PERUGIA: IN VISTA DELLE COMUNALI NASCE IL “RASSEMBLEMENT” DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD. SARA’ COSI’ ANCHE NEI COMUNI MINORI?

lunedì 03rd, dicembre 2018 / 12:12
PERUGIA: IN VISTA DELLE COMUNALI NASCE IL “RASSEMBLEMENT” DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD. SARA’ COSI’ ANCHE NEI COMUNI MINORI?
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Solo due giorni fa, su queste colonne, abbiamo ripreso una proposta lanciata dall’ex deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia sulla rivista Left, a proposito del come costruire “qualcosa di sinistra” a livello nazionale… Paglia, partendo dall’impossibilità conclamata di costruire un partito unico, ipotizza l’idea della “confluenza” dei tanti rivoli su obiettivi comuni, mantenendo però ognuno la propria identità.

E in contemporanea alla riflessione lanciata da Left (e poi anche da Primapagina) ecco che una prima risposta arriva da Perugia. In vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno nella primavera del 2019, nel capoluogo umbro, oggi amministrato dal centro destra, la sinistra a sinistra del Pd ha fatto la prima mossa, e sembra proprio una mossa in linea con la riflessione di Paglia. Una serie di forze e movimenti politici, sette per l’esattezza, ha infatti sottoscritto un patto per costruire una “coalizione di cittadinanza e popolare”.

Le firme in calce al patto sono quelle di Simona Fabbrizi per Sinistra Italiana; Oscar Monaco per Rifondazione Comunista; Silvia Ricci per “Possibile” (Area Civati); Francesco Tanzarella per Altra Europa;Fabio Sebastiani per il Partito Comunista; Luigini Ciotti per Sinisra Anticapitalista, Giuseppe Mattioli per La Sinistra per Perugia.

Un “rassemblement” insomma di tutto l’arcipelago a sinistra del Pd che si propone come coalizione “aperta alle migliori esperienze che animano il tessuto sociale cittadino e sostenuta da tutti coloro che si riconoscono nella tutela del bene comune” e si dichiara “chiaramente alternativa tanto al centrodestra e al M5S quanto al centrosinistra”.

Non sembra intenzionata la “coalizione di cittadinanza e popolare” a trattare con il Pd e con i suoi alleati. Almeno per ora. E se il patto è già un passo avanti notevole rispetto alla frammentazione fratricida che ha caratterizzato la sinistra perugina (ma non solo quella perugina), la netta presa di distanze dal centro sinistra e dal Pd pone il “fronte antagonista” su una posizione ancora di presenza e di testimonianza, con poche chances di vittoria alle comunali. Forse un tentativo di approccio con il Pd o con la parte di esso che auspica un ritorno a posizioni più marcatamente di sinistra, il rassemblement di Fabbrizzi, Monaco & C. potrebbe anche farlo.

A Perugia c’è la possibilità che la vittoria delle elezioni si decida al ballottaggio. Anche il centro destra non sta benissimo, il sindaco Romizzi è pressoché “latitante”,  la città in piena crisi di identità e di ruolo, e quindi un approccio o incontro con il Pd potrebbe avvenire al secondo turno, se il Pd o l’arcipelago di sinistra andranno al ballottaggio, cosa peraltro non scontata, anzi piuttosto difficile per entrambi.

Vedremo come evolverà la campagna elettorale. E anche cosa succederà nel Pd. Sarà interessante capire se l’operazione fatta a Perugia dalle 7 sigle della sinistra a sinistra del Pd, sarà esportata e replicata anche in altri comuni in cui si voterà. Per esempio a Castiglione del Lago o a Città della Pieve, due realtà oggi a guida Pd, ma ormai contendibili, con Lega e 5 Stelle pronti a dare l’assalto finale.

Simona Fabbrizi è pievese e si è già esposta in qualche iniziativa nella città del Perugino; Oscar Monaco, segretario di Rifondazione, è invece castiglionese e a Castiglione del Lago si voterà, come a Perugia, con il doppio turno. I due ora che una strada è stata in qualche modo individuata, potrebbero provare a tessere la tela anche in periferia, dove tra l’altro l’arcipelago ha meno isole, ma una sinistra diffusa e dispersa c’è e da anni è senza casa e senza bandiera…

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emma villas-monza
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