CITTA’ DELLA PIEVE: RIPARTONO LE “LECTURAE DANTIS”, 6 CONFERENZE DEI PROF DEL LICEO PER CAPIRE IL POETA E IL PRESENTE…

sabato 01st, febbraio 2020 / 12:50
CITTA’ DELLA PIEVE: RIPARTONO  LE “LECTURAE DANTIS”, 6 CONFERENZE DEI PROF DEL LICEO PER CAPIRE IL POETA E IL PRESENTE…
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CITTA’ DELLA PIEVE –  Dopo il successo registrato lo scorso anno, riparte a Città della Pieve una iniziativa culturale interessante e da seguire. Interessante sia per il tema proposto, ma anche per il fatto che l’iniziativa è a cura dei docenti del Liceo “Italo Calvino” che così portano non solo la scuola fuori dalle aule. ma mettono a disposizione del pubblico, non solo degli studenti quindi, il proprio sapere. Parliamo della seconda edizione delle “Lecturae Dantis“. Ovvero di una serie di conferenze-lettura dalla e sulla Divina Commedia, secondo però un approccio interdisciplinare, con “divagazioni” e connessioni con la letteratura inglese e russa,per esempio, o con la pittura ecc.

Insomma un modo originale e d’effetto per conoscere meglio i temi e i testi danteschi, ma anche per entrarvi dentro da porte inusuali…

Il ciclo prevede 6 conferenze. La prima è in programma il 4 febbraio, aula Palomar del Liceo Calvino, ore 17,00. Tema: “Dante politicamente scorretto”. Docente relatore Lucia Annunziata.  Si prosegue l’11 febbraio, stessa sede, stessa ora. Tema:  “Immagini infernali”, docente Tiziana Beretta. Poi il 18 febbraio, il prof. Fabio Taralla parlerà di “Dante, Ulisse e il surf”… Il 24 il prof. Iuri Angeli affronterà il tema “La Commedia dei diavoli”. Due gli appuntamenti nel mese di marzo: il 3 si parlerà di “Dante e i Preraffaeliti” con Maria Luisa Meo; il 10, conferenza conclusiva su “Dante in Russia” con Luca Pipitone.

Insomma un bel viaggio in sei tappe dentro le suggestioni della “Commedia” e nel mondo dantesco, un viaggio proposto in modo non accademico o serioso, e neanche scolastico. Cosa utilissima, crediamo, anche agli studenti.

Con la cultura non si mangia disse qualche tempo fa un ministro della repubblica, e a parte il fatto che non è vero e che quel ministro disse una colossale sciocchezza, la cultura, anche quella con la C maiuscola, perché Dante e la Divina Commedia sono il massimo nel settore, offrono sempre spunti interessanti che fanno bene all’anima, alla mente e anche al corpo. Affrontare e ragionare su certi argomenti aiuta a capire il presente, quindi aiuta in sostanza a stare meglio. Saperne di più, guardare dentro certi testi, è un modo per vivere con maggiore consapevolezza.

Dante finì di scrivere la Commedia nel 1321, esattamente 700 anni fa. Eppure aveva già “visto”, analizzato e compreso un sacco di cose, molte delle quali ancora incredibilmente attuali…

Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade (…).                         
Se tu riguardi Luni e Orbisaglia come sono ite, e come se ne vanno di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia,                             
udir come le schiatte si disfanno non ti parrà nova cosa né forte, poscia che le cittadi termine hanno.

Ecco, nella Commedia, Canto XVI del Paradiso, il Poeta parla anche di Chiusi, e indica la città di Porsenna, insieme ad altre 3, come esempio di città decadute e in disfacimento… Oggi la situazione non è molto diversa: dopo la crescita tumultuosa e l’ubriacatura dell sviluppo urbanistico e commerciale degli anni ’60-70, adesso Chiusi viaggia con il freno a mano tirato ed è una cittadina in ambasce… Non è che dal ‘300 non si sia più ripresa. Ma di sicuro soffre e stenta a ritrovare una propria identità. E quindi ai chiusini farebbe bene rileggere quel passo dantesco e ad analizzare bene il riferimento alla “confusion de le persone” che “principio fu del mal de la cittade”…

m.l.

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