E ANCHE PABLITO E’ VOLATO VIA… CHE FINISCA ALLA SVELTA QUESTO 2020!

giovedì 10th, dicembre 2020 / 10:24
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E ANCHE PABLITO E’ VOLATO VIA…  CHE FINISCA ALLA SVELTA QUESTO 2020!
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Il 25 novembre se ne è andato Maradona. Il 3 dicembre Maraschi e questa notte Paolo Rossi, detto Pablito. L’eroe del Mundial di Spagna ’82 quello del Campioni del mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo! gridato, appunto tre volte, da Nando Martellini alla fine della partita con la Germania.

Che il 2020 finisca alla svelta e Dio se c’è, non ne mandi più di anni come questo. Certo il covid se ne è portati via tanti in questo anno di merda 2020, anche Sepulveda e Lidia Menapace, per dire. E sono due perdite grosse. Di quelle che si sentono e fanno male. Che mancheranno a chi è abituato ad ascoltare  e leggere pensieri lunghi, riflessioni acute, pagine belle di letteratura e di politica.

Ma anche chi magari legge meno e ama solo il pallone e la sofferenza delle domeniche davanti alla Tv può a buon diritto maledire il 2020. Sottolineando che non si muore solo per covid.

I tre citati all’inizio sono solo gli ultimi 3, non gli unici. Ma bastano e avanzano per snocciolare una fila di bestemmie, per dare la sensazione dell’anno di merda che si porta via anche i sogni. Maradona in campo è stato il più grande di tutti, un proletario partito da un barrìo di disperati e arrivato nell’Olimpo degli Dei, a dispetto di un fisico tutt’altro che da funambolo o da artista maledetto.

Mario Maraschi no, non era un top player come si dice adesso. Anche il nome è un nome normale, da impiegato dell’anagrafe o da artigiano. Non era neanche un fine intagliatore. Non era bello a vedersi, sembrava pure più vecchio dei suoi anni. Era uno che la buttava dentro però. E che nel suo piccolo ha fatto sognare e gioire gente poco abituata alle soddisfazioni, calcisticamente parlando. Alla Fiorentina per esempio fece vincere il secondo e ultimo scudetto, nel 1969. Era il centravanti e quell’anno fu anche il capocannoniere della squadra con 14 gol. Si segnava meno allora, le difese erano più arcigne. Nella Samp segnò un gol memorabile all’ultimo minuto, in rovesciata, nel derby con il Genoa che non è mai una partita normale. Per i doriani non c’è festa più grande.

Ieri, 9 novembre, la scomparsa anche di Pablito a soli 64 anni, stroncato da un male di quelli che non lasciano scampo. Se Maradona è stato un campionissimo come giocatore, ma non un uomo irreprensibile fuori dal campo e si è lasciato dominare dalla cocaina, anche Paolo Rossi che è stato uno dei centravanti più spietati e malefici che si siano visti su un campo di pallone, qualche macchia l’ha avuta, come il coinvolgimento nello scandalo delle scommesse, quando giocava nel Perugia. Fu squalificato per due anni, rientrò giusto in tempo per giocare tre partite con la maglia della Juve, vincere lo scudetto e poi disputare il Mundial spagnolo vinto dagli azzurri grazie ai suoi gol. Quell’anno prese anche il pallone d’oro, terzo italiano dopo Rivera e Sivori (che poi italiano non era).

In area Pablito era letale. In Nazionale ha giocato 48 partite segnando 20 gol. E’ vero che alle spalle aveva tre fenomeni come Bruno Conti, Antognoni e Tardelli e a fianco Graziani, ma lui era sempre al posto giusto nel momento giusto. Nel Perugia e nella Juve fece sfracelli, nel Milan (una sola stagione) no.

Ma Pablito è soprattutto la copertina della Gazzetta dopo il 3-2 al Brasile di Zico, Socrates e Falcao, è Pertini che rivolto a Re Juan Carlos dice “Non ci prendono più!” dopo il 3-1 di Altobelli alla Germania… è quel mundial vinto con in porta un portiere di 40 anni. 

Era un altro calcio. Il Perugia nel ’79 arrivò secondo senza perdere nemmeno una partita. In attacco aveva la coppia Casarsa-Speggiorin, poi si permise perfino Paolo Rossi che arrivò la stagione successiva e segnò 13 reti in 28 partite. Ed era – secondo le cronache – uno di quelli che giocavano a perdere per favorire il totonero…

Oggi il Perugia è in serie C.  E di giocatori alla Paolo Rossi anche in serie A se ne vedono pochi. Immobile, forse. Morata? Cristiano Ronaldo è un’altra storia, un altro tipo di calciatore…

Pensare che Pablito non ci sia più e che adesso possa palleggiare lassù con Maradona e anche con Maraschi fa specie. Non ci si crede. Fa male al cuore.

Pur essendo fiorentino, di Prato per la precisione, non ha mai giocato con la Viola e quella “macchia” del calcioscommesse mi disturbò parecchio, ma quando  ho sentito la notizie della morte al Tg ho spento la Tv,  traventando non so dove il telecomando.

m.l. 

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