50 ANNI FA LA NUBE TOSSICA DI SEVESO. UN DISASTRO CHE CI FA RICORDARE TANTI EPISODI AVVENUTI NEL NOSTRO TERRITORIO
Oltre queste vicende ci torna in mente anche quella della Stamperia Umbra che faceva cambiare colore all’acqua di un fosso nella zona di Po’ Bandino a seconda di quale fosse la produzione del momento e, più recentemente, quella delle esalazioni e fumi di una azienda di produzione di pellet, sempre a Po’ Bandino, che però è durata pochissimo. Oppure l’inquinamento del fiume Paglia “colorato in rosso”, dovuto a fuoriuscite di materiali ferrosi dalle vecchie miniere dell’Amiata o la vicenda delle “ceneri” della centrale a carbone Enel di La Spezia, utilizzate per fare aree industriali, campi sportivi a Fabro, Città della Pieve, Tavernelle, e il cui smaltimento veniva pagato da Enel a peso d’oro; le reiterate e ricorrenti esalazioni e fuoriuscite “fuori norma” dal Depuratore sito nell’area ex centro carni a Chiusi Scalo e i dubbi emersi a più riprese su presunti “interramenti” di materiale pericoloso sia sotto le ceneri di cui sopra, sia in vecchie cave dismesse nella zona di Chiusi, ma non solo.
Tutti gli episodi citati, alcuni poi fortunatamente affrontati e risolti, questo giornale li ha raccontati, spesso sollevati, ricevendo anche dai tribunali dove era stato trascinato da chi si sentiva preso di mira e messo sotto accusa, non solo assoluzioni, ma anche “encomi” per aver portato all’attenzione della collettività problemi e situazioni di interesse pubblico, sia per la tutela dell’ambiente che per la salute della popolazione. Ovviamente, come giornalisti, noi abbiamo fatto sempre solo ciò che dovevamo fare, sia dalle colonne di primapagina (che esiste dal 1990) che prima, dalle colonne di altre testate: L’Agorà, N.C. Nuovo Corriere Senese, L’Unità e non di rado in sinergia con colleghi di altri giornali (La Nazione, Tele Idea, per esempio), ma la compagnia è sempre stata piuttosto ristretta.
Ricordare fa sempre bene. Perché tiene sveglia e accesa la memoria e pure l’attenzione. I problemi di inquinamento sono sempre dietro l’angolo. E nel territorio intorno a Chiusi non sono mai mancate le criticità, in alcuni casi anche “acute”. Di sicuro i problemi e le battaglie sul fronte ambientale non sono nate con il caso Acea nel 2019-2020.
M.L.









Ricordo benissimo tutte quelle date che hai nominato e posso confermare la veridicità di ciò che scrivi.Per usare parole note direi che dopo 180 anni ancora uno ”spettro si aggira per il fondovalle di Chiusi” ed è quello della gestione e della lavorazione dei rifiuti che fino ad esso è stato un pericolo parzialmente e sostanzialmente sventato ma nel futuro viste le ombre che si addensano all’orizzonte non ci è dato di sapere se sarà sempre così.Gli sversamenti a cui fai riferimento nel Post sono stati dei fatti improvvisi ma qualcuno anche consequente a controlli mancati o superfciali per i quali ci si è accorti di quanto fosse avvenuto dopo del tempo che era già trascorso.Ma tutto questo successe per la poca attenzione soprattutto delle aziende emittenti e la carenza e non rispetto delle legislazioni e la carenza di controlli diversamente non sarebbe dovuto succedere. Oggi è diverso ed il livello di attenzione è decisamente più alto perchè è aumentata la coscenza civica generale ma credo però che non dovremmo fare affidamento su tale coscenza perchè il problema è sempre in agguato ed il livello di attenzione dopo gli sventati pericoli cala e le cose passano nel dimenticatoio facendo automaticamente gli interessi non solo di quelle aziende interessate ma anche delle parti politiche che detta politica sostengono e producono con molta indifferenza verso le