GRAVE INCIDENTE SULLA PIEVAIOLA: TIR SCIVOLA NELLA SCARPATA, DUE FERITI. IL NODO INFRASTRUTTURE TORNA SOTTO I RIFLETTORI
TAVERNELLE – “Mi trovavo in giardino con la nipotina, quando un fragore immenso di lamiere e di un motore impazzito, ha sconvolto la quiete. Ho visto scivolare giù per la scarpata, il gigantesco camion autocisterna. Una immagine terrificante, durata una manciata di secondi, poi il silenzio. La cosa immediata che ho fatto, chiamato subito l’ambulanza e i carabinieri”. Questa la testimonianza di una signora che dal luogo dove è avvenuto il terribile sinistro, dista qualche centinaio di metri. Ore 10,30, lungo la Pievaiola, nel tratto rinnovato un pesante mezzo che tornava dalla VCP di Piegaro dove si era recato per scaricare il suo carico di sabbia per la produzione del vetro (un lavoro di rutine), improvvisamente entra nella corsia opposta, proprio nel momento in cui stava sopraggiungendo un’auto.

Lo scontro frontale però è stato evitato per un soffio, l’auto è stata strusciata dal pesante mezzo, che aveva iniziato la sua caduta rovinosa lungo la scarpata. I due conducenti sono stati subito trasportati al Silvestrini con l’elisoccorso, le loro condizioni sembra che non siano poi così gravi. Ad intervenire sul luogo dell’incidente i carabinieri di Città della Pieve, i vigili del Fuoco di Perugia, gli uomini del 118 di Perugia. Le operazioni di recupero sono durate tutta la giornata. Si è reso necessario far arrivare una grande gru con la quale imbracare il pesante mezzo, che così è stato rimosso sollevandolo di diversi metri dal terreno.
Una operazione che sotto il profilo professionale ed anche spettacolare, ha attirato l’attenzione dei molti cittadini intervenuti. L’incidente le cui cause restano al momento ignote, come già detto, poteva finire davvero in modo tragico, questo non è avvenuto grazie ad una casualità questa volta benigna.

Il sinistro stradale ha riacceso subito tra i presenti, ma anche nell’opinione pubblica più in generale, i riflettori sullo stato della rete infrastrutturale che attraverso la Val Nestore. Un dibattito questo, aperto oramai da tempo immemorabile, quotidiano, vista la mole di traffico che le arterie stradali che l’attraversano, non sono più minimamente in grado di sopportare. Solo la VCP di Piegaro, movimenta tra diretti e indotti circa 200 mezzi pesanti al giorno. Solo la ditta che alimenta la sabbia per l’altoforno, consta di almeno 25 super camion giornalieri. E’ vero che l’incidente per ironia della sorte è avvenuto sulla variante, gli unici 9 chilometri minimamente sufficienti alla mole di traffico su questo territorio. Ma tutta la Pievaiola, la moianese con approdo sulla Sr 71 (che corre verso Chiusi da un lato e verso castiglione del Lago dall’altro), le strade che portano dopo aver scalato, è il caso di dire, le alte colline di Città della Pieve, Monteleone d’Orvieto e Montegabbione, al casello autostradale A1 di Fabro, la strada provinciale di Panicale che porta sempre alla 71 nei pressi di Castiglione, sono autentiche mulattiere. Infatti incidenti mortali e moli altri meno gravi sono una quotidianità. Per non parlare dello stato di abbandono manutentivo in cui versano queste arterie stradali. La Val Nestore ha aperto con il governo Regionale e Provinciale, una lotta che dura da decenni. Non si vuole, questa la convinzione di tutti i cittadini, adeguare infrastrutturalmente l’intero territorio, per non farlo diventare competitivo sul Piano degli investimenti produttivi. Una prova di quanto detto? Basti pensare che fu smantellata la ferrovia Perugia Tavernelle che doveva congiungersi a Chiusi, senza alcuna motivazione. O meglio, le motivazioni ci sarebbero da raccontare, ma sono inconfessabili.
Un territorio che a poche decine di chilometri avrebbe tutti gli approdi adeguati come la stazione di Chiusi, quindi anche Alta Velocità, e due caselli A1, a Chiusi per il nord e a Fabro per il sud. C’’è stato il voto in consiglio Regionale che ha definito la Perugia-Chiusi, come “opera viaria strategica”, ma poi non se ne è parlato più.
r.c.








