CHIUSI, LO SGRETOLAMENTO DEI PODEMOS. L’IDEOLOGO NASORRI TORNA ALL’OVILE E DIVENTA COORDINATORE SENESE DELLA GAMBA SINISTRA DI GIANI

martedì 18th, maggio 2021 / 19:34
CHIUSI, LO SGRETOLAMENTO DEI PODEMOS. L’IDEOLOGO NASORRI TORNA ALL’OVILE E DIVENTA COORDINATORE SENESE DELLA GAMBA SINISTRA DI GIANI
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CHIUSI – Non è ancora chiaro quali e quante saranno le liste e i candidati in corsa alle prossime comunali. Né quali saranno le alleanze e le aggregazioni sia a sostegno della attuale maggioranza, sia per darle una spallata e presentarsi come alternativa.  Ma una cosa è certa. La sinistra a sinistra del Pd, che nel 2016 fu, seppur di pochissimo, la seconda forza sta piano piano tornando all’ovile. Ieri in una intervista alla tv NTI, il capogruppo dei Podemos Luca Scaramelli ha detto che non si ricandiderà e che con il suo movimento proverà a dare una mano al Pd, debettollinizzato… E questo è il primo indizio dello sgretolamento. Il secondo arriva da Siena, ed è la notizia che un altra figura chiusina negli ultimi anni vicinissima a Possiamo, sta rientrando nei ranghi, peraltro con ruolo dirigente. Si tratta di Marco Nasorri, che dei Podemos chiusini è stato ultimamente l’ideologo e che è stato nominato coordinatore di Sinistra Civica ed ecologista, una delle liste che hanno sostenuto Giani alle regionali di settembre 2020. Coi Podemos che invece facevano il tifo per Fattori e per la sua lista “alternativa” alla maggioranza di centro sinistra.

Un cambio di schieramento e di prospettiva che di fatto prelude o conferma l’avvicinamento di Possiamo al Pd di Simona Cardaioli. Le metamorfosi, verrebbe da dire pensando a Kafka e ai contorsionismi della politica chiusina…

La lista Sinistra Civica ed Ecologista che si propone, evidentemente, come soggetto politico e non soltanto elettorale aveva tra i suoi promotori Ledo Gori, il superfunzionario della Regione, Capo di Gabinetto di Giani, incappato nell’inchiesta sulle concerie e sospeso dall’incarico. Nel gruppo dirigente senese, con il chiusino Nasorri figurano Manlio Beligni, Zaccarias Gigli, Daniele La Monaca, Nicoletta Innocenti, Sauro Maestrini e Monica Ulivelli, oltre all’ex vicesindaco di Siena Fulvio Mancuso. Giustizia sociale, tutela dei beni comuni, trasformazione ecologica dell’economia, innovazione e conoscenza, questi i temi e i cardini su cui la formazione intende lavorare nel territorio. In sostanza Sinistra Civica ed Ecologista si presenta come la “gamba sinistra” della coalizione che sostiene Giani in regione e come soggetto che aspira a spostare a sinistra e verso un approccio green il Pd in tutto il territorio, anche nelle singole realtà locali. A partire naturalmente da quelle che andranno al voto in autunno come Chiusi.

Viene un po’ da sorridere ripensando a quando i Podemos chiusini, nella campagna elettorale regionale, accusavano noi di Primapagina che proponevamo il voto disgiunto lista Fattori e Giani Presidente, di fare il gioco del potere costituito e di un Giani impresentabile e insostenibile, con Marco Nasorri che oggi va addirittura a dirigere una delle “gambe di Giani” che è un passettino già oltre il voto disgiunto…

A noi alla fine tutto ciò potrebbe anche far piacere, quello della ricomposizione di una sinistra credibile, più ecologista e più “ecologica” nei comportamenti e nelle alleanze è sempre stato un nostro pallino, un chiodo fisso potremmo dire. E non abbiamo nulla contro Sinistra Civica ed Ecologista, anche se a settembre preferimmo votare per la lista Fattori. Ma qui più che ad una evoluzione sembra di essere di fronte all’ennesimo episodio di trasformismo, di riposizionamento su base utilitaristica.

A Chiusi l’area politica che votò i Podemos forse non c’è più da tempo (nelle ultime tre tornate elettorali – politiche, Europee e regionali –  la sinistra a sinistra del Pd non è mai andata oltre i 250 voti, meno della metà di quanti ne prese Luca Scaramelli nel 2016), ma il riavvicinamento e l’abbraccio ad un Pd che ha fatto un disastro politico, mettendo fortemente a rischio il mantenimento del Comune, solo per liberarsi di Bettollini, appare come una strategia quantomeno discutibile, dopo 5 anni di orgogliosa opposizione. Sembra, insomma un ritorno all’ovile, un rientro all’interno del recinto di quelli che sono stati aspramente criticati e combattuti. Nella stalla del padrone, per capirci, dove i buoi sono scappati quasi tutti e in qualche modo vanno rimpiazzati.

E il fatto che sia stato “sbolognato” Bettollini non può da solo, oggettivamente, giustificare questo scivolamento verso l’abbraccio al Pd. Anche perché il Pd chiusino attuale è sì debettollinizzato, ma anche frantumato dalla debettollinizzazione e avvitato su sé stesso, con di nuovo in auge e al pezzo buona parte della nomenklatura che accompagnò Ciarini e Ceccobao, se non addirittura quella di stagioni precedenti. Di nuovo c’è davvero poco, se non niente.

Archiviare il renzismo e le sbornie liberiste va bene, ma spacciare per nuovo il passato che ritorna e prova ancora a dettare l’agenda, non è mai un’operazione positiva. Tutt’altro. E può davvero spianare la strada ad alternative improvvisate e trasversali, altrettanto stantìe…

E una cosa, lasciatecela dire: il primo che dalla sinistra dura e pura a intermittenza, ci accuserà di propugnare il “voto utile” per mantenere  lo status quo, si prenderà un insulto, quello sui cui Beppe Grillo ha fatto la fortuna del Movimento 5 Stelle. A proposito: ma i 5 Stelle di tutto questo che dicono? Quando scrivevano tre settimane fa, insieme ai Podemos di volere un “campo progressista ed ecologista” a Chiusi, pensavano al soggetto politico di cui è coordinatore Nasorri, insieme a Pd di Giani?

m.l.

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