E’ MORTO MARIO CORSO, IL RE DELLA FOGLIA MORTA

sabato 20th, giugno 2020 / 15:53
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E’ MORTO MARIO CORSO, IL RE DELLA FOGLIA MORTA
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E’ morto Mario Corso, detto Mariolino. Chi mastica di calcio e magari ha anche più di 55 anni sa di chi si parla. Corso è stato un giocatore fenomenale. Uno di quelli della “grande Inter” di Herrera degli anni 60,  quella famosissima la cui formazione era Sarti, Burgnich, Facchetti, Tagnin,  Guarnieri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani Suarez, Corso.

Una poesia. Tanto poesia che quando il presidente Moratti decise di cambiare il mediano, al posto di Tagnin prese Bedin, per non alterare la metrica…

Poi anche Peirò al posto di Milani e Domenghini… Ma per qualche anno l’Inter fu una squadra stellare che ruppe il dominio europeo del Real Madrid, del Barcellona, del Benfica e anche degli ungheresi..

Mariolino Corso giocava con l’11, il numero dell’ala sinistra, ma non era un’ala. Dell’ala aveva la tecnica e il cross, ma non la corsa. Corso, che Brera definì “participio passato del verbo correre” non correva, o correva poco, ma faceva correre il pallone. Era un’ala atipica. Praticamente un trequartista. Rifinitore. Con Suarez  a dettare i tempi e Tagnin o Bedin a spezzare le trame avversarie. Specializzato nei calci da fermo, divenne famoso per quelle punizioni “a foglia morta” che erano il suo marchio di fabbrica e la sua arma letale. Una delle armi letali  di quell’Inter miracolosa. Giocava quasi esclusivamente di sinistro e un allenatore israeliano lo definì “il piede sinistro di Dio”. Molto prima della “mano de Dios” di Maradona contro l’Inghilterra.

Corso giocava coi calzettoni abbassati, come Sivori, Altafini, Hamrin, Prati e Domenghini, come talvolta facevano anche Mazzola, Sormani, De Sisti e Chiarugi e molti eroi di quel calcio eroico che culminò con le Coppe dei Campioni dell’Inter e del Milan, ma anche con l’Europeo vinto nel ’68 e “el partido del siglo” Italia-Germania 4-3  all’Azteca di Città del Messico nel ’70…

Corso nell’Inter ha giocato 16 stagioni, segnando 95 gol…  Sedici stagioni con la stessa maglia oggi è una cosa impensabile. All’epoca di Corso e di Mazzola e di Rivera succedeva… Finì la carriera al Genoa, Mariolino Corso. Ma lui è stato e resta un mito nerazzurro.

Aveva 79 anni, era nato nel ’41. Se ne è andato ieri, in anticipo, come altri campioni della sua magica Inter come Sarti, Facchetti, Picchi, Milani e Peirò e Tagnin…

Con Mariolino Corso svanisce una stella, un’altra icona del calcio anni ’60-70, quel calco in cui una “foglia morta” cambiava le partite.

m.l.

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