STAZIONE MEDIOETRURIA: PIU’ CONTRO INDICAZIONI CHE VANTAGGI. IL CONVEGNO CASTIGLIONESE HA FATTO FLOP

lunedì 23rd, maggio 2022 / 02:58
STAZIONE MEDIOETRURIA: PIU’ CONTRO INDICAZIONI CHE VANTAGGI. IL CONVEGNO CASTIGLIONESE HA FATTO FLOP
0 Flares 0 Flares ×

CASTIGLIONE DEL LAGO – “Stazione Alta Velocità Medioetruria, occasione di sviluppo per il Trasimeno e per tutta l’area fra Umbria e Toscana”. Così recitava l’invito a partecipare all’iniziativa pubblica promossa dall’associazione politico culturale “Progetto Democratico”, capeggiata dall’Assessore di Castiglione del Lago Fabio Duca. Insomma uno spot per la stazione in linea da costruire ex novo sui binari dell’alta velocità, come la Medio Padana di Reggio Emilia. Dove di preciso non si è capito.

La presenza tra i relatori del tecnico incaricato di redigere il Piano Urbanistico Intercomunale della Valdichiana senese, Bertone, poteva far pensare che l’ipotesi posta sul tappeto fosse quella di Montallese, frazione del Comune di Chiusi al confine con quello di Montepulciano e Castiglione del Lago. Ipotesi che è stata inserita dall’Uniione dei Comuni della Valdichiana nel pacchetto di progetti presentato per intercettare i fondi del PNRR.

Solo sabato scorso però a Moiano si è tenuto un altro meeting politico sul tema, precisamente un incontro del Pd del Trasimeno e di Chiusi con la presenza di tutti i sindaci dell’area lacustre, di Gianluca Sonnini sindaco di Chiusi, del segretario Pd di Chianciano e del sindaco di Cetona, dei consiglieri regionali Pd di entrambe le Regioni e del vice Presidente della Provincia di Perugia, Betti.

L’Associazione Progetto Democratico a Castiglione del Lago è alleata del Pd e fa parte della maggioranza che sostiene Burico. Ma la linea non sembra univoca. L’iniziativa castiglionese presentava infatti la stazione in linea come una occasione e opportunità di sviluppo, l’incontro moianese del Pd l’ha invece sostanzialmente bocciata ribadendo nella maggioranza degli interventi che la stazione Medio Etruria c’è già ed è la stazione di Chiusi, recentemente adeguata e ammodernata proprio per consentire la fermata dei Treni AV, cosa che avviene dal 2019 con una coppia di treni, uno alle 8 del mattino per Roma-Napoli, uno alle 21,00 in direzione Firenze-Milano.

Tra l’altro la stazione di Chiusi non solo è esistente e  funzionante e adatta allo scopo, ma è anche ben servita, non è in mezzo alla campagna e non ha necessità di realizzare infrastrutture di collegamento (strade, posteggi ecc…) perché tutto ciò ce lo ha già. E senza spendere ulteriormente denari pubblici. Nel 2017 sono stati spesi da Trenitalia oltre 7 milioni di euro per l’adeguamento e il restyling dello scalo ferroviario chiusino. Quanto all’ubicazione della ipotetica nuova stazione in linea, l’assessore castiglionese Duca, nella sua introduzione non ha pronunciato la parola Montallese. Si è limitato a dire “Noi non abbiamo soluzioni precostituite, ma indipendentemente da dove verrà realizzata, la stazione arricchirà il territorio”. Insomma ad occhio e croce andrebbe bene anche Terontola, o Farneta… La maggioranza degli interventi però hanno smorzato gli entusiasmi, mettendo in evidenza anche una discrasia di posizioni nelle stesse forze di centrosinistra. Lo spot pro stazione in linea in sostanza è rimasto solo nel titolo delll’iniziativa. Negli interventi non c’è stato. Tutt’altro.

Il sindaco del capoluogo lacustre Matteo Burico per esempio ha messo subito in evidenza alcuni dati sul turismo, dati che mettono bene in evidenza quanto i territori di questa area vasta interregionale, la loro storia, le loro bellezze naturalistiche, siano attrattivi. Un dato su tutti: “il turismo regionale – ha specificato – ha avuto un calo del 30%. Solo due territori si salvano: l’Amerino e il Trasimeno con un 9% in più di arrivi e 29% in più in presenze”. Dunque “Siamo una meta” e perciò parlare di infrastrutture è centrale e guardare alla Toscana è obbligatorio. Non a caso le due fermate del Frecciarossa a Chiusi, ottenute a partire dal 2019, sono considerate essenzialmente “turistiche”.

“Quest’Area Vasta umbro-Toscana si compenetra ed è molto interconnessa, ma per noi – ha detto Burico senza equivoci –  “lo sfondamento della Pievaiola a Chiusi, resta una priorità. Abbiamo condiviso la fermata del Frecciarossa a Chiusi, fin dai tempi di Bettollini e con essa la necessità di collegamenti più rapidi e sicuri”.   Non nasconde che c’è un Nord Trasimeno e un Sud lacustre che spesso hanno remato in direzioni diverse, il sindaco castiglionese, ma “questa volta – ha detto – i campanili sono stati messi da parte, quindi tutti uniti  i sindaci concordano che la Perugia-Chiusi è un obbiettivo da raggiungere“. Ovviamente insieme al rafforzamento della linea ferroviaria Foligno-Terontola.

