IL GENOCIDIO DELLA SPONDA ACCANTO

mercoledì 01st, dicembre 2021 / 15:43
IL GENOCIDIO DELLA SPONDA ACCANTO
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ALLA RASSEGNA ‘STORIE DI STORIA’ A CASTIGLIONE DEL LAGO “QUO VADIS AIDA?” UN FILM DOLOROSO SUL MASSACRO SI SREBRENICA DEL  1995
Ieri, dalla rassegna “Storie di Storia” del Comune di Castiglione del Lago, ci è arrivato un pugno in faccia ben assestato dal film “Quo vadis, Aida?“pur tanto pudico nel raccontare l’orrore.
L’orrore raccontato dal film è quello del massacro di Srebrenica, enclave bosniaca circondata da serbi, che fu perpetrato nell’ultimo anno della guerra in Bosnia, il 1995, in un’area di sicurezza controllata dalle Forze delle Nazioni Unite. L’11 luglio 1995 Srebrenica venne occupata dalle truppe serbo-bosniache che deportarono la popolazione e compirono un vero genocidio trucidando circa ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani.
Nel film, Aida (una magnifica Jasna Djuricic), traduttrice per conto delle Nazioni Unite, insegna e vive a Srebrenica con il marito e i due figli maschi. Il racconto intreccia la tragedia collettiva al dramma privato, alla furia ferina, viscerale con cui la donna cerca di salvare almeno i suoi cari, dopo aver tentato in ogni modo di deviare il corso delle vicende.
Il film non può non scuotere le nostre coscienze di cittadini, all’epoca già adulti, di un’Europa ignava e inerte di fronte alla immane tragedia che si consumava dietro l’angolo e che ha pure sostenuto in tempi più recenti l’iniziativa del conferimento ai caschi blu olandesi di una medaglia d’onore “per il coraggio” (!!) mostrato a Srebrenica.
Il film la mostra bene la vergogna di questo “coraggio”, mentre le scene di deportazioni e persecuzioni, i cani, la consegna dei documenti, le case delle vittime occupate dai carnefici evocano tempi bui appena più remoti. Quando ci chiediamo come sia stato possibile l’Olocausto, chiediamoci pure dove eravamo ai tempi dei crimini della guerra nella ex-Jugoslavia e di cosa ci stiamo occupando mentre migliaia di migranti bloccati al confine tra Polonia e Bielorussia cercano di salvarsi da gelo e violenza.
Lucia Annunziata
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