TRENI E STAZIONI, DOMANI GIANI A CHIUSI. QUELL’IMPEGNO CHE ASSUNSE NEL 2021: SOLDI DELLA REGIONE PER LA FERMATA DEL FRECCIAROSSA
CHIUSI – Domani mattina, 7 marzo, al PalaPania di Chiusi Scalo, quello in cui gioca la San Giobbe Basket, a parlare di treni e stazioni, insieme agli assessori regionali Boni per la Toscana e De Rebotti per l’Umbria, verrà anche il presidente della Toscana Eugenio Giani. Una presenza significativa e importante che conferisce ulteriore peso specifico e peso politico all’evento, organizzato dai comuni di Chiusi e Castiglione del Lago, insieme.
Dell’iniziativa e del tema in discussione abbiamo già parlato su queste colonne in due articoli nei giorni scorsi. La presenza di Giani però ci ricorda un “precedente”, non l’unico per la verità (Giani è venuto spesso in Valdichiana e nella città di Porsenna), ma dato l’argomento, significativo e pertinente: era il 13 giugno 2021. Il sindaco di allora Yuri Bettolini definì e pubblicizzò quella giornata come “Inauguration day”. Infatti aveva messo insieme tre “inaugurazioni”: il palasport nuovo di pacca, che ancora non aveva assunto la denominazione di Estra Forum e veniva chiamato Pala Pania dal nome della località in cui sorge; il centro vaccinale per l’emergenza Covid, allestito presso il vecchio palasport di Poggio Gallina; la conferma della fermata del Frecciarossa, ottenuta nel 2019.
Il presidente della Regione Toscana Giani davanti all’ingresso del centro vaccinale, parlando di fronte alle autorità e alla folla colse l’occasione per intervenire oltre che sulla questione Covid e gestione dell’emergenza, anche sulla questione trasporti e ferrovie. Citò il grande risultato della fermata del Frecciarossa a Chiusi e visto che già allora – soprattutto a causa delle gravi restrizioni alla mobilità dovute alla pandemia – si ventilava una possibile soppressione di quel servizio, si dichiarò “pronto a metterci dei soldi della Regione, se necessario, per mantenere la fermata Av” come stava già facendo la Regione Umbria per la fermata a Perugia.
Non disse quanto, ma ribadì, con chiarezza e forza il concetto che se Trenitalia avesse chiesto un contributo, la Regione questo contributo lo avrebbe messo sul piatto, perché riteneva la fermata del Frecciarosssa alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme, un servizio importante e decisivo per il territorio del sud senese, per la provincia di Siena e per le aree circostanti.
La fermata del Frecciarossa è rimasta una fermata a “a mercato” fino al 2023. Dopodiché è stata soppressa. La Regione Toscana non ha mai messo un euro per mantenerla. L’impegno assunto pubblicamente da Giani a Chiusi nel giugno del 2021 è rimasto lettera morta. L’Umbria ha continuato a pagare la fermata di Perugia, la Toscana non ha mai pagato nulla per la fermata a Chiusi.
Non sappiamo se domani all’incontro del PalaPania sarà possibile intervenire e ricordare a Giani quel suo impegno. Per cui lo facciamo adesso. Da queste colonne. E crediamo che dovrebbero farlo anche i sindaci (i due organizzatori e tutti gli altri) e i comitati di cui è annunciata e prevista la presenza e la partecipazione al dibattito.
Il governatore Giani dovrà sciogliere alcuni nodi, dovrà chiarire la questione Media Etruria. Ma forse dovrà anche dire se, nel frattempo, cioè in attesa che la Media Etruria veda la luce, ammesso che si faccia, è ancora disposto, come Regione, a sostenere anche economicamente una o più fermate Av a Chiusi. Perché con la Direttissima sempre più “interdetta” agli Intercity e ai regionali veloci, avere una fermata dell’AV nel territorio diventa essenziale. E per territorio intendiamo quello compreso fra Roma e Firenze. E dunque le stazioni di Orte, Orvieto, Chiusi, Terontola/Perugia e Arezzo.
Una cosa è certa: Giani, che si è spesso dimostrato attento ai territori periferici e anche a quello della Valdichiana, non potrà far finta di non ricordare quella dichiarazione del 2021. Il suo assessore Boni, presente anche lui domani, è di Cavriglia, quindi della zona di San Giovanni Val d’Arno-Montevarchi, altro territorio che si trova sulla tratta Roma-Firenze e quindi, pensiamo che la questione la conosca bene.
Fino ad ora abbiamo assistito a più promesse e chiacchiere al vento che a risultati concreti. Ci auguriamo che l’incontro di domani a Chiusi dia finalmente delle risposte e che qualcosa il territorio riesca a portare a casa.
M.L.









