L’UMBRIA VERSO IL VOTO REGIONALE DEL 27 OTTOBRE: MA COME CI ARRIVA?

mercoledì 11th, settembre 2019 / 10:49
L’UMBRIA VERSO IL VOTO REGIONALE DEL 27 OTTOBRE:  MA COME CI ARRIVA?
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La candidatura  di Andrea Fora alla presidenza della Regione Umbria,chiancianese di residenza, sconosciuto politicamente ai più ,appoggiata, attualmente, da parte del variegato universo del Partito Democratico, ripercorre in salsa attuale una nuova “mini”stagione di impronta Ulivista, molti anni dopo e in un quadro politico generale enormemente cambiato.

Come spesso succede da anni, l’Umbria progressista, parliamo soprattutto del PD, una volta antesignana di aperture e visioni nazionali, prova una operazione a detta di molti, di retroguardia, forse perché sono non avanguardia politica diversi dei suoi esponenti di spicco, molti  sulla sessantina o giù di lì (nella foto a destra, il coordinatore/commissario del Pd Walter Verini).

Sono finiti i tempi del decentramento amministrativo, delle feste del Cioccolato (strutturalmente a suo tempo  ancorate alla fabbrica più grande e socialmente importante  di Perugia e provincia,) dei Festival Internazionali (Umbria Jazz e Spoleto) innovativi a livello assoluto ed espressione di una cultura nuova,una visione antesignana; dei Dario Fo e dei Ronconi del multiculturalismo universitario, della Città- Regione, dove anche i centri minori erano parte vivace del dibattito generale.

L’Umbria e Perugia sono tornate ad essere specchio della provincia Italiana, sospettosa, a volte incattivita, che si accontenta di sagre popolari e di improbabili rievocazioni storiche senza radici, come quella recente nel capoluogo regionale, Perugia 1416.

Ma questa storia recente è storia derivata dalla attuale  decadenza nazionale.

Decadenza in primis del pensiero della sinistra, ancorata spesso al pre 1989 (caduta del muro). Una sinistra che rischia di essere di facciata ed autoconsolatoria (quando c’era Berlinguer, Craxi era antesignano, Donat Cattin era vicino ai Sindacati e così via). Una discussione da reduci che parlano ai nipoti che li ascoltano affettuosamente, come una volta nelle sere invernali, vicino al focolare, sapendo che al risveglio la rigida temperatura mattutina sarebbe stata affrontata diversamente.

Ecco: un dialogo tra sordi ,dove invece di interrogarsi si rincorre il presente con improbabili ricette ritrovate nel cassetto della nonna, anche queste, auto consolatorie. Un pensiero globalmente debole che si esprime a destra con l’esaltazione delle “piccole patrie”, della cultura localista, del “noi soli contro tutti”.

Invece di trovare possibili interlocutori ci si esalta in queste “piccole patrie” a trovare il nemico quotidiano, il più povero che insidia i meno poveri.

Staremo a vedere, ma con la consapevolezza, come diceva il saggio, che a volte la storia si ripete,ma da Tragedia si ripresenta in Farsa.

Marco Bertozzi

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