l’alta velocità) ha avuto anche il battesimo della piazza. Una piazza Garibaldi bella gremita e attenta ha infatti ascoltato per due ore e passa le ragioni del Comitato stesso, gli interventi di alcuni sindaci e di altri intervenuti. Pubblico numeroso e fatto non solo di chiusini, ma anche di cetonesi, pievesi, castiglionesi, sarteanesi…

Applausi a scena aperta ai passaggi più critici verso l’ipotesi di stazione in linea, ovunque venisse realizzata. E ogni volta che qualcuno sottolineava l’importanza, l’idoneità e la centralità del nodo di Chiusi, non solo per Chiusi e la Valdichiana senese, ma per tutto il territorio circostante, dall’Amiata alla Valdorcia, dalla Valnestore al Trasimeno, fino a Perugia.  La presenza e gli interventi dei sindaci non erano scontati. C’erano Sonnini di Chiusi, Cottini di Cetona, Risini di Città della Pieve e Ferricelli di Piegaro. Quest’ultimo, come Risini che lo aveva fatto ad un banchetto due mesi fa, ha pure firmato l’adesione al comitato e alla petizione che ha già raccolto quasi 3.000 firme. 

Non hanno detto grandi cose, né fatto dietrofront rispetto a decisioni prese e sulle quali il Comitato ha più volte espresso posizioni dure, ma il fatto che siano venuti, che abbiano affrontato la piazza, riconoscendone il valore democratico e partecipativo, non è cosa da poco e il Comitato farà bene a valorizzare questa apertura.

Tra la gente in piazza si sono notati anche diversi esponenti del Pd, sia della Valdichiana che dell’area del Trasimeno e anche questo è un segnale positivo. Pare che siano arrivati messaggi di condivisione dell’iniziativa dalla Cgil dell’area lacustre, dal deputato Walter Verini del Pd e dalla sua collega Letizia Giorgianni di Fratelli d’Italia. Addirittura da Maria Rita Lorenzetti, l’ex “zarina” umbra che da dirigente prima Ds poi Pd, da presidente della Regione e da presidente di Italfer in passato ha sempre osteggiato ogni passo che potesse avvicinare Perugia e l’Umbria a Chiusi, guardando sempre dall’altra parte, verso le Marche o verso Orte.  Anche lei folgorata sulla via di Damasco o sulla via di… Piegaro? Al di là delle battute, sarebbe un bel colpo per il Comitato avere l’endorsement di Maria Rita Lorenzetti. Che non è figura di secondo piano.

Anche ieri sera, in piazza Garibaldi, la stazione in linea a Tre Berte-Salcheto, a Rigutino o a Creti-Farneta è stata smontata pezzo a pezzo. I vari interventi ne hanno sottolineato l’inutilità , anzi la “dannosità” per il territorio a fronte di una spesa ingente e di un impatto ambientale pesante. Tutti hanno sottolineato come la stazione di Chiusi e quella di Arezzo possono tranquillamente coprire l’esigenza di un aggancio all’alta velocità, senza spendere un euro in più, offrendo un servizio necessario non in mezzo a una campagna desolata, senza altre connessioni ferroviarie, ma nel cuore di una città (Arezzo) e una cittadina (Chiusi) che non solo hanno le varie connessioni con altre linee ferroviarie, ma anche terminal per autolinee, taxi, alberghi, bar, ristoranti, banche, supermercati, posteggi. Cioè tutto quello che serve intorno ad una stazione, perché una stazione non è solo il luogo in cui si fermano dei treni, è anche tutto il resto.

Alcuni degli intervenuti hanno sottolineato come la stazione in linea, anche se decidessero di realizzarla, vedrebbe la luce tra 10 anni come minimo… Nel frattempo questo territorio centrale e decisivo anche dal punto di vista turistico, non può essere marginalizzato e tagliato fuori dai collegamenti principali. Altri hanno sottolineato l’importanza strategica per il nodo di Chiusi di un rapporto sempre più stretto con Perugia e con l’Umbria. Ovvio che senza l’aggancio all’alta velocità anche i discorsi sul collegamento stradale Perugia-Chiusi perdono valore, ma è vero anche che se ci fosse un collegamento rapido Perugia-Chiusi, con l’adeguamento dei 10 km della Provinciale 309 (la strada del Fornello, tra Piegaro e Moiano), che consentisse di andare da Chiusi al capoluogo umbro in 25 minuti, sarebbe più facile chiedere il ripristino della fermata del Frecciarossa che Trenitalia ha depennato quest’anno.

E’ stata messa in evidenza l’incongruenza del fatto che la fermata è stata confermata negli anni difficili del Covid ed è stata soppressa nell’anno della ripresa del turismo, con due grandi motivi di richiamo, come la Mostra sul Perugino e la scoperta archeologica di San Casciano Bagni. Scelta che contrasta con la “logica di mercato” sbandierata da Trenitalia per sopprimere la fermata.

Adesso, con i sindaci che cominciano quantomeno a tentennare sulla scelta della stazione in linea, il Comitato dovrà far pesare quelle 3.000 firme, dovrà spingere la protesta e la proposta un po’ più avanti, con altre iniziative. Anche clamorose. Potrebbe intanto incontrarli tutti i sindaci, uno a uno. E farli pronunciare.

Per esempio, in questa partita c’è un comune che potrebbe (forse vorrebbe) fare l’asso pigliatutto, almeno nel caso in cui dovesse prevalere l’ipotesi stazione in linea a Tre Berte-Salcheto. Cosa difficile, molto improbabile, ma che serve a stabilire quantomeno delle gerarchie. E’ il Comune di Montepulciano. Ieri sera il sindaco poliziano Michele Angiolini in piazza Garibaldi non c’era. Aveva il Corteo dei Ceri, manifestazione rilevante nell’ambito del Bravio delle Botti. Era giustificato, diciamo. Ma al di là delle concomitanze e delle contingenze, Angiolini si è visto e sentito poco su questa vicenda. E si son visti e sentiti poco anche i comitati ambientalisti attivi da tempo nel comune di Montepulciano.  Possibile non abbiano niente da dire sull’ipotesi, prevista nel Piano Strutturale Intercomunale, di realizzare una mega stazione in linea a poche centinaia di metri dall’Oasi naturalistica del Lago di Montepulciano e poche centinaia di metri dall’autostrada del Sole e altre arterie delicate e già piuttosto “congestionare” come la 326?

Finite le fatiche del Bravìo, noi, nei panni del Comitato due paroline con Angiolini e coi comitati ecologisti poliziani ce le vorremo fare. Questi ultimi, per esempio, ai tempi del caso Acea, intervennero più volte a fianco del Comitato Aria. Stesso discorso per i sindaci di Torrita e Sinalunga che potrebbero pensare di fare tombola con la Stazione a Creti-Farneta. Forse anche con loro sarebbe opportuno scambiare qualche opinione. Da un impoverimento del nodo di Chiusi,  ci rimetterebbe non solo Chiusi, avrebbero da rimetterci e non poco anche Chianciano e Sarteano e tutti i comuni a sud di Chiusi (Cetona, San Casciano, Città della Pieve, Monteleone d’Orvieto, Fabro, Montegabbione), poi Paciano, Panicale, Piegaro, che vedrebbero allontanarsi la stazione di riferimento, sia per i cittadini residenti che per i turisti… Questo dovrà andare a dire il Comitato ai sindaci. E i sindaci dovranno uscire dalla tana.

m.l.

 

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