conseguenze.La tendenza generale è stata e continua ad essere quella per le quali le aziende tendenzialmente tendono a non avere controlli stretti soprattutto per i loro conti economici e se possono non affrontano i costi che le leggi impongono o li affrontano parzialmente.Le cronache italiane sono piene di tali fatti e non c’è da meravigliarsi.Questo è un terreno ”molto paludoso” perchè la politica in generale presa dal decisionismo sulla creazione e sull’incremento dei posti di lavoro si indirizza a valutare questi ultimi e spesso non valuta con la dovuta attenzione le conseguenze che potrebbero prodursi perchè spesso si fa i conti con un ”aziendalismo culturale” che tiene presente solo i costi ed i posti di lavoro e solo il conto economico,fregandosene delle coseguenze.Gli esempi che hai fatto sono avvenuti nella maggiorparte anche per tali motivi presenti in un mondo che ragiona solo di ”soldi” e che da priorità solo a questi. Un esempio, molto diverso da questo che ho detto perchè prodottosi volutamente sotto altre condizioni ( Guerra del Vietnam ) l’ho potuto constatare con i miei occhi esattamente 18 anni fa ad Ho Chi Minh City al Museo della Guerra dove sono esposte le conseguenze dello spargimento volontario dell’ ”Agent Orange” sparso a piene mano dall’aviazione americana sopra le jungle ed i villaggi nelle campagne vietnamite a tonnellate per defoliare le foreste che celavano la famosa pista di Ho Chi Minh dove dal Nord Vietnam venivano portati i rifornimenti militari di notte alla guerriglia del Vietnam del Sud.Il mio archivio possiede queste immagini che evidentemente non consiglio per una mostra….Ho avuto una relativa possibilità di accedere a questi siti superbombardati fra Vietnam e Laos e posso dire che la terra è stata rimescolata 4-5 volte di seguito dalle bombe ed oggi soprattutto nel Laos si è re-iniziato il ripopolamento dei villaggi da dove la gente era stata fatta allontanare e tutto questo oggi appare cosa lontana.Ebbene, nel Museo solo coloro che hanno lo ”stomaco forte” potrebbero osservare certe sale dove sono contenute larve umane nate anche molti anni dopo la fine della guerra (1975),conservate sotto formalina per mostrare attualmente al pubblico soprattutto fatto di turisti occidentali ma anche delle nuove generazioni di vietnamiti cosa era stato prodotto dalla guerra e da tale ”Agent Orange”mescolato alla Diossina la cui presenza ancora in certe zone del Bolaven Laotiano è confermata essere.Per certe ”visioni”,alla mente umana resta veramente difficile il concepimento di immagini simili e che possa essere avvenuto un disastro del genere sotto ogni punto di vista se non venga constatato direttamente dagli occhi il contenuto di quelle teche.Oggi è passato mezzo secolo dalla produzione di quelle atrocità ma è bene che tali visioni siano sotto gli occhi di tutti perchè la quotidianità negli esseri umani tende a cancellare tutto e spesso tale processo procura assuefazione ed anche dimenticanza totale e quando si ripresentano le circostanze che quei fatti possano avvenire un altra volta pari pari come sono successi ed anche in maniera peggiore di quelli, la maggior parte della gente si meraviglia e pensa che non sia possibile arrivare a tanto.Culturalmente e politicamente parlando, questa è la forza di questo sistema che è globale e che quando si ripresentano le guerre all’orizzonte siano pochi a scendere in piazza ed a dire ”mai più” poichè la maggioranza percepisce che tale situazione ”per fortuna non tocchi a loro”.Ma sappiano costoro che girarsi dall’altra parte – e l’italia di questi è piena e non solo l’italia- è come mettere la testa sotto la sabbia ma sappiano che il cu.. resta fuori….
