L’EX SINDACO DI CHIANCIANO MARCHETTI: “CHIUSI DIVENTI IL CUORE LOGISTICO DELLA TOSCANA DEL FUTURO”. LA DESTRA LOCALE ABBANDONA MEDIA ETRURIA E MANDA MESSAGGI A SIENA E A ROMA

giovedì 09th, luglio 2026 / 10:39
L’EX SINDACO DI CHIANCIANO MARCHETTI: “CHIUSI DIVENTI IL CUORE LOGISTICO DELLA TOSCANA DEL FUTURO”. LA DESTRA LOCALE ABBANDONA MEDIA ETRURIA E MANDA MESSAGGI A SIENA E A ROMA
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CHIANCIANO TERME – La destra locale, sia sul versante Valdichiana sud senese che su quello umbro di queste “terre di mezzo” è poco visibile, spessi silente. C’è -perché c’è e i voti li prende – , ma non si vede. Però di recente, su una questione rilevantissima per il territorio, ovvero quella dei collegamenti ferroviari e delle infrastrutture ad essi connesse, qualche voce, da desta comincia a farsi sentire. Qualche settimana fa era stato il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia Tucci a prendere posizione a favore dell’utilizzo e del rilancio della stazione di Chiusi-Chianciano terme anche riguardo alle fermate dei Frecciarossa. Adesso anche l’ex sindaco di Chianciano, Andrea Marchetti, anch’egli esponente del partito di Giorgia Meloni interviene pigiando sullo stesso tasto. Lo fa chiedendo alla Regione meno annunci spot e una “visione vera” per la provincia di Siena e “risorse concrete per la provincia di Siena, in tutti i settori, dalla cultura alla rigenerazione urbana, dallo sport ai servizi”. Marchetti a questo proposito per risorse concrete intende “investimenti strutturali”. E a proposito di mobilità e infrastrutture scrive: “se davvero vogliamo parlare di futuro della Valdichiana e dell’area sud della Toscana, allora dobbiamo avere il coraggio di dirci una cosa semplice: non bastano più interventi spot, contributi frammentati e risorse distribuite qua e là. Il nostro territorio ha bisogno di investimenti importanti, strutturali, capaci di cambiare davvero passo. Serve una visione d’insieme.
Chiusi deve diventare il cuore logistico della Toscana del futuro: più treni, più collegamenti, più intermodalità tra ferrovia, bus, noleggio e servizi per cittadini, turisti e imprese. La mobilità è il sistema circolatorio di un territorio: senza collegamenti forti, non c’è crescita vera”. Parole chiare. Anche all’indirizzo del Ministro Salvini. Che non potrà ignorare ciò che chiede la sua stessa parte politica. Per Marchetti la crescita – ma anche la salvezza del territorio – passa dalla facilità di collegamento, da una mobilità efficace, da infrastrutture funzionali. E da questo punto di vista individua Chiusi e la sua stazione come nodo e fulcro del rilancio di tutto il comprensorio.
Su queste colonne abbiamo “lamentato”  più volte il silenzio o il profilo basso del Comune di Chianciano, che ha il proprio nome sia sulla stazione che sul casello autostradale, insieme a Chiusi,  sulla questione treni, stazioni, intermodalità, anche in occasione di iniziative che hanno visto i sindaci in prima linea. Adesso Marchetti non è più sindaco della cittadina termale (lo è stato per dieci anni), ma la sua è una voce importante, perché è uno dei leader di Fratelli d’Italia e dunque del centro destra non solo a Chianciano, ma in tutta la Valdichiana e in provincia di Siena. Marchetti e Tucci sono due figure di rilievo della destra. L’endorsement di entrambi a favore del nodo di Chiusi è una presa di posizione da salutare con favore. Oltre che a Salvini è un messaggio anche alla sindaca di Siena Nicoletta Fabio, anche lei del centro destra e finora sempre silente o schierata contro Chiusi e pro stazione in linea a Creti o a Rigutino. Marchetti e Tucci nel giro di poche settimane le hanno mandato a dire che non è quella la linea da seguire. Che bisogna puntare su Chiusi. Una linea che cozza con quella del partito del mattone e del cemento che ha sempre visto Medio Etruria solo come possibile business milionario. Indipendentemente dal fatto che sia utile o meno.
