TRASPORTO FERROVIARIO: NASCE IL “PATTO DI CHIUSI” FRA UMBRIA E TOSCANA. IL TERRITORIO ALZA LA VOCE

TRASPORTO FERROVIARIO: NASCE IL “PATTO DI CHIUSI” FRA UMBRIA E TOSCANA. IL TERRITORIO ALZA LA VOCE
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CHIUSI – Questa mattina al PalaPania di Chiusi si è tenuta la “convention” sulla questione del trasporto ferroviario, nella tratta Roma-Firenze. Molte volte come giornale ci troviamo in sintonia con il sindaco di Chiusi Sonnini, qualche volta no. Stavolta a nostro avviso merita un applauso. Convinto. Anzi ne merita almeno tre. Uno per aver  messo insieme su un obiettivo comune dichiarato gli assessori di due Regioni, un bel numero di sindaci, soggetti economici e comitati; uno per aver tolto dall’odg e quindi dalla discussione della giornata il tema ingombrante e fasullo della stazione in linea Media Etruria costringendo tutti a parlare d’altro, e cioè di quello che serve qui e ora e non fra dieci o quindici anni; uno per aver affrontato la questione con proposte precise, circostanziate, puntuali: quanti e quali treni servono, quali coincidenze, quali spostamenti di orario, quali accorgimenti sono necessari per fare in modo che viaggiare per lavoro, per turismo, studio o magari per questioni sanitarie non sia un calvario.
E a questo proposito crediamo che i tre appalusi debbano essere estesi anche al sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico, co-organizzatore dell’evento.
Tutti gli intervenuti della mattinata sono stati in linea con questo approccio. Per cui l’incontro del Pala Pania può ritenersi un successo per chi lo ha voluto e allestito e un passo avanti nella battaglia comune per riconquistare per quest’area dell’Italia di mezzo un trasporto ferroviario adeguato alle necessità e in linea con il diritto alla pari dignità fra territori, fra grandi centri e aree periferiche. Il fatto che l’incontro si sia concluso con l’impegno a creare da subito un “Tavolo tecnico” unitario fra le Regioni Umbria e Toscana, con la partecipazione dei sindaci delle varie aree interessate (Valdichiana senese, Valdorcia, Amiata, Trasimeno e Orvietano) e anche dei soggetti economici e dei comitati che possa interloquire con i gestori (Trenitalia, Italo ecc…) e con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, proprio sulla base delle sopracitate proposte e richieste precise e circostanziate, è la traduzione plastica e concreta di questo passo avanti. Di più era difficile aspettarsi. La stretta di mano finale tra gli assessore regionali Boni e De Rebotti è di fatto la firma sul “patto di Chiusi”.
Per tutta la mattinata, durante gli interventi dei vari oratori si è avvertita la presenza di un convitato di pietra. No, non ci riferiamo al presidente della Toscana Giani di cui era annunciata la presenza, ma che non è venuto per una improvvisa emergenza sulla FI-PI-LI. E neanche ai vertici di Trenitalia o di Rfi. Ci riferiamo ad un altro convitato di pietra, piuttosto rumoroso: gli oltre 200 Frecciarossa che “sfrecciano” per il territorio di Chiusi ogni giorno, e passano anche a poche decine di metri dal palasport di Pania. Durante l’incontro ne saranno passati una quindicina, tutti ne hanno avvertito il rumore… L’ha notata anche l’assessore toscano Boni questa enorme contraddizione: ne passano più di 200 e non se ne ferma neanche uno. E’ normale una cosa del genere? No, che non è normale. Un territorio non può dare soltanto, senza ricevere niente in cambio.
Ed è ovvio che se la Direttissima è sempre più “intasata” (dal 2027 arriverà anche il TGV francese con 18 tracce orarie) e gli IC e i regionali dovranno viaggiare sulla linea lenta, il territorio lo devi servire con qualche fermata AV, non c’è altra soluzione. Poi certo – lo hanno detto tutti – anche sugli IC e i Regionali si può intervenire con aggiustamenti di orario e coincidenze, senza costi o investimenti strutturali, riportando l’offerta ai livelli di qualche anno fa, quando da Chiusi si poteva andare a Roma e a Firenze in un’ora e 10 minuti e non in tre ore come adesso…
Quanto agli interventi, tutti hanno sottolineato “carta geografica ala mano” la centralità e l’accessibilità di Chiusi per un territorio vasto che in molti casi non ha alternative: vedi l’Amiata (così si è espresso il sindaco di Abbadia S.S. e presidente dell’Unione dei Comuni amiatini Volpini), il quale non ha esitato a parlare della battaglia per un trasporto efficiente, come di una “battaglia di sopravvivenza” per molti territori. Molti hanno ribadito come la necessità primaria sia quella di trovare un equilibrio fra “treni a mercato” e “servizio di trasporto pubblico”. Oggi sta stravincendo su tutta la linea la logica dei “treni a mercato”, ma questo cozza con i diritti costituzionali con il buon senso e con il fatto che i gestori del trasporto sono finanziati dallo Stato coi soldi dei cittadini.
