LO SFRATTO DEI CASAMONICA A ROMA. ERA ORA. MA NON E’ LA PRIMA VOLTA. LEGA E M5S CI SANNO FARE CON LA COMUNICAZIONE

giovedì 22nd, novembre 2018 / 12:11
LO SFRATTO DEI CASAMONICA A ROMA. ERA ORA. MA NON E’ LA PRIMA VOLTA. LEGA E M5S CI SANNO FARE CON LA COMUNICAZIONE
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L’abbattimento delle villette abusive dei Casamonica nel quartiere Quadraro di Roma ha fatto certamente scalpore. “Finalmente la ruspa!” contro un clan malavitoso. Molti giornali, telegiornali e siti web hanno messo in risalto il fatto che “per la prima volta finisce l’impunità per i Casamonica e una parte della città viene riconsegnata alla legalità”. Non a caso la demolizione è avvenuta alla presenza della sindaca Virginia Raggi, ma anche del ministro dell’Interno Salvini e addirittura del Primo Ministro Conte. Il tutto naturalmente in favore di telecamera. Diciamolo, l’operazione è positiva e giusta. Doverosa verrebbe da dire, visto che quegli immobili dovevano essere abbattuti da 20 anni. Qualcuno senz’altro ha tergiversato, fino ad ora. Ma sia a Virginia Raggi che al governo serviva una botta di adrenalina, un colpo di teatro… E dal punto di vista mediatico-propagandistico la demolizione delle villette dei Casamonica è stata certamente una operazione fenomenale. Il governo scricchiolava per le tensioni tra Salvini e Di Maio e sopratutto Fico sulla questione dei termovalorizzatori, per alcuni passaggi parlamentari controversi, per le pressioni dell’Europa… Lo sfratto dei Casamonica a suon di colpi di ruspa, ha rimesso tutto a posto, ha ridato credibilità ai due contraenti di governo, Lega e 5 Stelle, facendoli apparire come i giustizieri della notte, i cavalieri senza macchia e senza paura, al contrario di chi li ha preceduti, sindaci e governi, che invece mai si erano spinti a tanto nella lotta all’illegalità nella capitale. Quindi Rutelli, Veltroni, Marino e anche Alemanno tutti disattenti o conniventi, mentre adesso sì che si fa sul serio. Sui social la maggioranza dei post e dei commenti, soprattutto da parte di militanti 5S, sono stati di questo tenore. Basta navigare un po’ su facebook per averne conferma. 

Ma anche quella della “prima volta” è una delle tante fake news che circolano di questi tempi.Una notizia non propria esatta. E’ stata sì la prima volta che lo sfratto è avvenuto con il premier e il ministro dell’Interno presenti e con duemila telecamere al seguito, ma non la prima volta che sono stati sequestrati e confiscati beni ai Casamonica. Di sequestri anche di ville e proprietà immobiliari ce ne sono stati parecchi, dal 2003 ad oggi. L’ultimo è avvenuto nel 2017.

Le cronache infatti riportano vari episodi:  “nel 2003, con le operazioni «Esmeralda» e «Gipsy 2» condotte dalla Dia, vengono sequestrati beni per un valore di 85 milioni di euro: ville hollywoodiane (una di 1.500 metri quadrati con 20 stanze) nella zona dei Castelli romani e appartamenti in Costa Smeralda (23 immobili verranno definitivamente confiscati), 75 vetture di lusso (Ferrari, Bentley, Rolls- Royce,Mercedes,Bmw), vasi antichi, 33 cavalli da corsa, 200 conti correnti, autosaloni, questi ultimi utilizzati per riciclare il denaro sporco”.

Nel 2008 viene sequestrata una villa, sempre nei dintorni della capitale.

Nel 2010 la Direzione distrettuale antimafia di Roma e la polizia anticrimine mettono nel mirino il ramo di Rocco Casamonica, in affari con le ‘ndrine calabresi, e sequestrano quindici aziende, 13 società di capitali, 21 cooperative (una movimentava tre milioni di container nel porto di Gioia Tauro) e 165 conti bancari tra Lazio, Campania e Calabria per un valore di circa 10 milioni di euro. Sempre nel 2010 viene sequestrata un’area vincolata di quattromila metri quadrati su cui si trovano una villa con piscina e circa 25 monolocali affittati a cittadini extracomunitari. Nello stesso anno i carabinieri di Frascati sequestrano 15 milioni di euro a Raffaele Casamonica e signora: 36 unità immobiliari nella sola Capitale, due megaville fuori Roma, terreni agricoli ed edificabili. Più una Ferrari Testarossa.

