SIENA, I 5 STELLE RISCHIANO DI RIMANERE FUORI DALLE ELEZIONI COMUNALI DEL 10 GIUGNO. MOTIVO? LO SCONTRO TRA I DIRIGENTI LOCALI E I VERTICI NAZIONALI E REGIONALI.

domenica 06th, maggio 2018 / 13:12
SIENA, I 5 STELLE RISCHIANO DI RIMANERE FUORI DALLE ELEZIONI COMUNALI DEL 10 GIUGNO. MOTIVO? LO SCONTRO TRA I DIRIGENTI LOCALI E I VERTICI NAZIONALI E REGIONALI.
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SIENA –  Il 10 giugno si terrà il primo turno delle amministrative. Tra i Comuni chiamati al voto c’è anche quello di Siena. Mancano dunque poche ore alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste e nella città del Palio potrebbe verificarsi una situazione clamorosa. Il primo partito nazionale, quello che ha vinto le politiche del 4 marzo, potrebbe non figurare sulla scheda. Parliamo del Movimento 5 Stelle che potrebbe dare forfait. Non per scelta politica “aventiniana”, o per qualche error procedurale, ma per lo scontro aperto che si è determinato tra il livello locale e i vertici regionali e nazionali del Movimento. Uno scontro che dura dalla campagna elettorale per le politiche quando i 5 Stelle senesi segnalarono come inopportuna la candidatura all’uninominale di Salvatore Caiata, che era stato coordinatore del Pdl quota Forza Italia, e poco prima del 4 marzo si scoprì che era sotto inchiesta da due anni per riciclaggio. Il Movimento senese ha scelto come candidato sindaco Luca Furiozzi, ma l’ok dei vertici nazionali non arriva. Anzi pare che ci sia stato un vero e proprio veto nei confronti di Furiozzi, da parte del consigliere regionale Giannarelli, capo del movimento in Toscana, e del responsabile enti locali nazionale Alfonso Bonafede, vicinissimo e fedelissimo di Luigi Di Maio.

Qualche giorno fa il consigliere comunale e capogruppo senese Michele Pinassi  dichiarava sconsolato: “la lista deve essere corredata da 200 firme, e il ritardo nella certificazione da parte dei vertici del movimento rischia di vanificare tutto il lavoro fin qui svolto… Non nego un senso di impotenza e delusione… non sappiamo la mancata certificazione sia dovuta ad un semplice ritardo nell’elaborazione delle pratiche o alla precisa volontà di non certificare la lista senese…”. Adesso anche Pinassi ammette che il Movimento 5 Stelle, che  a Siena ha fatto battaglie importanti sul Monte dei Paschi, sui rifiuti, sull’acqua,  rischia seriamente di stare fermo un giro, e fuori dal Consiglio per 5 lunghi anni.  Una prospettiva che non gli piace per niente. E  ha tutte le ragioni per essere sconcertato e deluso (tutta la nostra solidarietà, per quello che conta). Se davvero la mancata approvazione della lista fosse una “rappresaglia” per far pagare ai grillini senesi la loro “insubordinazione” circa la candidatura di Caiata, allora sarebbe veramente un segnale inquietante.

La vicenda appare piuttosto grottesca. I 5 Stelle che sono sulla cresta dell’onda rischiano di dover rinunciare a competere per il governo della città del Palio, per una bega interna. Neanche nel periodo d’oro della correnti democristiane si è mai arrivati ad una situazione del genere.  Il 4 marzo scorso i 5 Stelle a Siena hanno ottenuto circa il 20% dei voti, potevano oggettivamente sperare di andare oltre alle comunali. Ma questa storia certamente non li aiuta. Anche se la certificazione nazionale dovesse arrivare in extremis, l’immagine del Movimento risulta comunque  compromessa. E non poco. Il nuovo che avanza appare più vecchio del vecchio. E ostaggio di un vertice che fa e disfà a proprio piacimento. Del resto però è noto che la democrazia e l’autonomia dei vari livelli del movimento è quella dettata dai contratti stipulati con una Srl, la Casaleggio & Associati. Ed è quindi quella che si contempla non nei partiti politici, ma nelle aziende commerciali dove il  padrone o il Cda licenzia e promuove chi vuole, certifica o non certifica a seconda dei propri business plan, non certo per il bene della comunità.

Se invece la certificazione non dovesse arrivare e i 5 Stelle non parteciperanno alle comunali di Siena, i cittadini che avrebbero voluto votare i 5 Stelle per mandare a casa Valentini e il Pd e non lasciare la città alla Lega e ai berlusconiani con chi se la prenderanno? con il destino cinico e baro, con la casta, con Renzi e la Boschi o con l’orso Yoghi?

m.l.

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