Burico ha dato anche una indicazione politica affermando “Difendiamo quello che abbiamo e rompiamo con la logica del solo mercato”. Un argomento questo ripreso da Alessandro Torrini quando ha parlato della necessità di fermare l’inurbamento (verso i grandi centri) a cui abbiamo assistito in tutti questi decenni, per ritornare a ripopolare le aree ora emarginate come le nostre. Per farlo è necessario una politica dei servizi, tra cui quelli legati ai trasporti, che guardi lontano, e che consenta, appunto, collegamenti rapidi, efficienti, sicuri. La mobilità è un diritto costituzionale… Pensieri lunghi. Un ritorno della politica quella autorevole impersonata da statisti colti. Nulla a che fare con le macchiette, spesso veri ciarlatani, che saltellano nei social e nelle televisioni adesso.

Articolato e di taglio strategico l’intervento del sindaco di Panicale Giulio Cherubini, il quale ha illustrato per sommi capi il progetto pilota del Polo dell’idrogeno che sorgerà nell’area ex Enel di Pietrafitta. Un progetto tutto inserito nel piano di lavoro strategico denominato “Wood For Green”. Dentro quel Piano si parla apertamente del collegamento con il nodo infrastrutturale di Chiusi, “una connessione – ha scandito forte Cherubini-  a cui non rinunceremo, anche perché tutto quel programma accennato del “Wood For Grenn”, senza avere un intersezione con un Polo infrastrutturale come Chiusi, non avrebbe la possibilità di far sviluppare a pieno tutte le sue potenzialità.

“Dunque basta con le scelte del momento campanilistiche, sì alle strategie di lungo respiro”. Il vice Presidente della Provincia di Perugia Betti ha sottolineato come stia rinascendo l’attenzione intono a temi strategici. “Ci piace pensare – ha esclamato – che questo Rinascimento del Trasimeno, sia dovuto anche all’Unità d’intenti. Non era scontato e sulle infrastrutture non ci divideremo. Chiusi per noi è la meta”. Un chiaro messaggio a Duca su quale sia la linea da seguire.

“Come Provincia – ha precisato Betti– stiamo lavorando a delle proposte da sottoporre alla Regione Umbria”.

Il tecnico regionale Diego Zurli ha messo sul piatto una mole di informazioni tecnico scientifiche ed economiche notevole. Ha messo in guardia sullo scontro tra campanili, tra Arezzo e Siena, e con una battuta ha detto che Trenitalia non distribuisce le fermate a gettone. Come dire che tutta questa girandola di ipotesi sulla stazione Medioetruria, finirà per non far realizzare nulla sul territorio. “E’ stata una rivoluzione l’Alta Velocità e ha fissato oramai il principio voluto dall’ex Presidente Moretti, che ci sono due ordini di trasporto, uno a mercato (Alta Velocità), l’altro tradizionale, e da qui non si torna indietro”. E a proposito delle tante ipotesi che da tempo si fanno sulla mitica MedioEtruria (Ponticelli, Rigutino, Farneta, Montallese… ), ha precisato che fare una stazione nuova in linea costa dai 50 ai 70 milioni di euro, Adeguare ulteriormente le stazioni di Chiusi o di Arezzo, appena 4/5 milioni. Una affermazione che ha raffreddato le frenesie di quanti fantasticano su stazioni in mezzo ai campi di grano. Avvertendo che con la lotta tra i campanili, la contrapposizione tra territori, non si va da nessuna parte. Sul Freccia Rossa a Perugia, ha fatto notare che se fino ad ora alla Regione dell’Umbria la fermata nel capoluogo umbro è costata 1,5 milioni di euro annui, ora ne costerà 2,5. Soldi pubblici a sostegno di un servizio che peraltro non è per tutti. In pratica è come se la Regione ad ogni passeggero che sale a Perugia, consegnasse 70 euro. Così come ha tenuto a precisare, che le opportunità di oggi in termini di finanziamento, quando saranno finite, per molti anni non ce ne saranno più.

La questione costi non è l’unica però a sconsigliare la realizzazione della stazione in linea, c’è anche quella della effettiva utilità. Si dice, per esempio, che far fermare un Frecciarossa alla stazione di Chiusi oggi comporta un aumento del tempo di percorrenza di 11-13 minuti (tra decelerazione entrata nella bretella, fermata e ripartenza); fermare una freccia sulla stazione in linea farebbe perdere meno tempo. Ma quanto di meno? 3-4 minuti dicono fonti Fs, perché anche nella stazione in linea i treni debbono rallentare prima di fermarsi e non è che ripartono a 250 km orari… Tempo stimato tra decelerazione, fermata e ripartenza, 7-8 minuti… E poi se adesso a Chiusi si ferma solo una coppia di treni, quante ne potrebbero fermare alla MedioEtruria? Più di 3 coppie? difficilissimo. Non c’è l’utenza necessaria. Il gioco dunque vale la candela? Vale la pena spendere 70-80 milioni di euro per risparmiare dai 3 ai 5 minuti sulla tratta Napoli-Milano e viceversa? Proprio in questi giorni il sindaco di Chiusi Sonnini ha alzato la voce sullo stato in cui versa attualmente la Chiusi-Siena e sulla necessità che tale linea venga ammodernata e potenziata. Turisticamente e per il pendolarismo lavorativo e studentesco è un servizio importante e la possibilità di avere due fermate del Frecciarossa nella stessa stazione (Chiusi) è una connessione altrettanto importante. Su una stazione in linea tale connessione non ci sarebbe.

Renato Casaioli

Nella foto: la stazione in linea MedioPadana disegnata da Calatrava, a Reggio Emilia.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×