EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO: IN CILE UN PRESIDENTE DI 35 ANNI, DI SINISTRA. SCONFITTA L’ULTRA DESTRA NOSTALGICA DI PINOCHET

lunedì 20th, dicembre 2021 / 11:27
EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO: IN CILE UN PRESIDENTE DI 35 ANNI, DI SINISTRA. SCONFITTA L’ULTRA DESTRA NOSTALGICA DI PINOCHET
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Troppo facile oggi tornare a cantare El pueblo unido jamas serà vencido… No, non è una ricorrenza. E’ una buona notizia: in Cile la destra nostalgica di Pinochet ha perso le elezioni e il Paese sudamericano ha un nuovo presidente di 35 anni,  espressione della coalizione di sinistra Apruebo Dignidad. Si chiama Gabriel Boric, è un avvocato e un membro del partito Convergencia Social.

Prima di essere candidato per le elezioni presidenziali, è stato deputato  distretto della regione di Magallanes e dell’Antartide cilena, Boric ha battuto il conservatore di estrema destra e di simpatie pinochettiste Jose Antonio Kast ottenendo il 55,86% dei voti, contro il 44,14 del suo avversario. In termini assoluti, 4.610.345 voti contro 3.642.835.

“Farò del mio meglio per raccogliere questa grande sfida (…) abbiamo molto da fare in questo processo di transizione e raggiungere un accordo con tutto il popolo cileno”, ha affermato Gabriel Boric che succede a Sebastián Piñera.

Non appena i risultati sono stati resi pubblici, migliaia di sostenitori di Boric sono scesi in piazza a piedi e in auto con bandiere, striscioni Il Cile vuole archiviare definitivamente il regime neoliberista spinto e soprattutto le nostalgie per il regime fascista, repressivo e sanguinario di Pinochet. Per la precisione Boric ha detto che “seppellirà” il modello economico neoliberista lasciato da Pinochet e aumenterà le tasse sui “super ricchi” per espandere i servizi sociali, combattere le disuguaglianze e rafforzare la protezione dell’ambiente. Un programma sociale, ecologista e di sinistra dunque. Quello che arriva dal Cile è un segnale importante, significativo, un segnale che ridà fiato e speranze alla sinistra in tutto il mondo. Ma è importante anche perché con Boric vince una sinistra nuova, pragmatica sì, ma non senza ancoraggio ai valori di uguaglianza sociale ed anche ecologista, una sinistra diversa da quella “populista” e terzomondista alla Chavez, Morales, Maduro…  Il Cile è un paese strano, lungo quanto un continente e strettissimo, va dall’equatore al polo sud. Ha un passato industriale e una cultura sociale radicata, è un Paese che per molti aspetti somiglia all’Europa, all’Italia e alla Spagna in particolare. Luis Sepulvedà lo ha detto tante volte. La vittoria di Boric racconta anche della tenacia di un popolo che non ha mai smesso di sperare e di provare a cambiare le cose, compresa la deriva ferocemente neoliberista avviata da Pinochet. Al Cile non è mai piaciuto essere considerato il giardino di casa o il frigorifero degli americani del nord… Non a caso molti movimenti e partito della coazione che ha vinto con Boric fanno riferimento alla “dignidad”… Singolare la coincidenza che a 72 ore dal voto di ieri, a Santiago è morta a 99 anni Lucia Hiriart, la vedova di Pinochet, da molti considerata colei che convinse il generale a unirsi ai golpisti ne ’73. Alla notizia i due candidati Boric e Kast hanno reagito in maniera differente. Kast che ha sempre difeso la dittatura militare e soprattutto Pinochet, l’ha messa sui piano umano: “la morte di qualcuno è sempre un dolore… Non è bello vedere la gente che festeggia un evento luttuoso”, Boric invece ha dichiarato:  «Lucía Hiriart muore impunemente nonostante il profondo dolore e la divisione che ha causato al nostro paese. Il mio rispetto va alle vittime della dittatura di cui faceva parte. Non celebro l’impunità o la morte, lavoriamo per la giustizia e per una vita dignitosa, senza cadere in provocazioni o violenza». 

Per la cronaca Josè Antonio Kast Rist è nato nel ’66, proviene da una famiglia tedesca emigrata in Cile dopo la Seconda Guerra Mondiale. O meglio, fuggita in Cile dopo la Seconda Guerra Mondiale, attraverso la famosa “Via dei topi”…  Suo padre fu membro del Partito Nazista e servì come ufficiale nella Wehrmacht. Uno dei suoi 8 fratelli, Miguel, morto prematuramente nel 1983, era un economista dei Chicago boys,  ministro del lavoro dal 1980 al 1982 e direttore della Banca Centrale del Chile per alcuni mesi durante la dittatura militare di Pinochet. Per dire l’ambiente di provenienza.

I Chigago Boys erano un gruppo di economisti cileni che avevano studiato a Chicago con Milton Friedman. Assunsero posizioni di rilievo in molti governi sudamericani, compreso quello dei golpisti cileni capeggiati da Pinochet e ispirarono le loro politiche iper liberiste. Politiche che secondo il Premio Nobel Amartya Sen erano intenzionalmente intese a servire gli interessi delle società statunitensi a spese delle popolazioni latinoamericane.

Ecco perché è veramente una buona notizia la vittoria di Boric e la secca sconfitta di Kast alle elezioni cilene.

In questo giorno di festa approfitto della notizia per mandare un saluto ad un giovane amico chiusino che da anni vive proprio in Cile facendo il ristoratore. Si chiama Lorenzo Picchiotti. Immagino che sarà contento pure lui.

Io, personalmente, sono doppiamente contento: 1) perché ha vinto la sinistra e una sinistra che mi piace; 2) perché in un mio romanzetto del 2009, uno dei protagonisti della storia narrata è proprio un nazista che aveva combattuto a Chiusi nel ’44 e che poi era riuscito a fuggire in America Latina, tra Cile, Argentina, Paraguay, esattamente come tanti altri e come il padre di Josè Antonio Kast. Certe storie a volte riemergono, anche dalla fine del mondo. E non ti lasciano mai…

Marco Lorenzoni

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