PERUGIA, MUORE A 72 ANNI LA GIORNALISTA E SCRITTRICE CLARA SERENI

giovedì 26th, luglio 2018 / 18:49
PERUGIA, MUORE A 72 ANNI LA GIORNALISTA E SCRITTRICE CLARA SERENI
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PERUGIA –  E’ morta ieri all’età di 72 anni  Clara Sereni, scrittrice, giornalista ma anche traduttrice e ‘ultimista’, come amava dire di sé.

Nata a Roma nel 1946, figlia di Emilio Sereni, storico dirigente del Pci, la scrittrice, che da anni si era trasferita a Perugia, aveva dedicato la sua vita all’impegno politico e culturale, oltre che sociale. Il suo libro d’esordio, Sigma Epsilon, del 1974, fu una fotografia, in chiave autobiografica, del frenetico impegno politico della sua generazione. Tredici anni dopo pubblicò Casalinghitudine, una sorta di ‘ricettario’ che lega insieme eventi del proprio passato. Manicomio primavera, del 1989 e il romanzo Il gioco dei regni, del 1993, gli valsero la fama a livello nazionale.

Ma Clara Sereni non è stata solo una scrittrice. A lungo impegnata in politica, a Perugia fu vicesindaco con delega alle politiche sociali dal 1995 al 1997,  ha fondato anche la fondazione La città del sole onlus, di cui fu presidente per i primi undici anni dalla fondazione, nel 1998. Suo figlio Matteo, avuto dal matrimonio con lo sceneggiatore Stefano Rulli, soffre infatti di autismo dalla nascita. Dall’anno di fondazione, ancora oggi La città del sole onlus si occupa di integrare in società soggetti con disabilità psichiche e mentali medio-gravi. Da questa esperienza è nato anche il film girato dallo stesso Rulli ‘Un silenzio particolare’, che narra l’esperienza di vita del figlio Matteo, protagonista della pellicola.

Editorialista per i quotidiani L’Unità e Il Manifesto, la Sereni ha anche tradotto e curato opere di Balzac, Stendhal, Madame de La Fayette. Tra i suoi ultimi romanzi ‘Via Ripetta 155’ si classificò in finale al premio Strega 2015. Ha curato l’antologia di racconti Amore caro (Milano, Cairo, 2009), scritti, tra gli altri, dalla stessa Sereni e da  Franco Amurri, Oliviero Beha, Paola Cortellesi, Pulsatilla, Barbara Garlaschelli.

L’Umbria perde una delle figure intellettuali di maggior spicco. Schiva e fuori circuito, spesso, ma una mente pensante e lucida come poche. Testimone di una generazione inquieta e impegnata.

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