GROSSO GUAIO PER DI MAIO: IL LEADER DEI GILET GIALLI CHE HA INCONTRATO EVOCA UN GOLPE PARAMILITARE IN FRANCIA…

venerdì 15th, febbraio 2019 / 14:18
GROSSO GUAIO PER DI MAIO: IL LEADER DEI GILET GIALLI CHE HA INCONTRATO EVOCA UN GOLPE PARAMILITARE IN FRANCIA…
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Ieri sera la trasmissione Piazza Pulita di Riccardo Formigli su la 7 ha mandato in onda un servizio dalla Francia. Per la precisione un “fuorionda” cioè una intervista rubata diciamo così, non ufficiale. Ma molto chiara ugualmente.

Uno dei leader dei Gilet Gialli, Christophe Chalençon, incontrato nei giorni scorsi da una delegazione dei 5 Stelle italiani tra cui Di Maio e Di Battista, ha detto testualmente che  “ci sono delle persone, dei paramilitari, pronti a intervenire, per rovesciare il governo Macron”. Dice ancora Chalençon che lui stesso rischia molto: “posso beccarmi una pallottola in testa in qualsiasi momento, ma me ne fotto…  perché so che se colpiscono me, Macron finisce sotto la ghigliottina… Se colpiscono me, c’è gente pronta a irrompere all’Eliseo e sfasciare tutto, compresi Macron, sua moglie e tutta la sua cricca”.

E continua: “Oggi tutto è calmo, ma siamo sull’orlo della guerra civile. Quindi si trovino soluzioni politiche, ma molto, molto rapidamente, perché ci sono persone pronte ad intervenire da tutte le parti…”. La giornalista chiede: “Militari?” Chalençon precisa: “Paramilitari. Persone che si sono ritirate dall’esercito e sono contro il potere”. La giornalista insiste: ” e tu sai questo? E’ inquietante”. “Certo che lo so” – risponde ancora Chalençon – “E’ inquietante, sicuro, ma voi non vi rendete conto… Macron ha paura. Te lo dico io, ha molta, molta paura!”

Le esternazioni di questo Chalençon sono davvero molto inquietanti. Un tizio parla ad una tv straniera, come rappresentante di un movimento di protesta, e afferma, con sicurezza che quel movimento che c’è gente, precisamente dei paramilitari usciti dall’esercito, pronta a intervenire, ad assaltare l’Eliseo e a rovesciare il Governo. Una cosa del genere ha un solo nome: Colpo di stato. In questo caso paramilitare. Non militare.

Magari il personaggio ha voluto fare lo sborone, ha evocato lo spettro dell’intervento armato, per far paura a Macron, per alzare il livello dello scontro, come si diceva un tempo… 

Il fatto che lo stesso personaggio abbia incontrato poche ore prima un ministro della Repubblica Italiana (seppure in questo caso n veste politica e non di ministro, ma cambia poco) che, al di là di qualche screzio recente è un paese contiguo, amico e alleato della Francia, è un altro elemento di inquietudine. Perché le dichiarazioni di Chalençon sono assai gravi. Probabilmente quelle cose il masaniello dei Gilet Gialli non le ha dette nell’incontro con la delegazione 5 Stelle.

La decisione del M5S di incontrare alcuni esponenti del movimento dei “gilet gialli”, tra cui proprio Chalençon, prefigurando una possibile alleanza dopo le Europee,  era stata  tra i motivi che avevano spinto la Francia a richiamare il suo ambasciatore in Italia, che oggi però tornerà a Roma. E’ dovuto intervenire Mattarella per calmare gli animi…

Che un movimento come i 5 Stelle incontri un altro movimento, anche quello trasversale e protestatario, in un altro Paese è un fatto politico che rientra nella normali prassi politica e nella ricerca di possibili convergenze a livello europeo. Ma Di Maio è il vicepremier del Governo Italiano. Scoprire che ha incontrato e ha parlato, auspicando una alleanza, con un tizio che non solo è tra i leaders di un movimento antagonista e antisistema, ma addirittura evoca e adombra un imminente golpe paramilitare in un Paese alleato, può lasciarlo indifferente?

Si rendono conto Di Maio e Di Battista con chi si sono incontrati? Adesso che faranno i 5 Stelle? Nel servizio ufficiale di Piazza Pulita Chalençon parla di sintonia con i 5 Stelle, con Di Battista in particolare, di alleanza possibile, anzi certa”. Per la verità, ad altri media ha dato versioni un po’ diverse…

Intanto alcuni siti web, parlando di Chalençon, lo descrivo come un “islamofobo di estrema destra” (e il riferimento del fuorionda ai paramilitari lo confermerebbe).

Certamente la protesta dei Gilet Gialli ha delle ragioni, alcune anche molto forti e il governo Macron non sembra essere il miglior governo possibile. Soprattutto per i poveri, per le classi meno abbienti.

Ma è anche vero che il movimento di protesta è molto eterogeneo, molto trasversale (pure troppo, questo è sempre un rischio) e a tratti anche confuso o quantomeno poco chiaro negli intenti.

Sentire dalla voce di uno dei suoi capi  che al suo fianco possono scendere in campo i paramilitari, cioè ex militari armati e antigovernativi, fa accapponare la pelle.

Qualcuno nei 5 Stelle (anche tra i parlamentari) ha ammesso che sarebbe stata necessaria una maggiore cautela nel programmare e mettere in agenda certi incontri da parte di Di Maio. Grosso guaio per Luigino…

Il quale, si è subito affrettato (oggi, dopo la bufera) a dire: “Non abbiamo intenzione di dialogare con chi parla di lotta armata o guerra civile!” Intanto però ci ha dialogato. Non conosceva Chalençon? Può darsi di no, ma per un ministro non è un buon indizio…

P.S. Vediamo, adesso cosa diranno anche i tanti 5 Stelle sparsi per il territorio. Domenica prossima a Chiusi terranno un’iniziativa sul Reddito di Cittadinanza (Ristorante Season ore 10,00). Magari sarà un’occasione per ascoltare qualche opinione in merito.

m.l.

 

 

 

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