Nei panni del sindaco di Chiusi Sonnini e degli altri sindaci del territorio che si sono mobilitati per chiedere attenzioni e servizi adeguati con fermate, aggiustamenti di orari, rispetto dei patti, investimenti su linee e materiale rotabile, chiameremmo subito Marchetti dicendogli “benvenuto fra noi”.  Certo, la nota dell’ex sindaco chiancianese spiazza un po’ la sindaca attuale Grazia Torelli che sulla questione non si è mai spesa più di tanto, non – a nostro parere – quanto avrebbe dovuto. Perché Chianciano Terme, non solo ha il nome sulla stazione e sul casello A1, ma anche perché sebbene non sia più la “Las Vegas della Valdichiana” come negli anni ’50, ’60, e ’70 è e rimane un “brand” importante, e a livello turistico pesa ancora parecchio per numero di presenze e pernottamenti, facendo da hub per tutta la zona circostante, comprese Valdorcia e Amiata.
Insomma mentre chi viaggia e arriva da queste parti in treno (sono centinaia e centinaia di persone al giorno) deve fare i conti oltre che con orari incomprensibili, fermate soppresse, dirottamenti sulla linea lenta, anche con rallentamenti e  soppressioni dovuti a lavori sulla linea Firenze-Roma e intorno a Firenze, con ricadute negative su tutta la tratta Milano-Napoli-Salerno, il fatto che anche da destra si cominci a perorare chiaramente e convintamente la causa di Chiusi e a inquadrarla come tema comprensoriale e provinciale è indubbiamente un passo avanti.
Nella nota diffusa a mezzo social Andrea Marchetti parla anche di altri temi, dalla sanità, al turismo, dalle risorse idriche alla scuola: “Serve una sanità territoriale più forte: ospedali potenziati a Nottola e Abbadia San Salvatore, presidi di prossimità diffusi, servizi ambulatoriali, medicina del territorio e un ruolo nuovo anche per le Terme, che possono diventare parte di una rete sanitaria dedicata alle cronicità, alla prevenzione e alla cura quotidiana.
Serve investire sul turismo e sul lavoro: un bando regionale serio per la riqualificazione delle strutture ricettive, per alzare la qualità dell’offerta e competere sui mercati internazionali. E servono strumenti concreti per dare alloggio dignitoso ai lavoratori stagionali e a chi arriva da lontano per lavorare nel turismo e nell’agricoltura.
Serve affrontare il tema dell’acqua: la crisi idrica è una minaccia reale per la nostra agricoltura. Una nuova infrastruttura strategica tra Valdichiana e Val d’Orcia per raccogliere e gestire le acque non è più un’idea rinviabile.
Serve guardare ai giovani: trasporti gratuiti per studenti universitari fuori sede e pendolari, bonus libri, contributi per device e strumenti digitali. Perché senza giovani, competenze e formazione, nessun territorio ha futuro.
La Valdichiana non ha bisogno solo di qualche finanziamento in più.
Ha bisogno di un progetto. Ha bisogno di risorse serie. Ha bisogno di una Regione che non si limiti ad accompagnare i territori con qualche intervento qua e là, ma che scelga davvero di investire sul futuro della Valdichiana. Perché la sensazione, ormai difficile da ignorare, è che le risorse vere finiscano sempre dove la Toscana è già più forte: nell’area metropolitana fiorentina e nella Toscana del nord. Alla Toscana del sud, invece, troppo spesso restano annunci, contributi sparsi e pacche sulle spalle”.
Andrea Marchetti, parla dal suo pulpito, che è quello dell’opposizione. Non nasconde accenti critici verso la Regione e le politiche regionali, ma parla di temi concreti e con toni pacati. Chiede riequilibrio nella distribuzione delle risorse, non agita la bandiera becera delle campagne anti-immigrazione (e non nomina nemmeno la questione), né quella lacera e altrettanto becera della “sicurezza”, e sotto questo aspetto il messaggio vero sta in ciò che non dice e sembra diretto a Vannacci e a chi propugna la remigrazione e la deportazione degli immigrati. Che la destra in Valdichiana cominci a diventare una destra normale?
m.l.
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