PROGETTO ACEA, INTERROGAZIONE DEI 5 STELLE AL SINDACO DI CHIUSI. IL CONFRONTO RICOMINCIA…

giovedì 22nd, novembre 2018 / 17:59
PROGETTO ACEA, INTERROGAZIONE DEI 5 STELLE AL SINDACO DI CHIUSI. IL CONFRONTO RICOMINCIA…
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CHIUSI – Dopo, la pubblicazione su queste colonne della notizia che Acea Ambiente Srl ha richiesto alla Regione Toscana una serie di certificazioni ambientali relative al progetto dell’impianto di trattamento fanghi di depurazione a Chiusi, con tanto di progetto definitivo allegato (definitivo, non esecutivo, perché il progetto esecutivo potrà essere presentato solo dopo aver ottenuto le certificazioni con il parere favorevole del Comune di Chiusi), il Movimento 5 Stelle, che è partito di lotta e di governo, ha immediatamente presentato a sua volta una interrogazione consiliare con la quale chiede al Sindaco di Chiusi “come e quando intende sviluppare il confronto con i cittadini, associazioni ed esperti quale partecipazione pubblica in merito all’insediamento di ACEA Ambiente s.r.l. all’interno del territorio comunale, posto l’avvenuta presentazione dell’istanza di autorizzazione; se gli uffici comunali preposti o il Sindaco hanno ricevuto la documentazione di progettazione e in quale data; se gli uffici comunali preposti hanno ricevuto il piano bonifica di dettaglio; come e quando intende rendere edotto il Consiglio Comunale e in specie la Commissione Consiliare appositamente costituita per l’esame dell’iter procedurale e relativi aspetti secondari sul progetto e costruzione dell’impianto Acea Ambiente”.

Poi, nella medesima interrogazione, i 5 Stelle chiedono a Bettollini se “in merito a BioEcologia, abbia effettiva conoscenza dell’esistenza di un interesse da parte di Acea Ambiente nell’acquisto del depuratore e/o nella acquisizione delle quote societarie di quest’ultima; se abbia conoscenza del significato delle espressioni rese in sede di approvazione del bilancio di Bio-ecologia ove si parla di cessione del 100% delle quote indicando verso quale soggetto viene prospettata tale cessione; se abbia richiesto copia dell’approfondito studio che si dichiara effettuato da Bio-Ecologia e diretto ad affermare la contaminazione della falda escludendo la responsabilità di Bio ecologia, posto che ciò è di grande rilevanza per il territorio amministrato”.  Sempre a proposito del depuratore esistente (Bioecologia Srl) le due consigliere 5 Stelle Martinozzi e Cippitelli ricordano che il sindaco, in Consiglio Comunale  il 15 giugno parlò espressamente di acquisto del depuratore da parte di Acea. E che nell’area del centro carni risulta dalla stessa documentazione presentata da Acea alla Regione Toscana, “la presenza di amianto nelle coperture di manufatti non ancora demoliti, nonché in consistenti cumuli a terra ove questi elementi della copertura in parte frammentati, sono grossolanamente accatastati insieme ad altre componenti terrose e vegetali”.

Insomma una interrogazione ampia e complessa tendente a fornire lo stato dell’arte rispetto al progetto Acea e anche alla bonifica dell’area che Acea Ambiente si è impegnata a fare ed ha anche inserito nel progetto inviato alla Regione.

Proprio la bonifica dell’area complessiva dell’ex centro carni è uno dei punti di forza addotti finora dal Comune per avvalorare il progetto Acea. E’ ovvio che ci vorrà del tempo, ma almeno i “cumuli a terra con frammenti di amianto”, quelli crediamo debbano essere rimossi immediatamente, perché esiste il rischio di spolvero… Fortuna che piove, verrebbe da dire. Ma è solo una battuta. La questione invece è seria. Quei cumuli lasciati all’aperto, senza alcuna protezione, sono un elemento di rischio che va rimosso o messo in sicurezza quanto prima.

