LA TERNANA TORNA IN B, IL RITORNO DELLA CLASSE OPERAIA IN PARADISO

domenica 11th, aprile 2021 / 17:18
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LA TERNANA TORNA IN B, IL RITORNO DELLA CLASSE OPERAIA IN PARADISO
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Succede raramente, ma può succedere anche nel calcio che la classe operaia vada in Paradiso. Successe la prima volta nel ’72-73, un anno dopo l’uscita del film di Elio Petri con Gian Maria Volontè. La Ternana approdò in serie A. Prima del Perugia dei miracoli di Castagner. E la Ternana era una squadra “operaia” in tutti i sensi, con giocatori che venivano addirittura dalle serie minori e un allenatore visionario che aveva inventato un nuovo modo di giocare, il “gioco corto”. O squadra corta. Si chiamava Corrado Viciani e il suo tiki-taka ubriacava gli avversari, molto prima del Barcellona di Iniesta, Xavi e Messi.

Nel calcio italiano ancora basato su catenaccio e contropiede, il gioco di Viciani era la traduzione italiana del calcio totale all’olandese. Solo che lui non lo faceva con campioni stratosferici cone Crujiff Neeskens, Kroll, ma con una squadra di gregari, in una città di periferia e operaia per antonomasia. Nella città delle acciaierie. Una squadra da bassifondi, non di vertice.

Ci stette solo un anno in serie A la Ternana di Viciani. Poi ci tornò due anni dopo, nel ’74-75. E mai più. Le acciaierie nel frattempo hanno perso forza, sono diventate di proprietà indiana, Terni è addirittura passata in mano alla Lega. Che è come dire che si è rovesciato il mondo.

La Ternana per vari decenni ha vivacchiato tra serie B e serie C, tra cambi di proprietà e speranze rimaste nei cassetti…  Quest’anno però la Ternana sta facendo un campionato record e si è assicurata la promozione in serie B con 4 giornate di anticipo dopo 3 stagioni nel purgatorio della C. Può sembrare solo una coincidenza, ma a guidare la Ternana è un ex giocatore famoso: si chiama Cristiano Lucarelli e viene da Livorno. Altra città operaia. E Lucarelli è famoso non solo per i gol che ha segnato anche in serie A con Livorno, Torino, Lecce, Parma, quanto per quel pugno chiuso che spesso alzava in campo per salutare i tifosi. Uno che non si è mai nascosto e che non ha nascosto mai le proprie convinzioni politiche di sinistra. Anzi comuniste.

Con il ritorno in B della Ternana la classe operaia torna in paradiso. Cioè nel calcio vero, quello che conta, anche se non proprio nell’Olimpo della massima serie.

E tra i giocatori “mito” della ternana c’è anche Riccardo Zampagna, anche lui attaccante di sfondamento e anche lui uno di quelli a pugno chiuso… Di recente, nel 2018, era stato scelto come assessore allo sport dal M5S in caso di vittoria alle comunali di Terni, ma vinse la Lega…  Zampagna  a differenza di Lucarelli è ternano purosangue, di estrazione operaia. I due sono in qualche modo simili come personaggi. Il livornese guida la squadra dalla panca, l’altro commenta le partite delle “Fere” dai microfoni di una Tv, sono entrambi l’anima dei rossoverdi. 

E anche quel colore della maglia, il rosso e verde, in qualche modo un messaggio alla sinistra: per vincere, serve coniugare la lotta di classe con la difesa dell’ambiente. Perché l’ecologismo senza lotta di classe è giardinaggio, ha detto qualcuno (la frase è attribuita a Chico Mendez, attivista brasiliano ucciso) e a Terni lo sanno bene. Il cacio non è rivolta o rivoluzione, ma può contribuire a far passare delle idee, certi concetti, può contribuire ad alleviare le sofferenze del popolo (come disse l’allenatore dell’Argentina Menotti al mondiale del ’78, guardando con disprezzo al Generale Videla e alla Junta Militar) e a far sentire il popolo protagonista.

Lo dicevamo all’inizio: la classe operaia in paradiso ci va di rado, ma quando ci va è festa grande.

m.l.

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