IL SABATO IN PIAZZA DI MILANO: LA RICONQUISTA DEL DIRITTO A MANIFESTARE E DISSENTIRE.
Le manifestazioni giovanili di sabato 24 a Milano, viste da… Milano. Da dentro i cortei.
Una giornata memorabile. Sabato primo pomeriggio Piazza del Duomo, stazioni e zone potenzialmente sensibili super presidiate da esercito, agenti in tenuta antisommossa e agenti in borghese. A migliaia .
Un solo presidio autorizzato in periferia a favore della causa palestinese. Incertezza su dove e se sarebbe avvenuto il primo assembramento per poi radunare la manifestazione e o le manifestazioni dei giovani. Poi verso le 17 un segnale fra i tanti sembra più concreto: “primo assembramento in Cairoli”. Che è a 300 metri dal Duomo . Andiamo lì, fotografi reporter, semplici cittadini e naturalmente le volanti della polizia. Niente … no aspetta si sono spostati più in là: fermata metro Lanza. Andiamo e lì circa 200 giovani sono bloccati dalla mobile e dalla Digos . Il tam tam dei telefonini si attiva mentre i ragazzi comincino a scandire “corteo, corteo”, “libertà libertà”, “fateci passare”, “siamo tutti antifascisti” La Digos prende tempo … Il gruppo si ingrossa rapidamente: 500 poi 1.000 e poi 2.000 a crescere, arrivano da ovunque. Trattative serrate con le forze dell’ordine, ci sono dei video molto interessanti su local team Milano. Difficile manganellare un corteo di ragazzi disarmati che grida: libertà libertà
Le forze dell’ordine applicano la Costituzione e aprono il blocco, il corteo comincia a percorrere la circonvallazione interna. Si ingrossa: 5.000 poi 10.000 forse di più.
Un corteo senza cappucci, senza petardi, senza violenza. I ragazzi sono tutti giovani, pochi i diversamente giovani nelle articolazioni, ma giovani nel cuore. Qualche bandiera italiana, qualche bandiera della Palestina e niente altro. Non simboli di parti o associazioni. Slogan antifascisti e contro la Meloni. Cartelli inequivocabili contro la violenza del caro affitti, la violenza della precarietà del lavoro e la perdita dei diritti sociali. Manifestazione assolutamente consapevole e politicamente orientata.
I ragazzi di Milano ce l’hanno fatta: alla fine non è stata rotta neanche una tazzina di caffè.
Sabato 24 ha vinto la Costituzione, ha vinto la libertà e il diritto di manifestare e il vento ha cominciato a cambiare. Sappiamo che altrove non è andata cosi che la repressione dei manganelli è piovuta sulle teste dei ragazzi. Anche laddove non vi erano segni di “antagonismo rabbioso e violento”. Ma a Milano non è andata così, la guerriglia del sabato precedente, evocata e temuta, non c’è stata, qualcuno ci sarà rimasto male e avrà dovuto cambiare canovaccio alla narrazione. I ragazzi hanno ridato dignità a loro stessi e a Milano e hanno spolverato e rilucidato quella medaglia che ha sul petto questa città, medaglia d’oro della Resistenza. Per tutti.
Alessandro Lanzani










Come no; il diritto di manifestare non è mai stato negato e la costituzione non è mai stata violata da parte delle forze dell’ ordine. Ha detto delle cose di una banalità sconcertante, nella migliore delle ipotesi, ha descritto un corteo pacifico, che rispetta le indicazioni della questura, sabato 24 e’ stata rispettata la legge da parte di quel corteo, probabilmente e’ questo il vento che e’ cambiato. In altre parti d’ Italia, le forze dell’ordine hanno represso i violenti. Il fatto che non ci siano stati scontri, lo chieda ai cittadini ed ai commercianti di quelle zone di Milano quanto ci sono rimasti male. Anche se, quest’ ultimi, hanno dovuto installare delle protezioni come se dovesse passare un uragano ed hanno tenuto chiuso.
No, in altre piazze d’Italia la polizia ha caricato i manifestanti e ha impedito loro di entrare in certe zone anche laddove non vi era alcun segnale di antagonismo violento o pericoloso, tant’è che alcune persone più avanti con l’età si sono messe in mezzo per fermare le cariche e i manganelli, ricordando ai poliziotti che loro devono difendere i diritti sanciti dalla costituzione, non ignorarli. A Torino, un’auto della Questura ha attraversato Piazza Castello piena di manifestanti rischiando di fare un macello. Senza alcun motivo. Perché? A Napoli invece i poliziotti si sono tolti il casco e hanno sfilato in testa al corteo… E quello è stato un bel segnale.
Per quanto riguarda Napoli, nel caso specifico si vede che c’ erano i presupposti e meglio così, ma non è che tutto sia filato liscio, anzi. A Torino sono state effettuate cariche, perché dei manifestanti hanno tentato di entrare in vie non consentite, per quanto riguarda la macchina di Piazza Castello non esageriamo (come al solito) parlando di possibile macello.Si e’ trovata tra due ali di folla ed il guidatore ha percepito il pericolo ed ha tentato di allontanarsi, come qualche manifestante ha percepito del pericolo. Nelle immagini a disposizione non sembrava un mezzo che volesse tentare una strage. Quelli che tentano le stragi con le auto (e purtroppo ci riescono) sono altri.
vorrei vedere