L’INFERNO NELLA NEVE, AL CONFINE TRA BOSNIA E CROAZIA. LA TESTIMONIANZA DELL’EURODEPUTATO PIETRO BARTOLO

martedì 02nd, febbraio 2021 / 09:44
L’INFERNO NELLA NEVE, AL CONFINE TRA BOSNIA E CROAZIA. LA TESTIMONIANZA DELL’EURODEPUTATO PIETRO BARTOLO
0 Flares 0 Flares ×
Dopo una serie infinita di disavventure, ritardi e blocchi armati, 4 eurodeputati Pd sono arrivati e sono riusciti a entrare nel “lager” di Lipa al Confine tra Bosnia e Croazia dove migliaia di profughi pakistani, afghgani, siriani. indiani, sono ammassati in condizioni disumane, in mezzo alle neve, alloggiati in tende, alcune ella Croce Rossa, altre di fortuna, in baracche, costruzioni diroccate di un ex impianto industriale e vecchie case coloniche abbandonate. Molti non hanno nemmeno un paio di scarpe.
I 4 eurodeputati sono Brando Benifei, che ha guidato la delegazione, Pietro BartoloAlessandra MorettiPierfrancesco Majorino. 
Pietro Bartolo, l’ex medico di Lampedusa ha raccontato a Next Quotidiano quello che ha visto coi suoi occhi:
“Siamo arrivati in questa radura, un freddo glaciale, neve ovunque. Davanti a noi abbiamo visto un recinto metallico con all’interno delle tende. In fila indiana, uno dietro l’altro, c’erano un centinaio di persone che aspettavano di ricevere un tozzo di pane. Alcuni di loro erano senza vestiti, con indosso solo una copertina che lasciava parti del corpo scoperte; altri erano senza scarpe, con le infradito. Mi sono tornate alla mente le immagini dei campi di concentramento. È stato un pugno nello stomaco così forte che ho vomitato. Il campo è un inferno. Ci sono tende (completamente innevate), che potrebbero ospitare tre o quattro persone, che però al loro interno ne contengono anche 40. Sono ammassati gli uni sugli altri, perché cercano in questo modo di scaldarsi a vicenda. Si tratta per lo più di giovani uomini, la maggior parte pachistani, ma ci sono anche indiani e afghani. All’interno delle tende hanno costruito dei letti a castello in ferro: ci guardavano muovendo solo la testa. Quell’immagine ci ha fatto pensare ad Auschwitz. E – non mi vergogno a dirlo – ho pianto”.
E’ vero, la situazione dei disperati di Lipa ricorda quella dei lager nazisti, lo abbiamo scritto anche noi, su queste colonne, il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria. Si tratta di una emergenza umanitaria e di una vergogna nel cuore dell’Europa. Non lontano dai nostri confini nazionali. Proprio lì dove all’inizio degli anni ’90 si combatté una guerra fratricida sulle spoglie della ex Jugoslavia, con operazioni di pulizia etnica inimmaginabili.
E l’Europa resta in silenzio incapace di fare qualcosa, di intervenire per porre fine a questa vicenda, alla vergogna. Più facile evidentemente esportare la democrazia coi bombardieri che andare a recuperare 2.500 migranti-profughi scalzi e in canottiera in mezzo alle neve della Bosnia. L’Italia stessa sembra cieca e sorda, troppo impegnata a star dietro alle bizze di Renzi e e alla conta di quanti parlamentari potrebbero soccorrere un governo e una maggioranza in crisi…
m.l.
Nelle foto: in alto uno dei migranti in canottiera cerca di recuperare  acqua dalle neve (da ilgiornaledibrescia.it); i 4 eurodeputati Dem sul posto (da notiziegeopolitiche.net)
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×