COMITATO PRO STAZIONE DI CHIUSI: LA PALLA AI SINDACI. QUI SI VEDRA’ CHI GIOCA PER IL TERRITORIO E CHI CONTRO

COMITATO PRO STAZIONE DI CHIUSI: LA PALLA AI SINDACI. QUI SI VEDRA’ CHI GIOCA PER IL TERRITORIO E CHI CONTRO
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CHIUSI – Il comitato pro stazione di Chiusi è partito. E le adesioni via social si aggiungono piuttosto rapidamente. Anche dai paesi limitrofi e pure da chi il frecciarossa e la stazione di Chiusi  li usa per arrivare in questo territorio: da Milano, da Napoli, da Roma…

Qualcuno leggendo il nostro articolo di presentazione dell’uniziativa, ha voluto puntualizzare che il Comitato NON E’ POLITICO, e che ha carattere civico.  A scanso di equivoci precisiamo che l’ordine con cui abbiamo citato sigle e forze politiche aderenti è casuale e risponde solo ad una esigenza di costruzione della frase. Nessun intento di favorire qualcuno a discapito di altri.

La lista Chiusi Futura per esempio rivendica e sottolinea “la propria coerenza sul NO alla stazione in linea e per il potenziamento della stazione di Chiusi, a differenza di altri che magari per non inficiare l’alleanza con il Pd, sono stati più cauti e sottotraccia”. In effetti anche in Consiglio Comunale, con atti formali, Chiusi Futura su questo argomento non ha avuto tentennamenti.

Comunque al di là di qualche punta di polemica, il fatto che il Comitato sia ampio e veda insieme un arco di forze largo che va dalla sinistra alla destra è certamente rilevante.

Come abbiamo già scritto, pur non risparmiando critiche ai silenzi, agli errori, alle titubanze  del Pd, saluteremmo volentieri anche l’adesione del Pd, che ha già perso tutti gli alleati e adesso rischia di ritrovarsi contro mano rispetto anche alla popolazione.

La battaglia per la stazione di Chiusi (non solo per la fermata del frecciarossa,che comunque è un tassello fondamentale) non è una battaglia campanilistica di Chiusi e dei chiusini. E’ una battaglia di tutto il territorio e per questo crediamo che dovrebbero farla propria anche i sindaci.

Gianluca Sonnini di Chiusi e Andrea Marchetti di Chianciano per primi (la stazione si chiama Chiusi-Chianciano terme), poi Roberto Cottini di Cetona; Agnese Carletti di San Casciano che, dopo la scoperta sensazionale del Bagno Grande ha molto da perdere da un depotenziamento dello scalo chiusino; Fausto Risini di Città della Pieve; Matteo Burico di Castiglione del Lago; Giulio Cherubini di Panicale; tutti i sindaci della linea Chiusi-Siena (Montepulciano, Torrita, Sinalunga, Rapolano…); quelli della Valdorcia e dell’Amiata che vedranno allontanarsi la stazione di riferimento…

Alcuni nei mesi scorsi si sono espressi in questo senso, soprattutto quelli del versante umbro i quali sanno bene che se salta l’aggancio all’alta velocità su Chiusi,e la stazione verrà ulteriormente depotenziata, salteranno anche i progetti ad esso collegati come la strada Perugia-Chiusi con l’adeguamento della Pievaiola sulla quale insistono da anni e che di recente hanno chiesto venga inserita nel programma elettorale regionale del centro sinistra… Insomma adesso la palla passa in mano a loro. Ci stanno oppure no?

Ci piacerebbe che, insieme ai sindaci attuali, aderisse al Comitato anche Juri Bettollini, che è stato il sindaco che nel 2019 riuscì a far fermare il Frecciarossa a Chiusi, che riuscì a confermarlo nei due anni segnati dalla pandemia e che adesso vede svanire un risultato importante frutto di un lavoro lungo e faticoso anche per predisporre i pacchetti turistici che dovevano fare da base e fondamento della fermata… La stessa Chiara Lanari, all’epoca vicesindaco cosa ha da dire in proposito? Ha ragione Giani o ha ragione Chiusi?

Qui, adesso, in questa battaglia si capirà chi gioca per il territorio e chi gioca contro. Chi difenderà le esigenze della Valdichiana, della Valdorcia, del Trasimeno, della Valnestore e chi invece privilegerà calcoli personali e di carriera con la speranza di qualche candidatura…

Ragionando in termini brutali si potrebbe anche dire: volete spendere per forza i soldi del Pnrr? Bene, invece di buttarli nella stazione in linea, opera faraonica del tutto inutile, spendeteli nel raddoppio ed elettrificazione della Chiusi-Siena, nel Centro Intermodale Merci, nella strada Perugia-Chiusi con lo”sfondamento” della Pievaiola e in altri collegamenti stradali oggi complicati (si pensi alla strada per il mare, direzione Grosseto). Se è un questione di cantieri, di lavoro, di economia che deve girare, il problema è risolto, di sodi ne girerebbero tanti lo steso. Almeno però avremmo infrastrutture utili e adeguate e non una cattedrale in mezzo ai campi.

Per l’utenza di questo territorio avere un paio di fermate del Frecciarossa a Chiusi e un paio ad Arezzo potrebbe essere sufficiente. E su più di 100 treni AV che passano ogni giorno, farne fermare 4 non sarebbe una tragedia. Ovviamente alternando le fermate. Il frecciarossa non è la soluzione di tutti i problemi di mobilità di quest’area geografica, ma senza, tutto diventa più difficile, perché verrebbe a mancare una pre-condizione per tutti gli altri ragionamenti.

m.l.

 

 

 

 

 

 

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