Per il resto la pubblicazione della richiesta di VIA e altre certificazioni ambientali da parte di Acea Ambiente alla Regione è del 14 novembre. Una settimana fa. La verifica dei requisiti per ottenere tali certificazioni richiederà 6-7 mesi (secondo la norma).  Il procedimento è in capo alla Regione, non al Comune. Il Comune rilascerà un parere in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e sarà un parere vincolante. 

Comunque adesso, con la documentazione presentata e scaricabile dal sito della Regione, c’è un po’ di materiale in più rispetto alla relazione di massima che Acea Ambiente allegò all’offerta di acquisto del terreno dell’ex centro carni. Il sindaco risponderà in Consiglio all’interrogazione 5 Stelle. La commissione consiliare nel frattempo comincerà a valutare le carte. Ascolteremo risposte e valutazioni.

Come abbiamo già scritto nell’articolo di due giorni fa, il fatto nuovo c’è. Acea con la richiesta delle certificazioni, attesta la volontà di procedere. E conferma sia la tecnologia indicata nella relazione iniziale che è quella di Ingelia, sia l’impegno a rilevare il depuratore esistente e a bonificare tutta l’area.

La “fase di partecipazione” chiesta anche dal Consigliere regionale Fattori (Si,Toscana a sinistra), a questo punto si può anche aprire. Ma la Regione Toscana lo aprirà solo se il progetto risulterà approvabile. Poi toccherà al comune, al quale spetta l’autorizzazione urbanistica. E, come dicevamo, il parere sulla VIA.

Ovvio che il progetto per ottenere il parere favorevole del Comune deve rientrare non solo nei parametri urbanistici, ma anche nel “recinto” fissato dalla delibera del giugno scorso che vieta la costruzione di inceneritori, termovalorizzatori e impianti che producano emissioni nocive… 

Si tratterà di valutare anche la tipologia e l’uso che si può fare del prodotto che uscirà dall’impianto. Perché anche quello è un elemento dirimente. Inquina, non inquina, è utile, è remunerativo? Al momento non è del tutto chiaro.

La partita è aperta. L’esito non è scontato. Sui social c’è chi sostiene che l’impianto Acea sia un rischio per l’ambiente e per la salute dei cittadini e sia pure in contraddizione con le aspettative turistiche di Chiusi e della zona circostante e chi invece vede nel progetto Acea l‘opportunità di migliorare la situazione esistente, con l’ammodernamento del depuratore attuale e l’eliminazione di alcune tipologie di rifiuto trattate attualmente come il percolato di discarica e i reflui industriali;  con la bonifica dell’area e con la possibilità di smaltire i fanghi dei depurazione senza spargerli nei campi, ricavandone pure un introito economico e qualche posto di lavoro.

Noi siamo per valutare bene le carte, con la massima attenzione e cautela, ma senza pregiudizi.

I 5 Stelle per esempio sono favorevoli a livello nazionale a impianti che facciano riferimento al riciclo e all’economia circolare (e Acea sostiene che quello proposto per Chiusi sia un impianto del genere), ma qui contestano il metodo e la scarso coinvolgimento della popolazione. La Lega invece è per gli inceneritori e i termovalorizzatori senza tanti giri di parole.  Il Pd tace.

Ogni posizione è legittima.  E’ giusto però che le valutazioni tecnico scientifiche sul progetto vengano fatte da tecnici ed esperti e non sull’onda di paure e allarmismi da un lato o facili ottimismi dall’altro. Le valutazioni politiche sono altra cosa. E quelle debbono partire dalla situazione di partenza, cioè dall’esistente. E debbono tener conto dei pro e dei contro in relazione al contesto e alle necessità. I fanghi di depurazione, compresi quelli prodotti dal depuratore di Chiusi, in qualche modo e da qualche parte vanno smaltiti. Ed bene che ciò avvenga nel modo meno rischioso per la salute e per l’ambiente. Spargerli nei campi, magari alzando la soglia di tolleranza degli inquinanti, non è certo il modo migliore… E’ su questo terreno che gioca (o dovrebbe giocare) la politica più che sulle caratteristiche organolettiche del biochar…

 

 

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