La cosa che salta agli occhi ri-leggendo l’elenco degli episodi successi nel territorio, è che nonostante non sia mai stato un territorio fortemente industrializzato, si sono verificate più criticità ed episodi pericolosi in questa zona che in altre aree d’Italia potenzialmente più esposte a rischi. Ricordo che nel 2014, come primapagina organizzammo, insieme ad altri soggetti un incontro sull’incidenza di tumori e malattie rare e gravi, nella zona Chiusi-Fondovalle, che sembrava più alta della media regionale e nazionale. Non ne emerse un nesso diretto causa-effetto fra gli episodi di criticità ambientale-industriale e l’insorgere di malattie, ma fra gli esperti nessuno escluse che potesse esserci. Del resto anche nelle udienze di tribunale citate nell’articolo il fatto che vi fossero stati morti e ammalarti fra gli addetti a certe lavorazioni e fra le persone residenti nelle vicinanze venne fuori in maniera evidente e certificata.
Ricordo abbastanza bene tale incontro e ricordo anche che non emerse nulla di specifico che potesse riferirsi all’insorgere di patologie oncologiche.Vorrei fare però l’avvocato del diavolo nel senso che gli organismi preposti a tali controlli spesso sono subalterni anche alla politica e dicendo così non mi riferisco a nessuno in particolare ma siccome spesso si parla di asticelle poste ad una certa altezza che esprimono parametri di inquinamento oltre i quali ci sarebbe da discutere, la soluzione talvolta viene trovata innalzando il limite di sopportabilità di codeste asticelle. Siamo sicuri che tali organi debbano rendere conto a qualche altro organo superiore una volta dichiarati i valori che si vadano a misurare? Teoricamente si di certo,ma nella realtà questo avviene ? O se avviene spesso avviene per i casi per i quali non si possa fare a meno e cioè per i casi eclatanti come quelli che hai detto dell’atrazina nell’acqua del lago od altri ma esistono anche altri casi che interessano aree sottoposte al controllo i cui risultati facciano dubitare.A tal proposito-correggimi se sbaglio- mi sembra di ricordare che anni addietro fu fatta una indagine proprio dal tuo giornale se non erro – ed almeno se ne parlava di questo- che comprendeva il numero delle malattie oncologiche dalle quali erano stati colpite persone che si conoscevano e che risiedevano in una zona periferica di Chiusi Scalo, tale zona era compresa nella sua dimensione in un arco dello spazio di circa 600 Mt.-1 km al massimo in linea d’aria e venne fuori che si rilevarono ben 36 casi di tumori che avevano aggredito tali persone conosciute con nome e cognome mentre dalle rilevazioni sanitarie di quella zona risultò che la densità di tali patologie fosse esattamente come quella normale della provincia di Siena. Tale fatto me lo rcordo bene perchè fu sulla bocca di tutti ma nessun seguito o nessun ulteriore accertamento sulla veridicità o meno di tale fatto ne seguì da parte delle autorità,anzi se non sbaglio ci fu qualcuno che venne redarguito pesantemente e minacciato di denuncia per procurato allarme. Allora la necessaria riflessione che si impone è la seguente: gli insediamenti industriali a breve od a lungo andare inquinano i territori ma spesso la sicurezza del mantenimento del posto di lavoro impone certi comportamenti da parte aziendale a cui soggiace anche la politica che non è detto che sia sempre permissiva oltre ogni limite ma che spesso a seconda dei casi chiude un occhio e quando serve anche due.Il più volte denunciato dal tuo giornale il fatto del riposizionamento della terra di colore rosso-arancione attorno alle campagne di Fabro all’epoca fece scandalo e se la memoria non m’inganna anche la redazione del tuo giornale fece una indagine per risalire alla provenienza di tale e largo spargimento di terra ed il contatto di riferimento di tale società che aveva effettuato tutto questo chiamata al numero di telefono ebbe la risposta dalla cornetta del telefono da una segreteria di partito politico.C’è da meravigliarsi di questi trascorsi se pur risalenti ad una quarantina e forse più di anni ? Io credo di no e questo si spiega con una parola sola : quando manca il controllo politico dal basso, i