TORRITA DI SIENA: IL SINDACO GRAZI FA UN PASSO DI LATO E RASSEGNA LE “QUASI DIMISSIONI”

domenica 02nd, dicembre 2018 / 13:10
TORRITA DI SIENA: IL SINDACO GRAZI FA UN PASSO DI LATO E RASSEGNA LE “QUASI DIMISSIONI”
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TORRITA DI SIENA –  Era inevitabile. E così, dopo la scoppola subita al referendum sulla fusione dei comuni di Torrita di Siena e Montepulciano, il sindaco torritese Giacomo Grazi, uno dei pasadaran pro-fusione e grade sconfitto della competizione, con il 77% dei suoi concittadini che gli hanno votato contro, fa un passo indietro. Anzi di lato. Non si dimette ma quasi. Diciamo che lancia l’opzione delle “quasi dimissioni”. Che non è una semplice pausa di riflessione e non può esserlo, perché Grazi è ormai vicino, come gran parte de suoi colleghi della zona, alla fine del mandato e Torrita a primavera sarà  chiamata alle urne per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. Difficile dunque ipotizzare una pausa e poi il ritorno in campo in questa legislatura. Come nel calcio, una volta fatta la sostituzione, non è che si possa tornare indietro e rifare il cambio al contrario.

La decisione Grazi l’ha annunciata in una lettera inviata al Consiglio Comunale il 30 novembre, appena tornata da Firenze dove aveva partecipato ala Festa della Toscana. Quacuno, ne capoluogo regionale gli ha dato qualche consiglio in un orecchio?

Scrive Grazi: “Il risultato del recente referendum consultivo sulla fusione mi impone alcune necessarie valutazioni e riflessioni che ho iniziato a fare e che mi vedranno impegnato nelle settimane future. Per questi motivi vi comunico che ho intenzione di affievolire il mio impegno in amministrazione, utilizzando gli strumenti previsti dalla legislazione vigente in caso di assenza o impedimento temporaneo del sindaco. A tal fine la figura del vicesindaco Sara Maccioni sarà chiamata ad un impegno maggiore rispetto ale sue attuali funzioni, avendo la certezza, per quanto ha dimostrato fino ad ora, che sarà di sicuro in grado di portare avanti i progetti in itinere e di far funzionare pienamente la macchina amministrativa per questo periodo nel quale sarò meno presente. Naturalmente Sara Maccioni potrà contare sull’apporto qualificato e costante della Giunta e del Gruppo di Maggioranza e- sono sicuro- di tutto il Consiglio Comunale”…

Questa la parte focale della lettera in cui il sindaco Grazi lascia le consegne alla sua vice Sara Maccioni. Quale sia l’impedimento che lo fa allontanare dall’impegno di promo cittadino non lo dice, ma è evidente che si tratti di una scelta politica. Forse, come dicevamo, che qualcuno gli ha consigliato. Finora infatti Grazi aveva sempre sdegnosamente smentito ogni ipotesi di dimissioni rispedendo al mittente anche le richieste in tal senso avanzate dalle opposizioni e da esponenti del Comitato per il NO alla fusione.

Ora ci ha ripensato e si mette “in aspettativa”, forse per vedere se il Pd deciderà di insistere su di lui o comunque sulla continuità rispetto alla sua giunta in vista delle prossime amministrative, oppure deciderà di cambiare pagina…

In effetti nel Pd fino ad ora, anche dopo l’esito disastroso del referendum, la linea sembrava essere quella della riconferma di Grazi.

Il passaggio del ruolo di front man a Sara Maccioni, che diventa quindi una front woman, ha il sapore dell’investitura. Ma non è detto che vada a finire così, tra i papabili alla candidatura a sindaco c’è anche Michele Cortonicchi, che finì nel tritacarne per le firme fasulle all’epoca della scelta del segretario provinciale del partito…

Intanto le “quasi dimissioni” di Grazi sono un fatto nuovo.

M.L.

 

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Farida
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