CITTA’ DELLA PIEVE PERDE ANCHE ALBERTO BISCHI, COMUNISTA VECCHIA SCUOLA E FIGURA POSITIVA DELLA SINISTRA DIFFUSA

lunedì 30th, gennaio 2023 / 17:58
CITTA’ DELLA PIEVE PERDE ANCHE ALBERTO BISCHI, COMUNISTA VECCHIA SCUOLA E FIGURA POSITIVA DELLA SINISTRA DIFFUSA
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CITTA’ DELLA PIEVE – E’ cominciato davvero male il 2023 a Città della Pieve. Dopo Valerio Bittarello, scomparso  una settimana fa, la città del Perugino perde anche Alberto Bischi, un’altra figura di rilievo, di cui si sentirà la mancanza. Bischi è stato infatti un esponente della “sinistra diffusa” pievese, attivo sia in politica, che nel volontariato e nel campo culturale. Comunista, dirigente della sezione degli autoferrotranvieri del Pci nella Capitale, arrivò a Città della Pieve una quarantina di anni fa, come funzionario del Comune di Roma, inviato a dare una mano nella gestione della Comunità per tossicodipendenti che il Comune capitolino aveva impiantato sulla strada che porta a Monteleone, in località Le Selve. Una comunità terapeutica pubblica, che proponeva un modello diverso rispetto alle “comunità” private, come quella di San Patrignano creata e gestita da Vicenzo Muccioli o Mondo X, a Cetona, creata e gestita da Padre Eligio. Un  modello né migliore, né peggiore, ma diverso, appunto. Basato non sulle donazioni di persone abbienti, ma sull’intervento sociale del sistema pubblico. Con il controllo di un ente pubblico elettivo.

Più tardi, dopo la fine del Pci e la scissione tra Pds e Rifondazione Comunista, Alberto Bischi si schierò con Rifondazione. Ha seguito e organizzato iniziative con il circolo Arci (cineforum, incontri, conferenze…) e con altri sodalizi, perfino un gruppo di “camminatori”… E’ stato, Alberto Bischi, una figura positiva, uno di quei comunisti di una volta, rimasto orfano di quel partito e della “cultura berlingueriana” che via via è scomparsa anche dalle sezioni degli eredi del Pci. Un comunista vecchia scuola, ma mai troppo allineato e coperto, anzi spesso “contromano” anche sulle questioni locali, sempre però con la barra puntata verso il dialogo, il confronto, la necessità di rimettere insieme i cocci e ripartire, il più unitariamente possibile… Per un periodo piuttosto lungo ha fatto parte dell’esperienza di Pieve Nostra, insieme a Gianni Fanfano e altri, un tentativo di far cambiare prima i Ds, poi il Pd dall’esterno e anche una delle prime esperienze di “civismo” di sinistra.

Non era pievese, era romano, ma si era inserito nella realtà di Città della Pieve con curiosità e non deve essere stato facile, almeno all’inizio, perché tra tra Roma e luoghi come Città della Pieve le differenze, anche negli atteggiamenti quotidiani delle persone sono parecchie. Aveva ormai i suoi anni Alberto Bischi, ma adesso che se ne è andato mancherà, come dicevamo, a tutta la comunità pievese.

Ciao Alberto, buon viaggio. Da parte della redazione di primapagina le più sentite condoglianze alla moglie Elena e ai figli Valentina e Paolo e a tutti gli amici.

 

Nella foto: Alberto Bischi (a destra) con Antonio Mugnari durante una escursione a Salci.

 

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