CITTA’ DELLA PIEVE, PRIME REAZIONI ALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO. DA DESTRA E SINISTRA SALE LA RICHIESTA DI RIAPRIRE LA PARTITA DELL’OSPEDALE UNICO

mercoledì 19th, settembre 2018 / 17:25
CITTA’ DELLA PIEVE, PRIME REAZIONI ALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO. DA DESTRA E SINISTRA SALE LA RICHIESTA DI RIAPRIRE LA PARTITA DELL’OSPEDALE UNICO
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CITTA’ DELLA PIEVE – Le reazioni alle sentenza del Consiglio di Dtato che lascia chiuso il pronto soccorso, non si sono fatte attendere.

Il Comune replica così:  “Viene accolto il ricorso della Azienda USL e confermata la chiusura del Pronto Soccorso di Città della Pieve. La sentenza del Consiglio di Stato chiude la vicenda giudiziaria. Non si chiude invece la richiesta di Città della Pieve e di questa area di avere servizi sanitari efficienti e qualificati. Ora più che mai serve che il processo di riqualificazione, che l’iter giudiziario ha interrotto, venga rapidamente ripreso e prima possibile si riconsegni a Città della Pieve una struttura capace di erogare servizi e di assolvere alla funzioni previste. Si proceda rapidamente al completamento dei lavori per l’apertura del reparto di riabilitazione, per la realizzazione della risonanza magnetica e di tutte quelle attività ambulatoriali non più procrastinabili. Si auspica infine che prevalga un generale senso di responsabilità che ponga il malato e la qualità del servizio erogato davanti ad ogni logica ed interesse di parte”. Un commento non proprio bellicoso. Anzi, l’amministrazione locale chiede che di proceda rapidamente alla “rincoversione” dell’ormai ex ospedale, secondo le linee a suo tempo definite. Il che sembra un atto di rassegnazione alla chiusura del Pronto soccorso e in definitiva dell’ospedale. Un passo indietro rispetto alla battaglia intrapresa dallo stesso sindaco Scricciolo a fianco del Comitato, contro il ricorso presentato da Regione e Asl.

Ma quella del Comune non è l’unica reazione. Gianni Fanfano che nei giorni scorsi ha adombrato l’ipotesi di una discesa in campo “a modo suo” in vista delle prossime amministrative di primavera, scrive “Credo che sia maturo il tempo per chiedere l’adesione alla Toscana”, evidenziando con ciò una critica netta verso le politiche regionali umbre.

Ettore Serpico, animatore della pagina facebook “Città della Pieve viva” rilancia l’idea del’ospedale unico del Trasimeno, come “unica soluzione possibile”. Ed Ettore Serpico è notoriamente figura di sinistra. Ma la stessa posizione la esprime anche Lorenzo Berna, che invece è notoriamente di destra.

Scrive Berna: “La conclusione della vicenda giudiziaria sulla chiusura del Pronto Soccorso di Città della Pieve, conseguenza della decisione di deospedalizzazione della struttura assunta con l’accordo di programma del 2005, solo apparentemente mette la parola fine alla questione. Essa si sposta, adesso, sul tavolo su cui si sarebbe dovuta risolvere sin dall’inizio, ovvero quello della politica. Se il ricorso al TAR contro la soppressione del Pronto Soccorso cittadino non è stato accolto, quanto meno è servito a dimostrare infatti, e con tutto il clamore dovuto, l’incapacità della classe politica del Trasimeno Pievese. Essa, dopo aver imboccato tardivamente, ed i fatti lo confermano, la via dell’ospedale unico, ha tollerato senza colpo ferire che il progetto di nuovo ospedale venisse stracciato. Non è servito a produrre un sussulto nemmeno l’ingiuria della inutile spendita di 1 milione e 200 mila euro per la progettazione della nuova struttura, poi abbandonata come nulla fosse ed in modo del tutto unilaterale dalla Regione Umbria.
Adesso i sindaci del Trasimeno Pievese, quelli ancora in carica e quelli che saranno eletti alle prossime elezioni del 2019, sono chiamati a compiere un gesto politico che li farà ricordare come amici o nemici del popolo. Ovvero mettere al punto 1 dell’agenda di governo la realizzazione del nuovo ospedale unico.
Svegliatevi, adesso viene il bello!”
La campagna elettorale per le comunali che si avvicina a passi veloci, potrebbe riproporre questo tema all’ordine del giorno. Chiaro, a questo punto, che il problema non riguarda solo la sanità e gli aspetti tecnico-logistici afferenti il Pronto soccorso, ma, come si diceva un tempo, è politico. E toccherà alla politica affrontarlo.  Il Pd, partito di maggioranza, per ora non favella. Il tema è trasversale e potrebbe sollecitare inedite e inusitate alleanze. Il Pd rischia, ancora una volta di ritrovarsi tra l’incudine e il martello, additato come il titolare di tutte le colpe e incapace di sostenere la parte, anche laddove ha deciso di cambiare strategia… Non una bella situazione insomma. Altri (5 Stelle, Pieve di Tutti per esempio) rischiano invece di scivolare nella palude fangosa delle propaganda a buon mercato, nel tentativo di sfruttare questa vicenda a fini meramente elettorali e in funzione anti Pd. La tentazione è forte è a giudicare da alcuni commenti apparsi sui social sembra che qualcuno ci sia già cascato, mani e piedi.
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