Sulla stazione in linea Media Etruria solo il presidente di Federalberghi Barbetti e l’assessore umbro De Rebotti hanno lasciato aperta una porta, affermando che non si può escludere a prescindere una “fermata”  che in un prossimo futuro consenta di intercettare una decina di treni AV al giorno, in una posizione intermedia… Ma sostanzialmente non ne ha parlato nessuno. E questo è positivo. L’Assessore Toscano Boni non l’ha né nominata, né sfiorata come argomento. Positivo anche questo.
A proposito di “marginalità” di questa area a cavallo tra Toscana e Umbria, qualcuno ha ricordato che la zona Valdichiana senese, con la Valdorcia e l’Amiata fa circa due milioni e mezzo di presenze turistiche l’anno, il 50% di tutta la provincia di Siena…  il Trasimeno da solo più di un milione, poi c’è Orvieto…  Insomma anche sulla “marginalità” ci sarebbe da discutere. C’è chi ha sottolineato come questi territori sono appetibili anche per professionisti, manager, artisti, che possono lavorare “da remoto”, a patto però che ci siano possibilità di mobilità non da far west…
Alcuni degli intervenuti (vedi l’assessora al Comune di Cortona Spensierati), hanno sottolineato come questa battaglia non sia una battaglia di campanile e sia anche bipartisan, senza etichette politiche, vedendo insieme sulla stessa barricata sindaci di centro destra, sindaci civici e sindaci di centro sinistra. Una unità di intenti trasversale che conferisce forza alla battaglia.
Interessante e di forte impatto l’intervento del Magnifico Rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, il quale ha ricordato come le Università siano uno degli elementi di forza dei territori e un presidio di coesione sociale e come tali hanno bisogno di essere connesse e accessibili anche da un punto di vista della mobilità. L’Ateneo senese non è servito in loco da un aeroporto (a differenza di Firenze, Pisa e Perugia), pertanto ha necessità di connessioni stradali e ferroviarie quantomeno decenti. E a questo proposito il rettore Di Pietra ha citato il treno ibrido Siena-Chiusi-Roma come una possibilità da sperimentare…
Sia il sindaco di Panicale Cherubini, che ha parlato anche a nome del Patto Vato, sia l’assessore umbro De Rebotti, sia il presidente dell’Associazione Opzione Zero Gliatta hanno ribadito l’importanza (definita strategica dalla Regione Umbria) del collegamento Perugia-Chiusi, tramite la SR Pievaiola e lo “sfondamento” verso Chiusi, infrastruttura questa che darebbe ragione e linfa al rilancio della stazione ferroviaria di Chiusi, ma potrebbe rivelarsi decisiva anche come link ai caselli A1 di Fabro e Chiusi e per il rilancio del progetto Centro Intermodale Merci da realizzarsi al confine tra Toscana e Umbria in terra chiusina e pievese e come arteria comunque utile, indipendentemente dalla ferrovia: si pensi allo sport, alla cultura, all’Università, all’ospedale, ai centri commerciali…
Il senatore Pd Franceschelli (sindaco di Montalcino) anche lui presente, non è intervenuto al Pala Pania, però ha commentato sulla sua pagina facebook l’evento: “La ferrovia è vita per il sud della Toscana e l’Umbria interna: economia, lavoro, diritti, turismo, coesione sociale. Negli ultimi anni troppi treni trasferiti dalla direttissima alla linea lenta, con danni enormi per pendolari, imprese e comunità. Oggi a Chiusi Scalo per dire basta ai tagli e parlare di connessione tra territori con il sindaco Gianluca Sonnini, l’Assessore regionale toscano Filippo Boni, l’Assessore umbro Francesco De Rebotti, la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, i sindaci della Valdichiana, Amiata, Val d’Orcia, Trasimeno e Orvietano, imprese, comitati e cittadini.
Le nostre comunità hanno gli stessi diritti e devono avere le stesse opportunità delle altre aree del Paese!
Potenziare l’infrastruttura, ripristinare e aumentare Intercity e servizi rapidi, investire su linee intermedie per non lasciare indietro nessuno. Il Governo deve ascoltare: ne va del futuro dei nostri territori!” 
Anche questa una presa di posizione importante.
Diciamolo:  ancora non abbiamo risolto niente. Ma da oggi, dopo l’incontro del PalaPania e il “Patto di Chiusi” per un Tavolo Tecnico interregionale, i territori dell’Italia di mezzo e le stazioni intermedie della tratta Roma-Firenze hanno quantomeno alzato il volume e trovato una frequenza e una sintonia più forte e più stabile…
m.l.
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