ORVIETO, QUADRO MISTERIOSO NELL’UFFICIO DEL SINDACO: E’ UN RITRATTO DI DANTE ALIGHIERI?

mercoledì 24th, marzo 2021 / 16:19
ORVIETO, QUADRO MISTERIOSO NELL’UFFICIO DEL SINDACO: E’ UN RITRATTO DI DANTE ALIGHIERI?
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ORVIETO –  La notizia l’ha data l’Ansa. Quindi diciamo che la notizia c’è. O ci potrebbe essere. Si tratta di un quadro che per decenni, forse secoli, è passato inosservato e che è appeso nell’ufficio della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. Che lo ha fatto studiare, per capirne di più.

Secondo Daniele Di Loreto, presidente della Fondazione museale Claudio Faina, “siamo di fronte a un quadro misterioso, secondo le prime ricerche sarebbe databile tra il 1500 e il ‘600. L’autore è ignoto, ma è ipotizzabile che si sia ispirato al pittore fiorentino Cristofano di Papi dell’Altissimo, stando a una prima valutazione fatta da alcuni storici dell’arte”. E fin qui nulla di trascendentale. La singolarità e l’eccezionalità della cosa potrebbero risiedere invece nel soggetto raffigurato: un uomo bruno, con naso aquilino, ritratto di profilo… “Quello che appare certo – sottolinea Di Loreto – è che la raffigurazione sembra prendere spunto dalla dettagliata descrizione che Giovanni Boccaccio fa del volto di Dante Alighieri nel ‘Trattatello in laude di Dante’ scritto tra il 1351 e il 1355. Boccaccio scrive: ‘Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso’. E’ esattamente come è stato raffigurato nel dipinto che si trova all’interno del palazzo comunale”, nel quale Dante, se si tratta di Dante, è ritratto senza quel copricapo con gli “orecchioli” e la tunica rossa… Ma con la corona d’alloro dei poeti e con la barba… particolare questo citato da Boccaccio, ma mai comparso nell’iconografia classica. Particolare che però potrebbe essere posticcio.

Lo spiega la sindaca Tardani: “Magari siamo davanti a un capolavoro e ne eravamo ignari (…), una valutazione più puntuale dovrà essere fatta proprio sulla barba, che potrebbe essere stata aggiunta in un secondo momento”.

Ma la sindaca Tardani annuncia comunque iniziative in proposito per valorizzare l’opera: “Al di là di quello che emergerà  resta un dipinto affascinante che vorremmo condividere con gli orvietani e, pandemia permettendo, con i turisti che ogni anno raggiungono la nostra città. Per questo lo metteremo al centro della mostra sul settecentenario dantesco che organizzeremo dopo l’estate a partire dal 14 settembre”.

Nella foto: il quadro misterioso nell’ufficio del sindaco di Orvieto (ANSA). 

 

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