IO STO CON LA MAESTRA

martedì 24th, novembre 2020 / 12:28
IO STO CON LA MAESTRA
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“Giusto per chiarire la questione:
– “Il video hard della maestra” in realtà si chiama revenge porn.
– Il revenge porn è un reato, oltre che una terribile violenza.
– Fare sesso non è un reato (neanche per le maestre).
Lei è innocente. Lui un criminale, oltre che uno stronzo.
Discorso chiuso”
Questo post l’ha scritto Claudio Marchisio che si è fatto fotografare con la maestra di Torino messa alla berlina e licenziata dalla scuola (costretta a dimettersi) dopo che il suo ex fidanzato aveva condiviso sui social alcune foto intime della coppia. Marchisio è un ex giocatore della Juventus e della Nazionale. E non è la prima volta che prende posizione su temi roventi. Anche in campo era un centrocampista che giocava con la testa: piedi discreti, grande dinamismo, tempi di inserimento perfetti e capacità di andare pure in gol. Ecco, con il suo post l’ex “principino” ha fatto una bella giocata ed è andato anche il gol. Bravo Marchisio. Con poche parole ha detto tutto, meglio e più chiaramente di tanti editoriali, su una vicenda scandalosa.
Scandalosa non per quelle foto osè, non è quello il problema, ognuno, sotto o sopra le lenzuola fa quello che vuole. Il problema è l’uso che il fidanzato della maestra ha fatto di quelle foto proprio per umiliarla, per colpirla. E anche l’uso che ne hanno fatto i genitori degli alunni che hanno chiesto l’allontanamento della giovane dalla scuola e la dirigente scolastica, che “per il buon nome dell’istituto” l’la licenziata, perpetrando un atto di ingiustizia ai danni di una donna che non ha fatto niente di male, né di vietato dalla legge.
Come dice giustamente Marchisio il reato è il “revenge porn” ovvero la vendetta porno che si realizza attraverso “la diffusione, da parte del soggetto attivo, di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona rappresentata e con lo scopo di arrecarle un danno psico-fisico”. Il criminale (e lo stronzo) è chi ha diffuso quelle foto, non chi vi è ritratto. La giovane maestra ha avuto il coraggio di denunciare e rendere pubblica questa storia, che è una storia di violenza sulle donne, anche di fronte alle minacce di perdere il lavoro. Ha fatto bene ed ha trovato la solidarietà di gran parte della stampa, di 200 tra giornaliste, docenti, ricercatrici, politiche che su Micromega.it hanno pubblicato una lettera di sostegno, e anche di Claudio Marchisio che è un volto noto e apprezzato, e a Torino, la città dove è nato e dove ha giocato è un eroe positivo.
Io non ho mai tifato Juventus, tifo Fiorentina che come dire il diavolo e l’acqua santa. Ma uno come Marchisio lo avrei voluto nella Viola. E lo vorrei sempre nella mia squadra ideale. Anche io sto con la maestra. Senza se e senza ma. E credo che il dirigente scolastico che l’ha costretta a lasciare il lavoro dovrebbe dimettersi lui (o lei) e vergognarsi un po’.
Marco Lorenzoni
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