UN LIBRO, 20 STORIE E UN TERRITORIO: FRA I TRADITI E I TRADITORI RACCONTATI DA LORENZONI, L’ESSENZA DELLA TERRA DI MEZZO

UN LIBRO, 20 STORIE E UN TERRITORIO: FRA I TRADITI E I TRADITORI RACCONTATI DA LORENZONI, L’ESSENZA DELLA TERRA DI MEZZO
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Il libro Voce del verbo tradire di Marco Lorenzoni, edito da Primapagina e uscito in libreria a marzo, sta raccogliendo giudizi e valutazioni. Dopo la recensione di Vincenzo Bologna, medico a San Casciano Bagni  e scrittore a sua volta, ne pubblichiamo di seguito un’altra, questa volta di Altero Frigerio, giornalista professionista, autore di saggi, già direttore de Il Salvagente e redattore di testate radiofoniche come Radio Città Futura e Italia Radio… Frigerio è romano, ma abita a Sarteano. E’ uno dei tanti che hanno scelto di vivere nella “terra di mezzo”. Anche per questo il suo giudizio sul libro riteniamo sia interessante per i nostri lettori. Eccolo:

Fatti noti e mondi sconosciuti, cronaca e paesaggi, storia e psicologia, eroi e malfattori. Gli accostamenti potrebbero continuare perché Voce del verbo tradire sollecita (e impone) una visione della realtà a più luci e altrettante ombre e mescola tanti aspetti della vita che coesistono anche quando sembrano agli antipodi. La lettura di questo libro – sempre piacevole, scorrevole, a tratti avvincente – mi ha catturato ed accompagnato, complice la precisone e la dovizia degli elementi riportati, a conoscere da vicino la complessità di vicende di cui personalmente sapevo poco o nulla (e anche su quanto meglio conoscevo ho imparato assai).

Cambiano le epoche, i protagonisti e gli scenari, ma vinti e vincitori, chi sbaglia e chi paga gli errori altrui, chi sogna e chi ci rimette, chi ha tradito e chi è stato tradito, sono tutti pezzi dello stesso mondo, che si trovi da questa o quella parte della barricata. Così scorre via il libro e tutta la narrazione delle vicende che vengono esposte utilizzando il taglio giornalistico ha come ulteriore chiave suggerita al lettore il far coesistere il racconto dei fatti con l’approfondimento del contesto in cui si snodano vicende destinate alla scomparsa o comunque all’oblio sia per la crescente combinazione di superficialità ed ignoranza, sia l’affievolirsi della memoria. Storie a cui invece, grazie ad una scrittura efficace quanto appassionante, viene data dignità e rilievo, sia che si tratti degli autori quanto delle vittime del tradimento di turno.

Colpisce e dà a mio parere ancora più forza al libro, come elemento che si ritrova pagina dopo pagina, il calarsi di ogni singolo caso/avvenimento/episodio in un contesto geografico che tradisce la passione e l’appartenenza – umana e culturale – dell’autore ai territori interessati dallo svolgimento degli eventi raccontati. È risultato di assoluto rilievo, almeno per me, il ruolo considerevole nelle storie raccontate assunto dai luoghi, sempre descritti con precisione, insieme al peso del territorio (colline, boschi, acqua, sentieri) e delle comunità locali, talvolta protagoniste altre spettatrici, negli esiti stessi delle singole storie passate al setaccio.

È una terra di mezzo segnata da tanti tradimenti ma sempre capace, questa per me la forza del bel lavoro di Lorenzoni, di esprimere la complessità della vicenda umana, che è somma e storia degli individui quanto partecipazione collettiva. Insomma un vissuto, un coacervo fatto di situazioni, passioni, vittorie, sconfitte e appunto tradimenti. Terre dove si sparge anche sangue, dove spesso il brutto e il male sovrastano il bello e il giusto, ma dove giorno dopo giorno non cessano di esprimersi il bisogno di giustizia, il valore di un equo rapporto tra uomo e natura, la ricerca di pace e serenità. Sentimenti che sappiamo quanto spesso vengano traditi, ma proprio raccontandone i tradimenti essi assurgono a valori universali e inalienabili, per tutti e per ciascuno.

Altero Frigerio

 

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