BANCA CENTRO, GIOVAGNOLA LASCIA LA PRESIDENZA. MA IL CAMBIO DELLA GUARDIA ERA NEI PATTI…

BANCA CENTRO, GIOVAGNOLA LASCIA LA PRESIDENZA. MA IL CAMBIO DELLA GUARDIA ERA NEI PATTI…
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MOIANO –  Nella riunione del Cda di lunedì scorso Palmiro Giovagnola ha annunciato le sue dimissioni da presidente di Banca Centro, la banca di credito cooperativo nata un anno fa dalla fusione, per incorporazione, tra Bcc Umbria e Banca Cras (Sovicille). La notizia ha avuto l’effetto del fulmine a ciel sereno. Ma non ci sono motivi particolari, né tantomeno ragioni “politiche” dietro la decisione di Giovagnola, il quale fa sapere che si tratta in effetti di un avvicendamento programmato già dal rinnovo del Cda di Bcc Umbria avvenuto nel 2019 e previsto tacitamente nei patti di fusione.

Il passaggio di consegne avverrà in ogni caso, il 1 gennaio 2021. Due giorni fa è stato solo avviato il percorso che sarà comunque meglio illustrato in una conferenza stampa a metà dicembre, quando lo stesso Giovagnola presenterà anche i dati sull’andamento della banca da gennaio a settembre, con le proiezioni fino al 31 dicembre.

Sulla poltrona di presidente di Banca Centro, al posto dell’ex sindaco di Città della Pieve andrà a sedersi Carmelo Campagna, sempre della “componente” umbra e precisamente di Terni. E anche questo non è un fulmine a ciel sereno, perché Campagna è nella governance della banca da 13 anni, ha fatto parte prima della Bcc Terni, poi di Crediumbria e Bcc Umbria e ha lavorato a fianco di Giovagnola anche nell’operazione incorporazione di Banca Cras.

L’avvicendamento appare dunque come una scelta di totale e tranquilla continuità. Poi, quando avverrà il rinnovo del Cda di Banca Centro, la presidenza dovrebbe toccare, secondo gli accordi, ad una figura espressione della componente toscana. Ma questo si vedrà a tempo debito.

La Direzione generale e la sede operativa della banca restano a Moiano.

E’ indubbio che l’uscita di scena di Palmiro Giovagnola segnerà, anche nelle percezione dei soci e clienti, il definitivo passaggio della banca ad una dimensione diversa: una banca sovra-regionale con operatività dall’Adriatico al Tirreno e non più una banca locale, “de noantri”, insomma. Giovagnola è di fatto l’ultimo legame forte, con quella che fu la vecchia Bcc di Moiano e del Trasimeno. Ma l’assetto e il clima non cambiano con l’addio o per l’addio di Giovagnola , son cambiati da almeno 15 anni a questa parte. Il mondo delle Bcc ha subito trasformazioni epocali e le banche locali, di territorio non esistono più da un pezzo. La riforma voluta dal Governo Renzi e le varie fusioni che ne sono seguite, con la creazione di due Holding nazionali e nuove normative di riferimento sono state solo l’ultima scossa di un terremoto che ha cambiato il panorama del credito cooperativo.

Certo la zona del Trasimeno perderà un riferimento, un aggancio al massimo livello dentro una banca importante. Questo è indubbio. Ma sarebbe successo comunque tra un paio d’anni.

C’è chi ha provato stoppare il cambio della guardia al vertice di Banca Centro almeno fino alla conclusione del mandato del Cda in carica, ma Giovagnola ha voluto mantenere la parola data. E a fine anno uscirà di scena. Dalla scena della banca almeno. Per il resto si vedrà.

“Re Palmiro”, come lo chiamavano su questo giornale quando faceva il sindaco a Città della Pieve, ha 67 anni, non è tipo da pensione, di quelli che si mettono a fare l’orto. Gli piace correre e camminare, ma non farà il runner a tempo pieno. Ha fatto l’amministratore pubblico, il dirigente di partito. Anche nel mondo bancario, da presidente di una banca sempre più grande, è stato un banchiere con occhio attento alla politica. In Umbria, non solo nell’area del lago, Giovagnola è stato ed è tutt’ora una figura di riferimento. E non ha mai fatto mancare il suo punto di vista. Vedremo che succederà dal 1 gennaio 2021, ma l’impressione è che ne sentiremo ancora parlare e che si farà ancora sentire.

m.l.

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