partiti fanno ciò che vogliono e non devono rendere conto a nessuno.E’ difficile non concepire che tutto questo non converga nel formare una vera e propria mafia la cui attività principale è incentrata sugli affari. E allora di cosa ci meravigliamo oggi se spesso spunta qualcuno che si erge da un gruppo o da un partito e declami che certe cose le metterebbe a posto lui se andasse al governo !? Il guaio è uno solo ed è quello che i cittadini sfessati, disamorati e che non credono più a nulla di certe cose ormai non ne vogliono sentir parlare ma così facendo avvalorano il percorso per la loro genuflessione e zerbinaggio a tale meccanismo ed il sistema questo lo sà bene e si può permettere anche che una volta inviati i rappresentanti politici al vertice di comando si sà bene che possano pure smentire con i fatti le loro promesse elettorali perchè tanto nulla succede.Lo vediamo questo osservando i criteri di come vengano assegnati gli incarichi anche nella nostra regione. Ma l’Italia,tranne poche realtà è tutta inevitabilmente questa e quando si parla facendo discorsi che potrebbero sembrare qualunquistici riguardo alle ”sostituzioni etniche” tirate fuori da qualche partito, pensiamo veramente che da questi invertebrati europei di Bruxelles ci venga addosso una risposta che ci salvi ? Probabilmente dalle prossime elezioni la destra in Europa sarà maggioritaria proprio perchè la gente nel suo complesso è ”lessa” come narra la teoria della rana bollita e per certi aspetti questo fatto mi fa ricordare la situazione italiana del 1921 con tutte le necessarie diversità, ma la sostanza quella è, che quando le fasce deboli perdono fiducia in coloro che le dovrebbero rappresentare, scavalcano il muro,spesso ignorando a cosa vadano incontro.
Una cosa è certa, al di là delle certificazioni e dei dati ufficiali ed è che se le falde superficiali risultano inquinate e contaminate, sarà contaminata anche l’acqua che affiora e quella dei pozzi usati per irrigare orti e campi, se da una fabbrica o un depuratore fuoriescono esalazioni fuori norma (o anche a norma, ma contenenti agenti inquinanti) sarà contaminata l’aria che si respira in quella zona, se una fabbrica fa lavorazioni che prevedono uso di sostanze pericolose per i lavoratori di quella fabbrica ci saranno dei rischi… Se un acquedotto pubblico distribuisce per decenni acqua esposta a contaminazioni, anche se poi depurata, qualche effetto si può comunque generare… Nella zona di Chiusi tutte queste cose si sono verificate più volte nell’arco degli ultimi 40 anni. Ed è tutto documentato.
Il problema poi alla fine diventa politico perchè è la politica che sovraintende agli interessi generali di una collettività. Questi NON SONO DISCORSI GENERICI che poi a lungo od a corto andare debbano finire nel dimenticatoio.E finiscono in tale posto perchè la politica è uno scontro di interessi e dentro a questi si muovono diverse entità ma sostanzialmente sono solo due: chi di tali interessi poi se ne avvale abdicando al proprio ruolo etico nonostante le parole emesse e chi sopporta tutto questo senza reagire e non si capisce cosa attenda. Forse attende che cambino gli interessi ma questi sono sempre quelli che in un modo o nell’altro in occasioni anche diversificate si esprimono, ed oggi per la cultura politica il parlare di questi interessi è come bestemmiare. A questo siamo ridotti con le ” mano di bianco” passate sopra certi argomenti.Ma questo succede dappertutto non solo a livello locale ma anche nazionale perchè la cultura imperante è quella del camuffamento di tali interessi davanti ad una pletora di cittadini che azzerbinati a tale sistema non si vogliono vuotare gli attributi per cambiare soprattutto modo di vivere ed anche idea e quindi anche il loro modo di vivere e di pensare, attirati dal complesso mediatico vengono drogati da chi gli trasmette mondiali di calcio,di tennis e concerti e questo succede non solo per l’azione di cotanto governo ma anche per come risponde a tutto questo chi dovrebbe fare opposizione spesso mandando in scena un teatrino che devo dire per colpa di qualche elemento e di parecchi dietro di lui diventano anche cose ributtanti !