LA VIOLA, IL CRYSTAL PALACE E I COMPAGNI DI VALLECAS… QUANDO IN FINALE CI VANNO LE IDEE E I VALORI

venerdì 08th, maggio 2026 / 15:51
LA VIOLA, IL CRYSTAL PALACE E I COMPAGNI DI VALLECAS… QUANDO IN FINALE CI VANNO LE IDEE E I VALORI
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Certo il calcio di oggi non è più quello di una volta. Ora dispensa milioni di euro come fossero noccioline. E’ un circo che fa spettacolo tutti i giorni della settimana per compiacere e riscuotere  i diritti Tv. E’ uno sport piegato al business, inutile girarci intorno. Io tifo Fiorentina dai primissimi anni ’60… c’era Hamrin allora nella Viola. E i giocatori, noi ragazzini li conoscevamo solo attraverso le figurine Panini.  Con quel cazzo di Pizzaballa che non lo trovavi mai… La Fiorentina quest’anno è uscita dalla Conference League contro il Crystal Palace ai quarti di finale. Una pena. E’ possibile che gli inglesi la vincano la “coppetta”. Ma in finale troveranno il Rayo Vallecano, la terza formazione di Madrid. che ha battuto in semifinale lo Strasburgo. Da un certo punto di vista se la finale la vincesse il Palace, da tifoso viola potrei sentirmi rinfrancato, perché De Gea & C. sono usciti contro i più forti…

Invece spero che vinca il Rayo. Lo spero di cuore. Non perché ce l’abbia con gli inglesi. Assolutamente no. Ma perché la squadra spagnola pur non essendo storicamente una formazione stellare esprime valori forti. Che sono anche i miei. Nella semifinale di andata, contro i francesi di Strasburgo, il giocatore del Rayo Vallecano, Ilias Akhomach ha preso una bandiera palestinese, regalata dai tifosi a bordo campo, e l’ha stesa sul dischetto del rigore, mentre la squadra festeggiava la vittoria per 1-0. E i suoi compagni lo hanno applaudito e accompagnato nel gesto simbolico. Chapeaux.

Ma il Rayo è anche altro. E’ una sorta di cenerentola. Per di più una cenerentola operaia. Perché è la squadra del quartiere Vallecas di Madrid, un quartiere a forte connotazione operaia e di sinistra. Non è raro vedere alle partite del Rayo, striscioni con su scritto “Racistas fuera del futbol” oppure “lucha obrera huelga contra el capital”… Roba che in Italia neanche a Livorno ai tempi di Lucarelli.

Il Rayo non ha grande dimestichezza con le coppe europee, c’è andato un paio di volte nella storia, compresa la Conference di quest’anno. Ma anche il Crystal Palace non ha tradizione europea.

La finale di Conference sarà una sfida tra due cenerentole. Ma l’aria che tira intorno al Rayo e nel quartiere Vallecas di Madrid, mi ispira simpatia ed empatia. La Viola vista contro la Roma nell’ultima di campionato mi ha ispirato solo una una sequela di bestemmie e qualche vaffanculo all’indirizzo di giocatori superpagati che non hanno mostrato un briciolo di attaccamento alla maglia. Neanche di amor proprio. Ricordo mio padre e i vecchi compagni del Pci, che ai mondiali del ’66 tifavano per l’Urss, non per l’Italia, poi buttata fuori dalla piccolissima Corea… Ecco: se al posto del Crystal Palace, in finale contro il Rayo ci fosse andata la Fiorentina, non so se il 27 maggio tiferei la Viola o i compagni di Vallecas…

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