Nel gennaio del 2012 polizia e carabinieri irrompono nella«piccola Scampia» dei Casamonica, in zona Romanina, e dentro a una quindicina di villette trovano rubinetteria d’oro e arredi da film. Vengono sequestrati anche diversi terreni, 36 autovetture, 20 orologi di valore, un borsone pieno d’oro, 135 mila euro in contanti, 28mila euro in titoli oltre a conti correnti, depositi bancari e postali. Il valore complessivo dei beni è di circa 5,5 milioni di euro…

Nel dicembre del 2017, esattamente un anno fa un altro duro colpo al clan: con un blitz della Guardia di Finanza, si procede al sequestro del patrimonio aziendale e dei relativi beni di quattro società di capitali e una ditta individuale. Ognuna operante nel commercio di autovetture. Nella lista dei sequestri un ristorante, un cavallo purosangue da corsa e nove unità immobiliari. Per non parlare dei rapporti finanziari che portano ad un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro…  I sequestri  operati dalle Fiamme Gialle sono scattati su decreto del Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su diretta richiesta della direzione distrettuale Antimafia capitolina…

Insomma non è che in passato siano stati tutti a guardare, lasciando i Casamonica e altri clan a spadroneggiare in interi quartieri di Roma. Di operazioni “sensazionali” ce ne sono state parecchie. Sotto tutti i governi da Berlusconi a Gentiloni… Ma quelle non hanno fatto notizia. O ne hanno fatta meno. La ruspa è sempre la ruspa. E la demolizione è più di un semplice sequestro. Ma il sequestro non è acqua fresca, le confische nemmeno.

Salvini, Di Maio & C. sono bravi nella comunicazione. Il capo politico dei 5 Stelle non saprà usare bene i congiuntivi, il leader della Lega è anche un po’ greve in certe sue espressioni, ma sanno benissimo come usare il tam tam che è il primo e più antico di tutti i social… Sanno bene, perché forse è l ‘unica cosa che hanno studiato, come si lancia un tormentone in tv. La nuova politica di nuovo ha solo questo. L’uso e l’abuso dei media. E l’uso della propria claque per alimentare e moltiplicare il tam tam. Nell’era dei social media il “troll” è un gioco da ragazzi, che però funziona alla grande.

In questo son bravi. C’è stato un tempo in cui era bravo anche Berlusconi (lui usava le sue televisioni) e poi è venuto Renzi, che ci ha provato, ha dato l’impressione di essere un genio uscito chissà da quale lampada, pareva che dovesse rottamare questo mondo e quell’altro e alla fine ha rottamato solo il suo partito, tagliando il ramo su cui era seduto. Un genio, appunto.  L’unico leader capace di rottamare se stesso senza accorgersene. Ora governano Lega e 5 Stelle, che sono perennemente “on line”. Più sui social che a palazzo Chigi. Il loro primo lavoro sembra essere proprio quello del battage mediatico. Poi viene l’attività di governo.

Tutto questo, insieme alle sparate di Salvini sui migranti, sull’invasione  (che non c’è, ma è percepita), sulla sicurezza a rischio… fa venire in mente un ragionamento del nazista Herman Goering fatto durante il Processo di Norimberga con lo psicologo americano Gustave Mark Gilbert.  “E’ ovvio, la gente non vuole la guerra. Perché mai un povero contadino zoticone vorrebbe rischiare la propria vita in guerra quando il meglio che gli possa succedere è tornare alla sua fattoria sano e salvo? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra. Non la vuole in Russia né in Inghilterra né in America, e neanche in Germania, per quel che vale. Si capisce. Ma dopotutto sono i leader del Paese che determinano le politiche, ed è facile trascinare la gente dietro a tali politiche, sia tale Paese una democrazia o una dittatura fascista o un Parlamento o una dittatura comunista. È facile. Tutto quello che c’è da fare è dire alla gente che sta per essere attaccata, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il Paese, bisogna spaventarla la gente, inculcargli la paura, imbottirla di paura… Funziona allo stesso modo in ogni Paese”.

Così funzionò la propaganda nazista, così oggi funziona il tam tam… Si può fare così per ottenere la legge sulla legittima difesa, ad esempio; oppure per mettere al bando le ONG che salvano i migranti in mare; oppure, lavorando sul lato contrario, fare una cosa e dire che siamo i primi farla, che gli altri non l’hanno mai fatta, che è la prima volta che si ottengono dei risultati, e anche se questo non è vero la gente crederà che sia vero… E’ la teoria di Goering applicata all’oggi. E’ la comunicazione ai tempi del sovranismo e del tam tam.

m.l.

Nelle foto: le ruspe in azione e, al centro, il premier Conte dentro una delle villette poi abbattute.

 

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