PERCHE’ LA FINLANDIA E’ PIU’ AVANTI DELL’ITALIA

lunedì 09th, dicembre 2019 / 16:43
PERCHE’ LA FINLANDIA E’ PIU’ AVANTI DELL’ITALIA
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Il vento del nord porta talvolta buone notizie. Dopo Greta Thunberg, che ha contribuito ad accendere i riflettori sull’emergenza climatica, Un’altra ventata di aria fresca viene dal Paese di Babbo Natale. E’ una buona notizia che ne racchiude in sé anche altre. La Finlandia ha un nuovo premier. Anzi una nuova premier. Si tratta di Sanna Marin. La prima buona notizia è che è un premier donna, la seconda è che ha solo 34 anni, ed è il promo ministro più giovane del mondo. La terza che è una esponente del Partito Socialdemocratico e non della destra sovranista. La quarta è che nel partito socialdemocratico finlandese Sanna Marin fa parte dell’ala più di sinistra. La quinta è che il nuovo governo guidato dalla Marin fa capo ad una coalizione di 5 partiti, tutti guidati da donne. Ma ce n’è anche un’altra di notizie, certamente più privata, ma ugualmente rilevante: Sanna Marin è cresciuta in una famiglia con due mamme: la madre vera e la compagna della madre… Una famiglia “arcobaleno”, di quelle che non piacciono alla Meloni e a Salvini.  Ma che evidentemente non danno frutti avariati…

Insomma una serie di belle lezioni in un colpo solo, quella che arriva dal paese delle renne e delle slitte… Un Paese che sta molto più a nord dell’Italia, ma anche – ammettiamolo – un po’ più avanti.

Non è venuta fuori proprio da nulla Sanna Marin: a 27 anni (cioè 7 anni fa) è stata eletta consigliere comunale…  Ma le va immaginate in Italia una consigliera comunale, anche di Roma o Milano, che diventa premier in 7 anni? è vero che Di Maio è addirittura più giovane della Marin. Ma intanto non è donna. Ed è espressione di un movimento che seleziona la propria classe dirigente attraverso la piattaforma Rousseau e non attraverso la gavetta politica o congressi di partito. Il che è molto diverso. E i risultati si vedono.

C’è insomma in giro per il mondo e anche in Europa una sinistra che è capace di rigenerarsi, di mostrare un volto nuovo e pulito, ma anche non annacquato e sbiadito nell’accettazione supina del neoliberismo e della globalizzazione così com’è… C’è una sinistra che sa essere e mostrare un volto radicale, e non si accontenta di fare testimonianza dall’opposizione, ma si cimenta anche con la prova del governo al massimo livello possibile.

Anche in Italia, in questo momento una parte della sinistra è al governo del Paese, insieme a quel movimento che ha come capo politico Di Maio e che diceva di voler aprire il Parlamento (e il Paese) come una scatoletta di tonno, salvo poi scoprirsi tonno esso stesso. In olio di semi.

In Italia ora spopolano le sardine, che riempiono le piazze, ovunque, da nord a sud, dall’Adriatico al Tirreno. Anche in città “inusitate” perché considerate da sempre terra del nemico (come Latina o Como) o città da poco conquistate dal nemico (come Perugia o Siena). E’ un movimento sorridente, colorato, antifascista e antisovranista, contro la politica del’odio e dell’esclusione, contro la paura e anche contro l’ignoranza eletta a sistema. Ma politicamente non ha ancora connotati precisi. E non è solo “giovanilistico”. Lo abbiamo già scritto in altri articoli: nei branchi di sardine ci sono anche tante teste e barbe bianche o grigie, ci sono 20enni e 50enni in cerca di una qualche rappresentanza dopo anni e anni di “vacatio” della sinistra. Qualcosa di più si capirà dalla manifestazione di Roma di sabato prossimo, una sorta di manifestazione nazionale, compendio di tutte le altre. Ma intanto il vento che tira sembra essere migliore di qualche mese fa…

L’elezione di Sanna Marin in Finlandia è in qualche modo una conferma per le sardine stesse che qualche obiettivo può essere raggiunto e nello stesso tempo le sardine che nuotano e invadono le piazze in tutta Italia e in in tutta Europa sono un bel sostegno alla stessa Marin, che può capire, anche visivamente, che non è sola.

Ve la immaginate una sardina femmina, di trent’anni e poco più, di sinistra con una famiglia arcobaleno alla spalle, che diventa premier dopo Conte?

Qualcuno dirà che anche Maria Elena Boschi aveva poco più di 30 anni quando era ministro, anche lei giovane e bella come la Marin. La differenza è che non era (e non è) di sinistra.

 

 

 

 

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