IL PRINCIPE FILIPPO E LA SCELTA DI ESSERE PADRE

domenica 11th, aprile 2021 / 15:34
IL PRINCIPE FILIPPO E LA SCELTA DI ESSERE PADRE
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Due giorni fa è morto all’età di 99 anni, presso il castello di Windsor (London) Sua Altezza Reale il Principe Filippo di Edimburgo, nonché marito della Regina Elisabetta II,  padre di quattro figli e nonno di svariati nipoti.

La figura del duca di Edimburgo è stata da sempre in secondo piano sotto il vortice dei riflettori che illuminano da secoli la storia della Royal Family più cool del mondo. Uomo irrequieto deciso ed ironico ha sempre rispettato “i tre passi indietro” dalla consorte, come prevede il protocollo reale, lasciando a lei le luci della ribalta  ma sempre pronto a sostenerla nei momenti di difficoltà.

Un uomo che ha saputo stare al suo posto, senza mai uscire dal gioco, occupando per quasi 80 anni un ruolo essenziale all’interno del regno e della famiglia, quello di marito, regnante e confidente.

Mentre la regina era impegnata nella vita ufficiale lui le faceva da spalla, sorvegliando i figli, la casa.

Un uomo sempre presente dunque che ha avuto come suo primo obiettivo quello di “non deluderla mai”, cosa che ha dichiarato spesso in numerose interviste.

Frequentemente in alta uniforme nelle apparizioni ufficiali, quasi a voler infondere un senso di affidabilità e stabilità, Filippo è stato, almeno all’apparenza,  un marito ed un padre presente; un uomo che è stato in grado di sorvegliare ed assistere i membri della sua famiglia assolvendo questo compito facendo del proprio meglio, come la maggior parte degli esseri umani, poiché così va la vita di tutti quei padri, a volte anche imperfetti, che  arrancano ogni giorno per tenere testa alla figura materna, la grande Era, sovrana dell’Olimpo, onnipotente agli occhi dei figli.

Il duca lascia di sé l’immagine di un uomo che, nonostante le imperfezioni,  indubbiamente c’è stato, è rimasto, ha saputo mantenere fede ad un progetto di vita sostenendo la sua famiglia (nel bene e nel male) e i suoi figli, fino alla fine.

Ci saranno state delle mancanze questo è indubbio, ma fortunatamente l’amore incondizionato di chi mettiamo al mondo tende a ridurre ed annientare gli errori  di genere rendendo unico e imprescindibile il nostro rapporto con loro.

Verrebbe spontaneo chiedersi se durante il suo ruolo di genitore il duca abbia raggiunto la consapevolezza della differenza che sussiste tra l’esssere padre ed il sentirsi padre, dove l’essere implica un riconoscimento ed un rispetto di funzioni e responsabilità, mentre il sentirsi padre custodisce dentro di sé il dono della percezione emotiva della paternità, cosa abbastanza rara.

Quest’ultimo è uno stato in cui l’individuo esplica la sua  capacità di costruirsi un’immagine accanto al proprio figlio, un ruolo che lo vede partecipe nella messa in opera  dei suoi progetti di vita, che lo sostiene e lo collabora nella realizzazione dei suoi sogni e gli dà il giusto supporto per tenerlo in equilibrio quando i suoi stati emotivi vacilleranno.

Questo genere di padre  fa della presenza la sua risorsa più forte ed è consapevole che questo  ricorderanno i suoi figli quando saranno lontani.

Rammenteranno quanto c’è stato, quanto tempo avrà loro concesso e quanto ha condiviso con loro.

I figli hanno bisogno di tempo, tutto il resto conta zero.

Ogni padre può decidere se essere oppure sentirsi genitore, la prima strada è sicuramente più semplice, la seconda prevede un percorso un po’ più arduo nel quale serve guardarsi molto dentro e forse anche saper rinunciare ad una parte importante di sé.

Occorre spostare il punto di messa a fuoco ed indirizzarlo verso il bene e le esigenze del proprio figlio per intraprendere con lui un percorso volto alla scoperta della vita e del suo divenire.

Buon viaggio quindi a tutti i papà, a quelli royal e a quelli pop, a quelli presenti, a quelli assenti, a quelli attenti, a quelli distratti, ai lamentoni e ai resilienti; che il destino li porti davvero a cogliere il significato profondo di questa esperienza meravigliosa che è  far crescere dei figli, stando sempre tre passi indietro come il Principe Filippo, ma pronti a sostenere con forza ogni loro scelta rendendoli protagonisti consapevoli delle loro esistenze. Un consiglio finale: occhio alle gaffes… Filippo ne ha fatte tante, qualcuna la poteva pure evitare.

Paola Margheriti

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