SCAFFALI VUOTI NEI SUPERMERCATI, FRUTTA E VERDURA COMINCIANO A SCARSEGGIARE. LA PROTESTA DI CAMIONISTI E AGRICOLTORI SI FA SENTIRE

SCAFFALI VUOTI NEI SUPERMERCATI, FRUTTA E VERDURA COMINCIANO A SCARSEGGIARE. LA PROTESTA DI CAMIONISTI E AGRICOLTORI SI FA SENTIRE
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Non solo al sud, anche nel territorio a cavallo fra Umbria e Toscana nei supermercati si cominciano a vedere scaffali vuoti a causa dei blocchi dei trasporti, per il carocarburante in atto in varie zone del Paese. Alcuni catene già lamentano difficoltà di approvvigionamento di frutta e verdura e acqua minerale.  La Coop fa sapere che se nei prossimi giorni si verificheranno problemi per quanto riguarda l’ortofrutta, non acquisterà prodotti dall’estero, per solidarietà con gli agricoltori italiani in agitazione.
 In Toscana l’arrivo della frutta e della verdura sugli scaffali appare regolare, ma, come segnala Fiesa Confesercenti, che riunisce le imprese del commercio alimentare,  si avvertono le prime difficoltà: alcuni prodotti ortofrutticoli, come agrumi e melanzane, cominciano a scarseggiare in alcuni supermercati di vari marchi. Anche l’uva da tavola è sempre di meno (e non solo perché sta passando la stagione della vendemmia).
E Coop spiega il suo punto di vista sulla questione: “Di fronte all’attuale situazione di crisi esprimiamo la massima solidarietà nei confronti degli agricoltori e dei produttori italiani. Ci impegniamo sin da ora a non sostituire i prodotti mancanti con acquisti dall’estero. Chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo. Stiamo infatti assistendo a un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere. Ciò non significa che al momento i nostri scaffali non dispongano della merce, ma il rischio potrebbe generarsi nei prossimi giorni a seguito del protrarsi dei blocchi”.
I problemi dunque al momento sono contenuti. Ma la protesta di agricoltori e trasportatori si allarga e se i blocchi perdureranno e si moltiplicheranno la situazione potrebbe rapidamente peggiorare. Per ora è la frutta e la verdura a registrare le maggiori criticità. Perché arriva in buona misura dal sud, ma qualche segnale di “defezione” si è notato nei reparti del pesce, della carne fresca (macelleria), dell’acqua minerale. Ma a parte i prodotti a lunga conservazione di cui ogni struttura ha scorte a sufficienza, tutti i prodotti ad approvvigionamento frequente potrebbero non arrivare a destinazione e quindi sparire dagli scaffali dei punti vendita.
Intanto sui social si moltiplicano gli appelli a non comprare niente, a non fare rifornimento di benzina e gasolio, se non strettamente necessario: l’aumento dei prezzi si combatte anche così. Contrarre la domanda, per calmierare l’offerta e far scendere i prezzi e fermare gli aumenti. Una sorta di sciopero dei consumi. Intendendo per consumi anche la mobilità non obbligata e superflua.
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