IL SABATO IN PIAZZA DI MILANO: LA RICONQUISTA DEL DIRITTO A MANIFESTARE E DISSENTIRE.

lunedì 26th, ottobre 2026 / 14:23
IL SABATO IN PIAZZA DI MILANO: LA RICONQUISTA DEL DIRITTO A MANIFESTARE E DISSENTIRE.
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Le manifestazioni giovanili di sabato 24 a Milano, viste da… Milano. Da dentro i cortei.

Una giornata memorabile. Sabato primo pomeriggio Piazza del Duomo, stazioni e zone potenzialmente sensibili super presidiate da esercito, agenti in tenuta antisommossa e agenti in borghese. A migliaia .

Un solo presidio autorizzato in periferia a favore della causa palestinese.  Incertezza su dove e se sarebbe avvenuto il primo assembramento per poi radunare la manifestazione e o le manifestazioni dei giovani.  Poi verso le 17 un segnale fra i tanti sembra più concreto:  “primo assembramento in Cairoli”. Che è a 300 metri dal Duomo .  Andiamo lì, fotografi reporter, semplici cittadini e naturalmente le volanti della polizia. Niente … no aspetta si sono spostati più in là:  fermata metro Lanza. Andiamo e lì  circa 200 giovani  sono  bloccati dalla mobile e dalla Digos . Il tam tam dei telefonini si attiva mentre  i ragazzi  comincino a scandire “corteo, corteo”, “libertà libertà”,  “fateci passare”,  “siamo tutti antifascisti”  La Digos prende tempo …  Il gruppo si ingrossa rapidamente:  500 poi 1.000 e poi 2.000 a crescere, arrivano da ovunque.  Trattative serrate con le forze dell’ordine, ci sono dei video molto interessanti su local team Milano. Difficile manganellare un corteo di ragazzi disarmati che grida: libertà libertà

Le forze dell’ordine applicano la Costituzione e aprono il blocco, il corteo comincia a percorrere la circonvallazione interna. Si ingrossa: 5.000 poi 10.000 forse di più.

Un corteo senza cappucci, senza petardi, senza violenza. I ragazzi sono tutti giovani, pochi i diversamente giovani nelle articolazioni, ma giovani nel cuore. Qualche bandiera italiana, qualche bandiera della Palestina e niente altro. Non simboli di parti o associazioni. Slogan antifascisti e contro la Meloni. Cartelli inequivocabili contro la violenza del caro affitti, la violenza della precarietà del lavoro e la perdita dei diritti sociali.  Manifestazione assolutamente consapevole e politicamente orientata.

I ragazzi di Milano ce l’hanno fatta: alla fine non è stata rotta neanche una tazzina di caffè.

Sabato 24 ha vinto la Costituzione, ha vinto la libertà e il diritto di manifestare e il vento ha cominciato a cambiare. Sappiamo che altrove non è andata cosi che la repressione dei manganelli è piovuta sulle teste dei ragazzi. Anche laddove non vi erano segni di “antagonismo rabbioso e violento”. Ma a Milano non è andata così, la guerriglia del sabato precedente, evocata e temuta, non c’è stata, qualcuno ci sarà rimasto male e avrà dovuto cambiare canovaccio alla narrazione.  I ragazzi hanno ridato dignità a loro stessi e a Milano e hanno spolverato e rilucidato quella medaglia che ha sul petto questa città, medaglia d’oro della Resistenza. Per tutti.

Alessandro Lanzani

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